(ANSA) - BOLOGNA, 5 NOV - Spuntano altri rimborsi
dei gruppi consiliari dell'Emilia-Romagna: in 19 mesi, il gruppo Pdl ha
totalizzato tra rimborsi chilometrici, taxi e autonoleggio 277.000 euro; nella
stessa voce il Pd è a 85.000, mentre è a 89.000 per libri e giornali. Tra le
spese 'natalizie' del 2010 emerge che il Pd mise a rimborso 8.000 euro di
agendine, spumante Ferrari, aceto balsamico, Parmigiano Reggiano, zamponi e
panettoni; il Pdl, 3.000 euro in libri e agende, la Lega 800 euro in panettoni.RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright
giovedì 7 novembre 2013
REGIONE EMILIA ROMAGNA DI ERRANI: UN TERREMOTATO SU TRE E’ FUORI CASA.
RICORDATE
ALL’AQUILA IL PD CRITICO’ TANTO BERLUSCONI, A MODENA AD UN ANNO E MEZZO DAL
SISMA, HA ANCORA 2.500 PERSONE NEI CONTAINER, ALTRE 12 MILA IN AFFITTO
Tratto dal Resto del Carlino di Modena, UN ANNO e mezzo dopo:
quanti terremotati ancora fuori casa? «Parliamo di 14.500 persone, all’incirca. Meno di 2.500 vivono nei prefabbricati, gli altri negli appartamenti, con i
contributi per l’affitto. Gli sfollati erano 45mila». Questione di punti di vista. Per l’assessore regionale
Giancarlo Muzzarelli — modenese, democratico vecchio stile, da sempre considerato
uomo forte della giunta Errani, e ormai sembra la formula di un’altra epoca —
due terzi di normalità sono un risultato importante. Per i terremotati, invece,
quell’uno su tre ancora ‘sfollato’ è il segno inequivocabile che la
ricostruzione è ferma. Assessore, il Carlino ha passato tre giorni tra i container
della Bassa. La gente dice: ci hanno abbandonato nelle scatolette. Qui è tutto
fermo.«Giudizio
ingeneroso. Siamo partiti da zero, senza risorse e senza leggi. Non c’era
niente. Abbiamo fatto miracoli. Abbiamo speso un miliardo e 270 milioni per
uscire dall’emergenza. I prefabbricati erano 757, oggi sono 680. E
ancora: 1.900 le cambiali dei sindaci per quasi 8.000 famiglie che stanno già
ricostruendo la loro casa. Il 60% di quelle meno danneggiate sono abitabili;
per le altre, della tipologia E, siamo al 20%».
E cosa risponde a Cristina Rossin, mamma di sei figli, in casa, anzi nel container di San Possidonio, un solo stipendio e quasi 2.800 euro di bollette? I prefabbricati sono alimentati a corrente. Chi paga?
«Dipende. Se c’è lavoro si pagano anche le bollette, se non c’è lavoro ci sono i servizi sociali». Un’assistente sociale ha consigliato a un terremotato che si lamentava per la stangata, «consumate meno». «Lasciamo stare... L’8 novembre incontreremo l’Enel. Chiederemo rate da cento, massimo duecento euro tra arretrati e consumi attuali. Dentro e fuori dai prefabbricati». La rivolta contro le bollette sta esplodendo ovunque. Da Cento, nel Ferrarese, a Concordia. Per sabato si preparano assemblee. Per quanto tempo ancora la gente dovrà vivere nei villaggi provvisori? «Il nostro obiettivo è di smontarli tutti entro due anni». Ma se i palazzi degli sfollati devono ancora essere demoliti... Non le pare una previsione un po’ troppo ottimistica? «Non è una previsione troppo ottimistica, è un impegno politico. E se per qualcuno le case non saranno pronte, la Regione troverà una sistemazione». Avete creato dei ghetti. Bombe a orologeria. C’è esasperazione. «No, con i moduli provvisori abbiamo risolto un problema. Il presidente Errani ha fatto una battaglia frontale per averne il meno possibile. Li vogliamo togliere di mezzo. Siamo preoccupatissimi».
Da cosa? «Che ci entri chi non ne ha diritto. Stiamo rafforzando la vigilanza. Protezione civile e forze di polizia fanno il loro dovere. Bisogna tenere alto il fronte della legalità».Dovrebbe preoccuparla anche che nei container la gente fa la muffa. Alcuni non sono coibentati. C’è fango ovunque, ci sono i topi. «Stiamo iniziando una verifica. Tecnici e protezione civile faranno il giro. Se ci sono problemi, li affronteremo». Ma i problemi ci sono, evidenti Se ci sono, li affronteremo». Intanto per le imprese novembre è un mese funesto, arrivano le scadenze del fisco. Il cratere chiede con forza la fiscalità di vantaggio, tasse sospese per tutto il 2013 e rate per dieci anni. «Domanda da girare a Roma. Noi le richieste le abbiamo fatte. L’ultima lettera di Errani a Letta è di ottobre». Dunque non avete peso politico? «A Roma c’è un muro di gomma, siamo in ostaggio. Ma vogliamo parlare anche di quello che sta andando avanti? Le imprese hanno presentato 500 domande per 356 milioni, ne abbiamo liquidati 90. Un altro dato: lo scorso anno c’erano 41.335 cassintegrati con causale terremoto, oggi sono 2.670. Una reazione straordinaria di imprese e lavoratori. Questo è il primo punto». dall'inviato Rita Bartolomei
E cosa risponde a Cristina Rossin, mamma di sei figli, in casa, anzi nel container di San Possidonio, un solo stipendio e quasi 2.800 euro di bollette? I prefabbricati sono alimentati a corrente. Chi paga?
«Dipende. Se c’è lavoro si pagano anche le bollette, se non c’è lavoro ci sono i servizi sociali». Un’assistente sociale ha consigliato a un terremotato che si lamentava per la stangata, «consumate meno». «Lasciamo stare... L’8 novembre incontreremo l’Enel. Chiederemo rate da cento, massimo duecento euro tra arretrati e consumi attuali. Dentro e fuori dai prefabbricati». La rivolta contro le bollette sta esplodendo ovunque. Da Cento, nel Ferrarese, a Concordia. Per sabato si preparano assemblee. Per quanto tempo ancora la gente dovrà vivere nei villaggi provvisori? «Il nostro obiettivo è di smontarli tutti entro due anni». Ma se i palazzi degli sfollati devono ancora essere demoliti... Non le pare una previsione un po’ troppo ottimistica? «Non è una previsione troppo ottimistica, è un impegno politico. E se per qualcuno le case non saranno pronte, la Regione troverà una sistemazione». Avete creato dei ghetti. Bombe a orologeria. C’è esasperazione. «No, con i moduli provvisori abbiamo risolto un problema. Il presidente Errani ha fatto una battaglia frontale per averne il meno possibile. Li vogliamo togliere di mezzo. Siamo preoccupatissimi».
Da cosa? «Che ci entri chi non ne ha diritto. Stiamo rafforzando la vigilanza. Protezione civile e forze di polizia fanno il loro dovere. Bisogna tenere alto il fronte della legalità».Dovrebbe preoccuparla anche che nei container la gente fa la muffa. Alcuni non sono coibentati. C’è fango ovunque, ci sono i topi. «Stiamo iniziando una verifica. Tecnici e protezione civile faranno il giro. Se ci sono problemi, li affronteremo». Ma i problemi ci sono, evidenti Se ci sono, li affronteremo». Intanto per le imprese novembre è un mese funesto, arrivano le scadenze del fisco. Il cratere chiede con forza la fiscalità di vantaggio, tasse sospese per tutto il 2013 e rate per dieci anni. «Domanda da girare a Roma. Noi le richieste le abbiamo fatte. L’ultima lettera di Errani a Letta è di ottobre». Dunque non avete peso politico? «A Roma c’è un muro di gomma, siamo in ostaggio. Ma vogliamo parlare anche di quello che sta andando avanti? Le imprese hanno presentato 500 domande per 356 milioni, ne abbiamo liquidati 90. Un altro dato: lo scorso anno c’erano 41.335 cassintegrati con causale terremoto, oggi sono 2.670. Una reazione straordinaria di imprese e lavoratori. Questo è il primo punto». dall'inviato Rita Bartolomei
PIU’ TASSE? CADE IL GOVERNO. DECADENZA? CADE IL GOVERNO. LE NOSTRE LOTTE PER ECONOMIA E GIUSTIZIA SONO INDIVISIBILI
La vita
degli uomini non viaggia a compartimenti stagni. Siamo una cosa sola. Se una
dimensione dell’esistenza si scardina, va a ramengo tutto. Così la vita di un
popolo. Economia e giustizia si tengono insieme. Così la politica, così
il governo non possono tenere separati, come se fossero parallele che non si
incontrano, aspetti coessenziali del sistema Italia. È elementare. Se c'è uno
squarcio su una fiancata, non serve riverniciare e consolidare l'altra, la nave
va a fondo. Il punto oggi è questo. Non ci sono abracadabra in politichese che
possano sostituire questo dato di realtà: la prevalenza dei contenuti e
delle scelte reali, rispetto alle fumisterie sugli scenari che imporrebbero la
pazienza, in nome di un bene superiore, di incassare legnate sulle tasse e
sulla giustizia. In termini meno aulici: basta balle. Non tengono alibi di
scenari internazionali che ci obblighino “per responsabilità” a consentire il
soffocamento fiscale di famiglie e imprese. Non esiste in natura la
possibilità che si possa lasciar somministrare a Silvio Berlusconi la cicuta
della decadenza da senatore, in nome della pace sociale, e che noi
dolorosamente si consenta questo abominio. In sintesi.
1) La Legge di
Stabilità non potrà essere, finché siamo parte della maggioranza e nostri
ministri sono al governo, lo strumento con cui lo Stato piazza sulla gola delle
famiglie e delle imprese gli stivaloni tedeschi di un’austerità farcita di
tasse. Non possiamo contraddire noi stessi e fare del male all’Italia.
2) La decadenza di Silvio
Berlusconi coincide con la decadenza di questo governo e la fine delle
larghe intese. Non ci sono ragionamenti da politologi bizantini che possano
ribaltare questa nostra determinazione. Offendere la democrazia significa
picconare la colonna portante della pace sociale. Non in nostro nome, non
stringeremo la mano destra sotto il tavolo a chi con la sinistra, dotto gli
occhi del mondo, pugnala il nostro leader.
mercoledì 6 novembre 2013
INTERROGAZIONE BAZZONI E CAMORALI: PERCHE’ SDOPPIARE GASTROENTEROLOGIA E ENDOSCOPIA?
Presso
l’Azienda ospedaliero-universitaria di Parma è stata attivata l’unità operativa
complessa di Gastroenterologia e Endoscopia digestiva, e dai riscontri si
evidenzia una crescita significativa e continua delle prestazioni. In
particolare, il rispetto dei tempi di esecuzione degli esami, sia per i
pazienti ricoverati che esterni, ha praticamente azzerato le liste d’attesa e
portato al crollo delle richieste di endoscopia in libera professione. Gianguido Bazzoni e Cinzia Camorali,
del gruppo Popolo della libertà, hanno presentato un’interrogazione alla Giunta
per ottenere chiarimenti circa l’ipotesi di sdoppiare l’unità operativa
complessa, di cui si parla sempre più con insistenza.
I due consiglieri chiedono di motivare su quali
presupposti si fonderebbe questa ipotesi, che a loro parere non si giustifica
né per i risultati finora ottenuti, né in un’ottica di contenimento e
razionalizzazione della spesa pubblica. A proposito dei costi, Bazzoni e
Camorali affermano che i più danneggiati sarebbero i pazienti cronici affetti
da malattie infiammatorie croniche intestinali, che vedrebbero disperdere
risorse economiche importanti per lo sdoppiamento di un reparto senza
un’apparente logica e obiettiva giustificazione.
BISOGNA PARAGONARE LA TELEFONATA DELLA CANCELLIERI A QUELLA DI BERLUSCONI PER RUBY!
“Sono
inaccettabili i due pesi e le due misure, va fatto un parallelo con la
telefonata di Berlusconi per Ruby”, tuona Renato
Brunetta, capogruppo PdL alla Camera, in merito al caso-Cancellieri.
Rincara la dose Stefania Prestigiacomo: “A Berlusconi hanno dato 7 anni, qui in
difesa della Cancellieri si schiera Caselli”.
INTERROGAZIONE BAZZONI E CAMORALI: PERCHE’ SDOPPIARE GASTROENTEROLOGIA E ENDOSCOPIA?
Presso
l’Azienda ospedaliero-universitaria di Parma è stata attivata l’unità operativa
complessa di Gastroenterologia e Endoscopia digestiva, e dai riscontri si
evidenzia una crescita significativa e continua delle prestazioni. In
particolare, il rispetto dei tempi di esecuzione degli esami, sia per i
pazienti ricoverati che esterni, ha praticamente azzerato le liste d’attesa e
portato al crollo delle richieste di endoscopia in libera professione. Gianguido Bazzoni e Cinzia Camorali,
del gruppo Popolo della libertà, hanno presentato un’interrogazione alla Giunta
per ottenere chiarimenti circa l’ipotesi di sdoppiare l’unità operativa
complessa, di cui si parla sempre più con insistenza.
I due consiglieri chiedono di motivare su quali
presupposti si fonderebbe questa ipotesi, che a loro parere non si giustifica
né per i risultati finora ottenuti, né in un’ottica di contenimento e
razionalizzazione della spesa pubblica. A proposito dei costi, Bazzoni e
Camorali affermano che i più danneggiati sarebbero i pazienti cronici affetti
da malattie infiammatorie croniche intestinali, che vedrebbero disperdere
risorse economiche importanti per lo sdoppiamento di un reparto senza
un’apparente logica e obiettiva giustificazione.
LA SCENEGGIATA PATETICA DEL SINDACO DI MESSINA
C’è un Sindaco, in Italia,
che fa il buffone il giorno dedicato alle Forze Armate. Si chiama Renato Accorinti, di solito indossa sempre
una maglietta rossa. E’ sindaco di Messina. Ieri mattina, mentre veniva posata
una corona davanti al monumento ai caduti, a gente che è morta per quell’Italia che
lui (con la fascia tricolore) porta al petto, Accorinti si è messo a srotolare
la solita “bandiera” della pace con la scritta “L’Italia ripudia la
guerra”.
Sceneggiata patetica, in un momento che era dedicato al silenzio e alla
memoria. Per quel che conta. Ma di gente così, ahinoi, l’Italia è piena.
Giullari che vogliono farsi notare a tutti i costi e che si credono pacifisti solo perché srotolano
striscioni davanti ai cenotafi o perché partecipano a qualche corteo che
finisce in vetrine spaccate, banche distrutte, bombe carta contro i poliziotti.
Ma il Signor Sindaco non
si è fermato alla pagliacciata: “Si
svuotino gli arsenali, strumenti di morte e si colmino i granai, fonte di vita”,
ha detto. La Sicilia, secondo Accorinti (degno simbolo di cosa sia diventata
l’Italia), “rischia di diventare
una base per gli strumenti di morte e per controllare con
tecnologie satellitari i paesi stranieri”. Grazie a Dio, qualcuno ha avuto un
sussulto di dignità e se n’è andato. Naturalmente, c’è chi ha salutato il gesto come
eroico. E’ il caso di Paolo Ferrero, segretario di Rifondazione comunista (ma
esiste ancora?) bocciato dalla storia, dagli italiani e fuori dal Parlamento: “Un grande gesto”.
Complimenti, davvero.
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