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lunedì 15 febbraio 2016

IL ROTTAMATORE DI D’ALEMA ROTTAMATO DA D’ALEMA

Clamoroso restroscena de “Il Foglio”: Letta, Prodi e D’Alema stanno lavorando per insediare un tecnico alla guida del governo

Ci sta che Matteo Renzi possa essere preoccupato dopo i tanti e ripetuti segnali di queste ultime settimane. A partire da Giorgio Napolitano che,  ha sollecitato il premier a una maggiore «accortezza» con l’Europa e con Angela Merkel, invitando però a non fare «analogie» tra il Berlusconi del 2011 e il Renzi di oggi. L’ex capo dello Stato, insomma, ha voluto smentire i timori di chi pensa che sia in atto un’operazione per far saltare il governo Renzi. D’altra parte, è proprio questo il sospetto che ieri campeggiava sulla prima pagina del Foglio, quotidiano solitamente informatissimo sulle cronache renziane, al punto che più d’una volta ne ha anticipato le mosse . Si racconta di un forte pressing presso l’establishment europeo da parte dei tre ex premier Romano Prodi, Massimo D’Alema e Enrico Letta, uniti dall’obiettivo comune di voler commissariare Renzi e sostituirlo con un tecnico alla Mario Monti (il nome che rilancia Il Foglio è quello dell’attuale presidente dell’Inps, Tito Boeri). Uno scenario non nuovissimo, ma ora avvalorato anche dall’inner circle del premier. E di segnali, in questo senso, ce ne sono stati. Dalle brusche oscillazioni dei mercati e di Piazza Affari fino al sali e scendi dello spread tra titoli di Stato italiani e tedeschi, uno dei principali indicatori per capire i segnali che arrivano dalla burocrazia (…)(…) di Bruxelles. Ma la tempesta potrebbe essere perfetta anche per l’imminenza di una

venerdì 12 febbraio 2016

BRUNETTA: BANCHE, “GOVERNO RENZI NEL CAOS, CDM VUOTO DI CONTENUTI E PROVVEDIMENTI”


 “Capiamo l’iperattivismo di Matteo Renzi, il voler stressare la sua giovane età, l’inizio della sua giornata presto la mattina e la fine tardi la sera, ma quella dei Consigli dei ministri notturni sta diventando una cattiva abitudine. Lo ha fatto il 20 gennaio quando è stata approvata la copertina degli 11 decreti legislativi della riforma Madia (i cui testi sono stati pubblicati dopo quasi un mese), e lo ha fatto ieri con i provvedimenti relativi al settore bancario di cui, ancora una volta, è stata approvata solo la copertina e non si conoscono i testi. Che ci sia una precisa volontà di Renzi di far passare queste norme a luci spente a mezzanotte, sperando che nessuno si accorga dei pasticci che fa? Con particolare riferimento al Consiglio dei ministri di ieri, nulla ha fatto il governo per il ristoro degli azionisti e degli obbligazionisti subordinati truffati dagli amministratori delle quattro banche interessate dal famoso decreto di domenica 22 novembre 2015, nonostante l’impegno, ancorché non sufficiente, preso con la Legge di stabilità e già da due mesi dato per fatto. E poi ci chiediamo, come è stato “recepito nella legislazione l’accordo raggiunto con la Commissione Europea sullo schema di garanzia per agevolare le banche nello smobilizzo dei crediti in sofferenza”? Quali sono i termini di quell’accordo? Anche in questo caso, a distanza di oltre due settimane (era il 26 gennaio) dall’incontro a Bruxelles tra il ministro Padoan e la commissaria europea Vestager, nulla è dato sapere.
In piena tempesta sui mercati, il governo italiano è incapace di dare una risposta seria e credibile alla crisi finanziaria, convocando Consigli dei ministri volutamente notturni e colpevolmente vuoti di contenuti e di provvedimenti: governo Renzi nel caos”.