A Modena il 6 aprile con
il club Forza Silvio Rimini che incontro in un convegno l’onorevole Palmizio e
i club Forza Silvio Seniores della Regione Emilia - Romagna
martedì 18 marzo 2014
sabato 15 marzo 2014
BERLUSCONI CANDIDATO ALLE EUROPEE. PER AFFERMARE DEMOCRAZIA, GIUSTIZIA, LIBERTA’. GUAI A CHI TOCCA IL DIRITTO DEL POPOLO A SCEGLIERE IL PROPRIO LEADER. SAREBBE UN MODO PER TRUCCARE LE ELEZIONI.
La
scelta di Silvio Berlusconi di candidarsi alle Europee esprime la certezza
che il diritto del popolo di decidere i propri rappresentanti è inviolabile.
Non è una sfida alla legge, ma l'affermazione della legge della democrazia, che
è la sovranità popolare, senza di cui il diritto diventa un'arma
politica in mano a forze eversive e golpiste. Le nostre parole sono forti, e ce
ne rendiamo conto. Le pronunciamo con la maggior pacatezza possibile. La legge
infatti che si pretenderebbe di applicare per privare la gente di
scegliersi il proprio leader è basata sulla applicazione retroattiva di una
pena, la quale a sua volta è conseguenza di una sentenza palesemente
ingiusta. La Corte europea del Lussemburgo e quella per i
diritti umani di Strasburgo hanno la pratica aperta. Nel frattempo
prudenza esige che non si inibisca al popolo di esercitarsi nel supremo
esercizio democratico. Quanta paura hanno lorsignori che non vogliono la
candidatura di Berlusconi. Essi pretenderebbero sia il Tar a espungere il
nome del nostro leader, minando il valore reale delle elezioni europee,
falsificandone il senso e di fatto truccandone a priori i risultati. Sarebbe
un broglio preventivo, un atto gravissimo. Giudichi il Parlamento europeo,
quando si radunerà se ratificarne l'elezione. Paura che il Parlamento
europeo dica una verità ingrata per la sinistra? Di certo, con
Berlusconi candidato alle Europee, Forza Italia pone le basi per una
grande vittoria. Lo annuncia oggi in un colloquio con la Stampa, Toti:
“Forza Italia andrà molto bene. Ci sono tutte le condizioni per una grande
affermazione. Abbiamo un buon programma, ottimi candidati, un grande entusiasmo
attorno ai club e la determinazione di Berlusconi a candidarsi e guidare le
liste di Forza Italia”. Ora l'energia, la forza, la determinazione del nostro
leader contageranno il nostro movimento-partito, i candidati alle Europee e il
popolo dei moderati che avrà l'unico statista in grado di saperli
rappresentare al meglio non solo in Italia ma anche in Europa.
CASO TERREMERSE, LA NOSTRA RICHIESTA DI RESTITUZIONE DEL MILIONE DI EURO AVVALLATA DALLA MAGISTRATURA
La
cosa ha dell’incredibile, la Regione Emilia-Romagna, a guida Vasco Errani,
siamo nel lontano 2006, eroga fondi pubblici alla cooperativa agricola
Terremerse, guidata da Giovanni Errani (fratello maggiore del Presidente), si
parla di irregolarità, lo stanziamento a quanto pare non è legittimo, l’ente si
prodiga per dimostrare la bontà dell’operazione, tentativo non riuscito, la
magistratura conferma l’ipotesi di reato. Sono passati otto anni e il
Governatore decide, nientemeno, di chiedere i danni al fratello, mezzo milione
di euro per l’immagine lesa della Regione. La vice Presidente della Giunta
regionale, Simonetta Saliera, ha firmato in questi giorni l’atto di
costituzione di parte civile della Regione contro Terremerse, accolta dalla
giudice Nadia Buttelli. Verrebbe da
dire: tutto bene quel che finisce bene. Il sottoscritto da oltre cinque
anni, in solitaria, chiede venga risolta la questione, ho portato il caso nel
parlamentino regionale. Ho chiesto direttamente al Presidente Errani di fare
ammenda, di ammettere le irregolarità nella cessione del contributo dato alle
solite cooperative, insomma, ho preteso che la Regione si riprendesse indietro
il “malloppo”.
Ci
sono voluti cinque anni e alla fine lo stesso Governatore mi ha indirettamente
dato ragione. Ne prendo atto, me ne compiaccio, con me anche le tante aziende
agricole che in questi anni si sono viste negare ingiustamente contributi.
venerdì 14 marzo 2014
GOVERNO: “PADOAN CERTIFICHI NUMERI RENZI”
A titolo di esempio, facciamo un calcolo sullo scambio
proposto tra aumento della tassazione del risparmio e sgravio Irap alle
imprese. Dai dati dell’Agenzia delle entrate risulta che, con l’aliquota del
20%, nel 2013 il gettito derivante dalle imposte sugli interessi da azioni e
obbligazioni e sui capital gains è stato pari a circa 13
miliardi. Portando l’aliquota al 26%, come dice di voler fare Renzi, si
reperiscono risorse per non più di 780 milioni (6% di 13 miliardi). Come si
giunga alla cifra indicata dal presidente del Consiglio (2,6 miliardi) rimane
un grande mistero. O c’è qualcosa che non va nella spiegazione fornita ieri da
Renzi, oppure siamo davanti a un evidente errore di calcolo.
Può il ministro dell’Economia e delle finanze, Pier
Carlo Padoan, rispondere a questo legittimo dubbio?”.Lo chiede Renato Brunetta
giovedì 13 marzo 2014
DALLA CAMERA VIA LIBERA ALL’ITALICUM. ORA LA PAROLA PASSA AL SENATO
Con 365
voti favorevoli (la maggioranza era 261) la Camera dei deputati ha detto sì
all'Italicum. I voti
contro sono stati 156, gli astenuti 40. Ora il testo della legge elettorale
passa al vaglio del Senato. Alla votazione ha partecipato il governo al gran
completo, è rimasta vuota solo la sedia del presidente del Consiglio. Dopo il voto, dai banchi di Pd e Fi si è levato un
lungo applauso. Proteste, invece, dai gruppi dell'opposizione. Pochi minuti
dopo il voto il presidente del Consiglio Matteo Renzi manifesta la propria
soddisfazione. Lo fa scrivendo su Twitter: "Grazie alle deputate e ai
deputati. Hanno dimostrato che possiamo davvero cambiare l’Italia.
Politica 1-Disfattismo 0. Questa è #laSvoltabuona". Anche il ministro
delle Riforme, Maria Elena Boschi, ha affidato a un cinguettio il proprio
commento: "Primo vero risultato alla Camera: oggi, dopo 8 anni, è stata
approvata una nuova legge elettorale. Da subito avanti con la riforma del
senato e il Titolo V". Forza Italia vota sì ma annuncia che in Senato
"non accetterà altri accordi al ribasso" sul testo. "Non staremo
sereni fino a quando non vedremo l’ultimo sigillo sul testo" dice il
deputato Massimo Parisi. "Abbiamo acconsentito a norme" che
non convincono in pieno e "accantonato questioni a noi care. Non è la
legge che avremmo voluto, ma la votiamo senza avere in cambio poltrone e senza
aver chiesto niente se non il rispetto". L’esponente di Forza Italia
ha respinto le critiche sull’assenza delle preferenze e sulle soglie di
sbarramento. "Non è una limitazione della democrazia, perché le
preferenze non ci sono anche in altri paesi europei. Le soglie - ha concluso -
non cancellano la democrazia, perché vorrebbe dire che non c’è democrazia in
Francia o in Germania".
VERGOGNA A BOLZANO: “PENSIONI D’ORO” INFURIATI GIUSTAMENTE I CITTADINI CON I CONSIGLIERI PROVINCIALI FONDI E INDENNITA’ CHE NON ESISTONO IN PROVINCIA DI RAVENNA
Manifestazione contro le "pensioni
d'oro"
Dopo lo
scandalo riportato da alcuni quotidiani sulle “pensioni d’oro” dei consiglieri
provinciali a Bolzano (tra le spese risulta anche lo scontrino di un sexy shop ),
alcune centinaia di persone hanno
partecipato in mattinata ad una manifestazione in piazza Silvius Magnago davanti
al consiglio provinciale.. “Venite
fuori” e “vergogna” sono gli slogan gridati in continuazione dai manifestanti.
“La politica è fallita”, “I politici incassano e noi sgobbiamo”, “Restituite i soldi altrimenti botte” e “Bunga-bunga
Freiheitlichen” si legge sui cartelli dei manifestanti che si
sono riuniti davanti al consiglio provinciale. Sul palco si susseguono
interventi di alcuni cittadini. Una bella grana per i presidenti delle due
province autonome, Arno Kompatscher
e Ugo Rossi che stanno
cercando la via d’uscita per sedare un’indignazione popolare s’ingrossa giorno
dopo giorno. “Le cifre diffuse provocano disagio”,
ammette il presidente del Trentino scorrendo l’elenco delle generose liquidazioni concesse ai
consiglieri (in carica ed ex) della regione a statuto speciale. E le cifre sono
da capogiro: 90 milioni di euro per 130 rappresentanti premiati dalla
sola anzianità e senza nessun criterio di merito: chi ha collezionato maggiori
presenze prende di più arrivando a intascare fino a un milione e mezzo di euro.
Un fiume di denaro che
ha poco a vedere con le presenze in aula e l’attività politica dei singoli
consiglieri, alcuni dei quali non hanno presentato nemmeno un’interrogazione. E così la rabbia popolare
è pronta a confluire in una manifestazione davanti al Consiglio provinciale altoatesino in
occasione della sua prima sessione di marzo, “per gridare vergogna, vergogna,
vergogna, assieme ai cittadini che hanno perso il lavoro”, come dice Maurizio Albrigo della Cisl. Tutti
consapevoli che anche nel territorio più settentrionale dello Stivale la misura
è colma e i cittadini sono stufi di vedere la casta arricchirsi con i soldi
della politica. “E’ una vera schifezza”. I militari stanno ancora cercando di
capire quale dei sei consiglieri del gruppo abbia effettuato l’acquisto per poi
chiedere il rimborso attraverso i fondi
pubblici a disposizione dei gruppi (750mila euro annui). Quel
che è certo, in attesa di sapere chi è l’acquirente, è che sta per arrivare una
nuova mazzata sulla credibilità
della politica all’ombra delle Dolomiti.
Già, perché il nuovo scandalo
arriva nemmeno dieci giorni dopo all’ondata di rabbia popolare per
la pubblicazione dell’elenco dei
ricchissimi vitalizi che i consiglieri (in carica ed
ex) si preparavano a intascare.
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