Ieri il Presidente
Napolitnano si è pronunciato contro le elezioni.Siccome oggi Forza Italia le
sta chiedendo con vigore, e con motivazioni morali e costituzionali, ci
permettiamo una replica. Non per ottemperare alla moda, ma per ricordare che se
c’è una moda dannata è quella delle esternazioni che un Presidente della
Repubblica non dovrebbe permettersi, specie quando, come oggi, interferiscono
in modo lampante con il dibattito sulla fiducia. Non si fa. Non è che lo diciamo noi. Lo facciamo dire
dall’onorevole Napolitano del 1991 a lui stesso diventato Capo dello
Stato. Scrisse: “Il precipitare della grave questione costituita dai
comportamenti sempre più abnormi e inquietanti del Presidente della Repubblica
non è che l’ultimo anello della spirale involutiva che sta stringendo il
Paese”. Ancora: “Si è totalmente
smarrito il senso della misura al Quirinale”. Non si interviene alla vigilia
di un voto grave e decisivo per umiliare una parte politica, confinandola nel
settore della “moda” e pure “dannata”.
Pubblichiamo oggi il testo
dello sconvolgente articolo scritto da Napolitano per “Repubblica” dove si
schierava apertamente per la messa in stato d’accusa del Presidente Cossiga. Un
errore di gioventù, come gli articoli scritti per l”Unità” a favore dei carri
armati sovietici in Ungheria? Be’, ieri, il Presidente della Repubblica
chiamando una “dannata moda” chiedere le elezioni è un terzo errore,

















