Dal 1° giugno l'ex Presidente della Regione Emilia Romagna Vasco
Errani - che ha compiuto 60 anni in maggio - percepisce un vitalizio mensile
lordo di 4.125 euro. Errani ha versato alla Regione i contributi per un periodo
complessivo di 19 anni e 8 mesi, essendo entrato in Consiglio regionale nel
1995 e avendo ricoperto poi diversi incarichi fino all'anno scorso quando si dimise.
Il Presidente della Regione con il
compimento del sessantesimo anno di età ha maturato il vitalizio dopo oltre
vent’anni d’impegno politico - istituzionale. Ad alcuni ncome è avvenuto per
tutti i consiglieri regionali del passato, per me una vergogna che dovrebbe
essere tolta a tutti i livelli, fare il consigliere regionale, l’onorevole e il
senatore permetteva agli interessati il proprio lavoro e pensione o almeno una forte riduzione. In Italia le
cose purtroppo vanno così, forse non lo prenderanno quelli di questa
legislatura, speriamo solo che non trovino un sotterfugio come avviene in tanti
casi. Intanto i pensionati che si sono visti ridotte le pensioni e la sentenza
della Consulta aveva dato ragione, il Governo Renzi ha restituito solo il 12%. A
pagare i soliti noti, non la casta, due pesi e due misure. Vincenzo Galassini consigliere provinciale Forza Italia Provincia di
Ravenna
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martedì 4 agosto 2015
lunedì 1 ottobre 2012
REGIONE EMILIA-ROMAGNA. RIMBORSI CHILOMETRICO FORFETTARIO SEMESTRALE DI 17.453, 33 EURO PER FARE 7 KM.
RIMBORSI CHILOMETRICI, UN SALASSO DA 1,3 MILIONI L’ANNO.
Miracoli della politica «pulita», quella della Regione
Emilia- Romagna, notoriamente immune dalle tentazioni delle ruberie e delle
malversazioni. E quello,meglio ancora,dell’antipolitica, la stessa di cui sono
fatti vessilliferi i grillini, duri e puri della pulizia e dell’onestà al potere,
come ancora un po’ ingenuamente sognano molti italiani. L’esempio che prendiamo in prestito (quindi niente
di personale) perché illuminante è quello di Giovanni Favia consigliere
regionale che, per partecipare ai lavori dell’assemblea regionale ha regolarmente
percorso i sette chilometri che separano la casa dove abita dalla sede lavorativa.
Ha segnato quindi sulla sua nota spese altrettanto regolarmente sette chilometri,
li ha altrettanto regolarmente moltiplicati per il rimborso chilometrico,
stabilito dalla Regione Emilia in base all’articolo 6 della Legge regionale del
10 maggio 2010, per un totale quindi di 4 euro e 27 centesimi. Per il perverso
meccanismo che anche l’integerrima Emilia-Romagna ha adottato e adottava senza
troppi scrupoli, quella modestissima, insignificante cifra si è trasformata
nella stessa percepita, per intangibile diritto di casta, da tutti, quale che
fosse il chilometraggio. Risultato? Un esborso totale «forfettario» da parte della Regione di 1.343.913,27
euro (di cui 854.242,97 euro moltiplicando il rimborso di 17.433,53
per ognuno dei 49 consiglieri) per una vera e propria stortura
del sistema. Una deviazione della logica che dato che «accudiva» e foraggiava
in parti uguali tutti i consiglieri regionali e che, come tale, non poteva non
essere conosciuta non solo dai grillini ma anche da Bersani e dai suoi
fedelissimi, sempre in prima fila a rivendicare la correttezza e
la trasparenza di una regione, che a volte, ma solo a volte per
carità, diventa ancora più rossa per la vergogna.
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