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martedì 4 agosto 2015

VITALIZIO A VASCO ERRANI. PRIVILEGI AL 100%, AI PENSIONATI IL 12%.


Dal 1° giugno l'ex Presidente della Regione Emilia Romagna Vasco Errani - che ha compiuto 60 anni in maggio - percepisce un vitalizio mensile lordo di 4.125 euro. Errani ha versato alla Regione i contributi per un periodo complessivo di 19 anni e 8 mesi, essendo entrato in Consiglio regionale nel 1995 e avendo ricoperto poi diversi incarichi fino all'anno scorso quando si dimise. Il Presidente  della Regione con il compimento del sessantesimo anno di età ha maturato il vitalizio dopo oltre vent’anni d’impegno politico - istituzionale. Ad alcuni ncome è avvenuto per tutti i consiglieri regionali del passato, per me una vergogna che dovrebbe essere tolta a tutti i livelli, fare il consigliere regionale, l’onorevole e il senatore permetteva agli interessati il proprio lavoro e pensione  o almeno una forte riduzione. In Italia le cose purtroppo vanno così, forse non lo prenderanno quelli di questa legislatura, speriamo solo che non trovino un sotterfugio come avviene in tanti casi. Intanto i pensionati che si sono visti ridotte le pensioni e la sentenza della Consulta aveva dato ragione, il Governo Renzi ha restituito solo il 12%. A pagare i soliti noti, non la casta, due pesi e due misure. Vincenzo Galassini consigliere provinciale Forza Italia Provincia di Ravenna

lunedì 1 ottobre 2012

REGIONE EMILIA-ROMAGNA. RIMBORSI CHILOMETRICO FORFETTARIO SEMESTRALE DI 17.453, 33 EURO PER FARE 7 KM.


RIMBORSI CHILOMETRICI, UN SALASSO DA 1,3 MILIONI L’ANNO.

Miracoli della politica «pulita», quella della Regione Emilia- Romagna, notoriamente immune dalle tentazioni delle ruberie e delle malversazioni. E quello,meglio ancora,dell’antipolitica, la stessa di cui sono fatti vessilliferi i grillini, duri e puri della pulizia e dell’onestà al potere, come ancora un po’ ingenuamente sognano molti italiani. L’esempio che prendiamo in prestito (quindi niente di personale) perché illuminante è quello di Giovanni Favia consigliere regionale che, per partecipare ai lavori dell’assemblea regionale ha regolarmente percorso i sette chilometri che separano la casa dove abita dalla sede lavorativa. Ha segnato quindi sulla sua nota spese altrettanto regolarmente sette chilometri, li ha altrettanto regolarmente moltiplicati per il rimborso chi­lometrico, stabilito dalla Regione Emilia in base all’articolo 6 della Legge regionale del 10 maggio 2010, per un totale quindi di 4 euro e 27 centesimi. Per il perverso meccanismo che anche l’integerrima Emilia-Romagna ha adottato e adottava senza troppi scrupoli, quella modestissima, insignificante cifra si è trasformata nella stessa percepita, per intan­gibile diritto di casta, da tutti, quale che fosse il chilometraggio. Risultato? Un esborso totale «forfettario» da parte della Regione di 1.343.913,27 euro (di cui 854.242,97 euro moltiplicando il rimborso di 17.433,53 per ognuno dei 49 consiglie­ri) per una vera e pro­pria stortura del sistema. Una deviazione della logica che dato che «accudiva» e foraggiava in parti uguali tutti i consiglieri regionali e che, come tale, non poteva non essere conosciuta non solo dai grillini ma anche da Bersani e dai suoi fedelissimi, sempre in prima fila a rivendicare la correttezza e la trasparenza di una re­gione, che a volte, ma solo a volte per carità, diventa ancora più rossa per la vergogna.