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lunedì 10 marzo 2014

L’IPOCRISIA DELL’8 MARZO E L’OSSESSIONE SESSISTA

Siamo ancora qui a celebrare la festa della donna (8 marzo, ieri) come fosse una sagra di paese, con le mimose al posto delle castagne, dell'uva o del tartufo
Vittorio Feltri -  Roba vecchia e burinotta, deprimente. Forse aveva un senso 30 anni orsono, quando la percentuale delle universitarie era minima, e nelle professioni (medici, avvocati, magistrati, giornalisti eccetera) la presenza femminile era inapprezzabile. Ma oggi, via, la situazione si è rovesciata: per esempio, alla specialità di cardiologia, su 100 iscritti, 80 sono ragazze preparatissime che superano i coetanei perché s'impegnano di più, studiano molto, hanno una grinta pazzesca. Per non parlare dei concorsi pubblici, dove le fanciulle fanno la parte del leone, tanto è vero che se ti capita la sventura di essere processato in tribunale, stai sicuro che a giudicarti sarà una signora con la toga sopra la minigonna. Coloro i quali la sanno lunga e si compiacciono di mostrarsi tardofemministi affermano che, tuttavia, sulle poltrone più importanti, in ogni ramo, continuano a sprofondarsi glutei maschili. Ovvio. Gli uomini sono in pista da millenni, mentre le donne hanno alzato il capino recentemente, pertanto non sono ancora riuscite ad arrivare in massa ai vertici. Calma. Tempo al tempo. Fra due o tre lustri, mettetevi il cuore in pace, anche sul cosiddetto soglio di Pietro siederà una matrona. Se il mondo fosse nato ieri, si chiamerebbe monda. D'altronde, la vita è femminile. Ieri, tanto per farsi notare, il presidente Giorgio Napolitano se n'è uscito con una frase ridicola: «Il sessismo è un virus». Ma cosa c'entra il sessismo? Che c'entra il virus? Da quando Montecitorio è dominato da Laura Boldrini, il sessismo è diventato un'ossessione. Fino a un anno fa, questo vocabolo dormiva nei dizionari: era inutilizzato. Adesso è in bocca anche al capo dello Stato. Che tristezza. «Chi dice donna, dice danno», recitava un antico proverbio stupidamente accantonato, considerato obsoleto. E invece è attualissimo. Infatti le donne danno: la vita, la speranza, il conforto, il coraggio, la gioia e il piacere. Danno se stesse per amore. È superfluo spiegare perché ed è sciocco festeggiarle ogni 12 mesi. Sarebbe molto meglio rispettarle sempre. Altro che quote rosa, che sono una forma evoluta di galanteria affettata: prego, signora, si accomodi. Ipocrisia mielosa e fastidiosa. La gara è aperta non tra uomini e donne, ma tra persone, che non si valutano solo dalla cintola in giù, ma anche in su, dove c'è la testa. Piantiamola lì con certe discussioni che puzzano di sessantottismo e non portano a nulla. Vogliamo dirci la verità? Le femmine saranno completamente uguali ai maschi quando ne avranno acquisito tutti i difetti. Il giorno in cui non diremo più di una signora che è brava come un signore, ma che lei è scema quanto lui, allora finalmente le pari opportunità non saranno più una brutta espressione, bensì la realtà. Non prendiamoci in giro: le donne e gli uomini sono cretini nella stessa misura. Già, l'intelligenza, la volontà, il merito non sono sessisti, caro Napolitano. Al capo dello Stato segnalo piuttosto che ieri, mentre lui discettava di sessismo, i telegiornali divulgavano un paio di notizie interessanti. La prima: un uomo è stato ucciso di coltello dalla moglie e dalla figlia, alla faccia del femminicidio. La seconda: una maestra è stata arrestata perché menava di brutto i bambini. Mimose per tutti. E guai ai deboli, di qualsiasi sesso siano.

venerdì 7 marzo 2014

PRESTO CHE E’ TARDI


Speedy-Renzi deve stare attento a non far la fine di Achille. No, non Occhetto, che quello è facile evitarlo, ma “piè veloce”, che correva come un matto, ma non poteva raggiungere la tartaruga. Con l’aggravante che la testuggine da raggiungere, in Italia, è a sua volta una velocista formidabile: la pressione fiscale. In altre parole: Renzi sembra correre, ma rischia d’essere un’illusione ottica e, se non si sbriga, le tasse vincono la gara. Il paradosso di Zenone (quello della tartaruga) richiede, per essere compreso, un certo impegno logico. Il “trucco” sta nel fatto che raggiungere non è superare, sicché se anche arrivi dov’è la tartaruga quella, nel frattempo, è andata avanti. E così via all’infinito. Quello di Speedy-Renzi non è un paradosso, ma una dannazione, perché lui non è ancora partito, sta ancora spiegando che farà sfracelli, ma il fisco già corre alla grande. Faccio solo due esempi, indicando poi il turpe trucco. Nel caso della tassazione del risparmio si è partiti dall’affermazione che, in Italia, le aliquote sono inferiori alla media europea. A parte il fatto che non è del tutto vero, perché in qualche caso sono superiori, ma la tassazione complessiva del risparmio, patrimoniali e bolli compresi, non è poi significativamente distante dalla pratica continentale. Peccato che da noi si applica avendo già una fiscalità totale superiore alla media europea, sicché, alla fine, se ti limiti ad alzare le tasse sul risparmio ottieni un effetto punitivo e recessivo. L’esatto contrario di quello di cui abbiamo bisogno.
Nel caso degli immobili, invece, si assiste a un fenomeno terrificante: da una parte si alzano le aliquote massime (ivi comprese le patrimoniali mascherate da tasse per i servizi indivisibili o per i rifiuti), sapendo che il crescere della liquidità di cui gli enti locali hanno bisogno spingerà tutti verso il tetto, come in una nave che affonda, dall’altra si promette la riforma del catasto. Ma tale riforma è finalizzata a portare le rendite catastali più vicine alla realtà del mercato, quindi a farle crescere. Se applichi quelle aliquote massime a valori catastali rivalutati ottieni un risultato intollerabile: avere una casa ti strangola fiscalmente. E la paura he prendi nel frattempo esclude che tu possa far crescere i consumi. Ancora una volta è il contrario di quel che ci serve. Cribbio, diranno al governo, da noi che

giovedì 6 marzo 2014

FIRMA E FAI FIRMARE PER CODICE ROSA ENTRO IL 10 MARZO!


Per questo abbiamo chiesto ai Club Forza Silvio già attivi sul territorio di organizzarsi per raccogliere firme a sostegno dell’iniziativa. L’occasione più idonea è la festa della donna. Pertanto sabato 8 e domenica 9  potrete trovare in giro per le province i gazebo per la raccolta delle firme, Vi invito a firmare ed a collaborare .
 Chi non avesse la possibilità di recarsi ai gazebo può aderire inviando una mail a codicerosaemiliaromagna@gmail.com scrivendo ADERISCO e i propri dati.
 Ma siccome sono convinto che ognuno di Voi è in grado di raccogliere senza sforzo almeno 4 o 5 firme Vi chiedo un ulteriore aiuto: Vi allego il modulo per la raccolta firme fatelo sottoscrivere  ad amici, parenti , vicini di casa e rimandatelo, per favore, entro lunedì 10 marzo alla mail  codicerosaemiliaromagna@gmail.com

sabato 1 marzo 2014

IL GOVERNO RENZI COMINCIA MALE. AUMENTA LA TASI TASI, FI: CON AUMENTI PIÙ 1,4 MLD DI TASSA. NON È FEDERALISMO, È MISTO MARE


"Aumentare le aliquote base della Tasi dello 0,8 per mille fa" un aumento della tassa sulla casa "di 1,4 miliardi. Già sento la cantilena: sono per detrazioni. Come fa lo Stato a verificare?". Lo dicono Daniele Capezzone e Renato Brunetta, rispettivamente presidente della commissione Finanze alla Camera e capogruppo FI a Montecitorio, durante una conferenza stampa commentando il decreto in Cdm sugli aumenti Tasi dello 0,8 per mille. "Quand'anche per magia accadesse che lo Stato riesca a controllare - aggiunge Capezzone - sarebbe comunque un aggravio di fatto sui fabbricati. E comunque si avrebbe una fantasia di variabili che se si sbaglia è colpa del cittadino. Dicono che questo è federalismo, no è un misto mare cozze e vongole".