sabato 8 marzo 2014

BAZZONI (FORZA ITALIA): LETTERA APERTA SPETTACOLO: "CORPI IMPURI"

Lettera Aperta Bologna, 7 marzo 2014
Alla Presidente dell’Assemblea legislativa dell’Emilia- Romagna dr.ssa Palma Costi

Gentile Presidente, Le scrivo riguardo allo spettacolo “Corpi impuri” tenutosi  presso la Sala “Guido Fanti” dell’Assemblea legislativa oggi, 7 marzo, per celebrare la Festa della Donna che è l’8 marzo, al quale sono stati invitati tutti i dipendenti regionali con due ore di permesso retribuito. Al di là dell’opportunità di sottrarre ore pagate al lavoro in Regione, vorrei esprimere lo sdegno mio e del gruppo Forza Italia per i vergognosi contenuti della suddetta piece teatrale. Considerato che i messaggi veicolati con il suddetto spettacolo hanno aspetti dai risvolti blasfemi che offendono il sentimento religioso cristiano quale, fra i diversi, quello di accostare la ferita sul costato di Cristo crocefisso a un sesso femminile sanguinante, Le chiediamo di prendere una posizione severa nei confronti di chi ha organizzato e permesso tali aggressioni al sentimento religioso gratuite ed offensive, che snaturano il senso della festa della donna strumentalizzandola come manifestazione politica.  Auspichiamo pertanto che sia sua premura convocare al riguardo l’ufficio di presidenza allargato ai presidenti dei gruppi e delle commissioni assembleari per censurare quanto avvenuto.  Gianguido Bazzoni

venerdì 7 marzo 2014

PRESTO CHE E’ TARDI


Speedy-Renzi deve stare attento a non far la fine di Achille. No, non Occhetto, che quello è facile evitarlo, ma “piè veloce”, che correva come un matto, ma non poteva raggiungere la tartaruga. Con l’aggravante che la testuggine da raggiungere, in Italia, è a sua volta una velocista formidabile: la pressione fiscale. In altre parole: Renzi sembra correre, ma rischia d’essere un’illusione ottica e, se non si sbriga, le tasse vincono la gara. Il paradosso di Zenone (quello della tartaruga) richiede, per essere compreso, un certo impegno logico. Il “trucco” sta nel fatto che raggiungere non è superare, sicché se anche arrivi dov’è la tartaruga quella, nel frattempo, è andata avanti. E così via all’infinito. Quello di Speedy-Renzi non è un paradosso, ma una dannazione, perché lui non è ancora partito, sta ancora spiegando che farà sfracelli, ma il fisco già corre alla grande. Faccio solo due esempi, indicando poi il turpe trucco. Nel caso della tassazione del risparmio si è partiti dall’affermazione che, in Italia, le aliquote sono inferiori alla media europea. A parte il fatto che non è del tutto vero, perché in qualche caso sono superiori, ma la tassazione complessiva del risparmio, patrimoniali e bolli compresi, non è poi significativamente distante dalla pratica continentale. Peccato che da noi si applica avendo già una fiscalità totale superiore alla media europea, sicché, alla fine, se ti limiti ad alzare le tasse sul risparmio ottieni un effetto punitivo e recessivo. L’esatto contrario di quello di cui abbiamo bisogno.
Nel caso degli immobili, invece, si assiste a un fenomeno terrificante: da una parte si alzano le aliquote massime (ivi comprese le patrimoniali mascherate da tasse per i servizi indivisibili o per i rifiuti), sapendo che il crescere della liquidità di cui gli enti locali hanno bisogno spingerà tutti verso il tetto, come in una nave che affonda, dall’altra si promette la riforma del catasto. Ma tale riforma è finalizzata a portare le rendite catastali più vicine alla realtà del mercato, quindi a farle crescere. Se applichi quelle aliquote massime a valori catastali rivalutati ottieni un risultato intollerabile: avere una casa ti strangola fiscalmente. E la paura he prendi nel frattempo esclude che tu possa far crescere i consumi. Ancora una volta è il contrario di quel che ci serve. Cribbio, diranno al governo, da noi che

giovedì 6 marzo 2014

BERLUSCONI, LA SAGGEZZA DI NON SPEGNERE LA LUCE, L’AMAREZZA PER LA FRAGILITA’ DI RENZI. E L’ULTIMA INGIUSTIZIA DUBLINESE (CHE DICE NAPOLITANO?)


La saggezza di non spegnere la luce, anche se essa si è fatta più fioca. Anzi proprio per questo difenderla. Con l’amarezza di vedere che siamo purtroppo i soli ad essere responsabili fino in fondo. Con la consapevolezza ormai acquisita che, ammessa la buona fede di Renzi, avrebbe dovuto sapere fin dal principio che si assumeva in pieno un patto che ora dimostra di aver sottoscritto velleitariamente.
Questo è il senso del sì del Presidente Berlusconi alla proposta affannosa di Renzi di accettare per il bene di tutti un ripiegamento sull’Italichellum. Per noi vale sempre e comunque il principio “pacta sunt servanda”. Renzi ha detto che vorrebbe ma proprio non ci riesce. Da qui il comunicato di Berlusconi che non rappresenta affatto un cedimento, ma la constatazione di un cedimento altrui, non determinato da cattiva volontà, ma da semi-impotenza da parte del segretario del Pd e premier di un governo dove il Pd è magnissima pars (anche se a proposito di "magna" viene più in mente l'Ncd).
Trascriviamo, visto che i quotidiani di oggi fanno prevalere i retroscena sulla sostanza, il comunicato.
“Prendiamo atto con grave disappunto della difficoltà del Presidente del Consiglio di garantire il sostegno della sua maggioranza agli accordi pubblicamente realizzati. Come ulteriore atto di collaborazione nell'interesse del Paese, a un percorso riformatore verso un limpido bipolarismo e un ammodernamento dell'assetto istituzionale, manifestiamo la nostra disponibilità ad una soluzione ragionevole che, nel disegnare la nuova legge elettorale, ne limiti l'efficacia alla sola Camera, accettando lo spirito dell'emendamento 2.3”. N.B. Abbiamo scritto di guerra civile fredda dentro il Pd. Ce n’è un’altra che continua. Ed è quella della magistratura, e in particolare della Procura di Milano, contro la persona di Silvio Berlusconi e i milioni di persone che si riconoscono nella sua leadership politica. Il rifiuto di consentire a Silvio Berlusconi di essere presente a Dublino per il congresso del Partito popolare europeo di cui è vicepresidente, è uno scandalo, che meriterebbe l’intervento del Capo dello Stato.

FIRMA E FAI FIRMARE PER CODICE ROSA ENTRO IL 10 MARZO!


Per questo abbiamo chiesto ai Club Forza Silvio già attivi sul territorio di organizzarsi per raccogliere firme a sostegno dell’iniziativa. L’occasione più idonea è la festa della donna. Pertanto sabato 8 e domenica 9  potrete trovare in giro per le province i gazebo per la raccolta delle firme, Vi invito a firmare ed a collaborare .
 Chi non avesse la possibilità di recarsi ai gazebo può aderire inviando una mail a codicerosaemiliaromagna@gmail.com scrivendo ADERISCO e i propri dati.
 Ma siccome sono convinto che ognuno di Voi è in grado di raccogliere senza sforzo almeno 4 o 5 firme Vi chiedo un ulteriore aiuto: Vi allego il modulo per la raccolta firme fatelo sottoscrivere  ad amici, parenti , vicini di casa e rimandatelo, per favore, entro lunedì 10 marzo alla mail  codicerosaemiliaromagna@gmail.com

mercoledì 5 marzo 2014

LA GRANDE BELLEZZA SAREBBE RICONOSCERE L’OSCAR DI BERLUSCONI. IL FILM DI SORRENTINO HA VINTO L’OSCAR. TUTTI LO ESALTANO MA NESSUNO DICE GRAZIE A CHI L’HA PRODOTTO E DISTRIBUITO


Alessandro Sallusti - L'Italia della sinistra postcomunista e quella renziana (al momento teniamo una separazione in attesa di giudizio) si intestano il merito dell'Oscar di Sorrentino. Loro sì che sanno come si fa a far trionfare il made in Italy. Ma tacciono colpevolmente due cose. La prima. Il film è la presa per i fondelli del loro mondo, vuoto e ipocrita. La seconda è ancora più ridicola. Perché chi ha permesso a Sorrentino di salire sul palco, quello che - per citare i signori di cui sopra - non ha avuto paura di allargare le sue ambizioni, di investire propri soldi, quello che va ringraziato, quello che ha capito che il cinema è una risorsa e che ha contribuito a fare vincere l'Italia ha un nome e un cognome volutamente assenti dai loro commenti. Si chiama Silvio Berlusconi, fondatore e azionista di maggioranza del gruppo Mediaset, la cui controllata Medusa ha creduto nel progetto di Sorrentino, prodotto (insieme a piccoli partner) e distribuito la pellicola. Scusate Renzi, Franceschini, Vendola, Boldrini, Napolitano e soci: dire un grazie alla più importante e prestigiosa azienda culturale privata del Paese, Mediaset, è chiedere troppo? La risposta è scontata: troppo. Perché ammettere che Berlusconi, la sua famiglia e i suoi manager (Carlo Rossella e Giampaolo Letta a Medusa) sono il volano del migliore sapere italiano vuole dire sconfessare vent'anni di linciaggio mediatico. Significa rinnegare i fischi di giornalisti e cinefili di sinistra che alla mostra di Venezia accompagnano la vista del logo Medusa in testa di pellicola (anche per questo alla scorsa edizione del festival Medusa non presentò alcun film in concorso). Ci sono voluti gli americani, direi il mondo intero, per riconoscere che Mediaset non è quell'associazione a delinquere immaginata dai magistrati italiani. Oggi siamo orgogliosi di Sorrentino, ma anche di Mediaset e di quel folle di Berlusconi che continua a investire in un Paese così. E adesso, cari compagni, continuate pure a fischiare Medusa e a spiegarci che cosa è cultura e come si fa: siete come le patetiche caricature della Grande bellezza. Poca cosa.

Il Club Forza Silvio Faenza “La Pavona”

vi aspetta sabato 8 marzo alle 8,30 in poi al Gazebo in Piazza del Popolo per la raccolta firme a sostegno del “UN CODICE ROSA PER L’EMILIA ROMAGNA” Con CODICE ROSA si identifica un percorso diedicato alle vittime che prevede un protocollo di intesa tra ASL e Forze dell’Ordine. La tua adesione è importante per sollecitare la Regione Emilia-Romagna a fare un passo avanti nella civiltà.

Puoi anche inviare una mai con scritto “Aderisco” e i tuoi dati personali a “codiceroaemiliaromagna@gmail.com “ o recarti a firmare presso i Club Forza Silvio della nostra regione. 

martedì 4 marzo 2014

L’ITALIA CHE AFFONDA, BUROCRAZIA: IKEA, NOVE ANNI PER APRIRE IN PROVINCIA DI PISA


  Per aprire un punto vendita a Pisa l’Ikea ha dovuto subire nove anni consecutivi di lungaggini burocratiche.   Mica che portasse la peste bubbonica oppure fosse altamente inquinante. Anzi, ha assunto 192 persone direttamente più altre 50 nell’indotto, su di un totale di 28,616 domande di assunzione ricevute.   Il Moloch era costituito esclusivamente dalla burocrazia.   Nulla da stupirsi quindi che due consecutivi bilanci del gruppo svedese in Italia siano in rosso.   Considerazioni.
  Con le lune che corrono, chi venisse ad impiantare un’attività lavorativa in Italia, assumendo centinaia di persone, dovrebbe essere ricevuto con la passiera granata e facilitato in ogni modo. Magari anche intestandogli una via oppure una piazza. Lavora, assume e paga le tasse: cosa si potrebbe volere di più?
  Ma in Italia ci sono funzionari e burocrati.
  Chi ci libererà da costoro?