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lunedì 20 agosto 2012

E IO PAGO: ILVA, LA BUFALA DELLE RICERCHE, SBAGLIATI I DATI SUI TUMORI


IPOTESI SBAGLIATA E RISULTATI INUTILI: LO STUDIO EPIDEMIOLOGICO NON HA VALORE SCIENTIFICO. EPPURE E’ STATO USATO DAI PM
Franco Battaglia - Il rapporto epidemiologico moralmente responsabile dell'incarcerazione (ancorché ai domiciliari) di persone innocenti avrà un prezzo elevato, come immagino risulti dalla parcella, ma non ha alcun valore scientifico: è un esercizio accademico di statistica fondato su ipotesi errate e risultati inconcludenti. Come si evince da ciò che scrivono gli stessi autori nel capitolo reso disponibile (quello conclusivo). Il primo quesito posto dai committenti chiedeva inquinanti e patologie associate. Se la domanda avesse interessato non l'Ilva ma la vostra automobile, la risposta sarebbe stata la stessa. Correttamente gli autori precisano che «stabilire se l'esposizione a un agente sia causalmente associata a effetti sanitari è semplice quando l'esposizione è condizione necessaria e sufficiente per la patologia». Ad esempio, contraete epatite B se e solo se esposti al virus. Se invece il nesso è casuale (e questo è il caso di cui si tratta qui) le cose si complicano dannatamente e, in particolare, non si può decidere né se gli esposti sviluppano la patologia né se chi l'ha sviluppata lo ha fatto perché esposto. Bisogna allora affidarsi alla statistica, scienza che più di una volta gli epidemiologi hanno dimostrato di non sapere usare. Quelli del rapporto candidamente dichiarano di avere assunto che gli effetti degli inquinanti sono lineari-e-senza-soglia. Grave, gravissimo errore, che da solo basta a inficiare tutti i successivi risultati. Per capire l'ipotesi, supponiamo di avere accertato che ingerire in una volta la dose di caffeina contenuta in 200 caffè vi porti all'obitorio con probabilità 1/2. L'assunzione lineare-senza-soglia dice che con la caffeina di un caffè la probabilità di morire è di 1/400. Attenzione: la prima