Come è possibile che un Giudice di Corte Costituzionale possa diventare Presidente della Repubblica quando lui stesso il 13 gennaio 2014, neanche 13 mesi fa, ha contribuito a emettere la Sentenza n. 1/2014 dalla stessa Corte la quale: 1) dichiara l’illegittimità costituzionale dell’art. 83, comma 1, n. 5, e comma 2, del d.P.R. 30 marzo 1957 n. 361 (Approvazione del testo unico delle leggi recanti norme per la elezione della Camera dei deputati); 2) dichiara l’illegittimità costituzionale dell’art. 17, commi 2 e 4, del decreto legislativo 20 dicembre 1993, n. 533 (Testo unico delle leggi recanti norme per l’elezione del Senato della Repubblica); 3) dichiara l’illegittimità costituzionale degli artt. 4, comma 2, e 59 del d.P.R. n. 361 del 1957, nonché dell’art. 14, comma 1, del d.lgs. n. 533 del 1993, nella parte in cui non consentono all’elettore di esprimere una preferenza per i candidati.Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 4 dicembre 2013. Il giudice Mattarella, dimentica questa sentenza, per sopravvenuta demenza senile, oppure, ha capito che questo governo non ha più speranze e quindi arriva in suo soccorso offrendo il proprio contributo in modo da renderlo ancor più inattaccabile? Si che le sentenze le emettono lorsignori ma non le rispettano, a voi resta l’ardua risposta. armando manocchia
lunedì 2 febbraio 2015
venerdì 30 gennaio 2015
LA CANDIDATURA DI MATTARELLA E’ UN ALTOLA’ AL PATTO DEL NAZARENO
“Questa
cosa è un altolà al patto del Nazareno”. Lo ha detto Silvio Berlusconi parlando
della candidatura di Sergio Mattarella al Pd durante la riunione dei grandi
elettori azzurri.
QUIRINALE: , BIANCA A QUARTO BERLUSCONISCRUTINIO, VEDIAMO SE
HANNO I NUMERI
“Forza Italia voterà scheda bianca anche al quarto
scrutinio. Vediamo se hanno i numeri per eleggere Mattarella da soli”.
QUIRINALE: BRUNETTA, GRANDE AMAREZZA, FORTE
DISSENSO PER DECISIONE PD
"Forte dissenso, forte disappunto per la
decisione del Partito democratico, del presidente Renzi, di indicare Sergio
Mattarella quale candidato del Pd e della sinistra". "Questo
contravviene qualsiasi convergenza che si era delineata sul piano delle riforme
costituzionali e della legge elettorale.
"E’ da un anno che noi collaboriamo con Renzi
alla costruzione delle riforme costituzionali e della legge elettorale. Avevamo
convenuto su una candidatura condivisa, la più ampia possibile, di garanzia
rispetto al futuro assetto costituzionale, ci stiamo lavorando proprio in
questi giorni, in queste settimane. La decisione unilaterale di Renzi,
presidente del Consiglio e segretario del Partito democratico, di candidare
Mattarella senza il nostro assenso, senza la nostra condivisione, evidentemente
è uno strappo difficilmente sanabile". Così Renato Brunetta, capogruppo di
Forza Italia alla Camera dei deputati
RENZI NON HA MAGGIORANZA PER FARE RIFORME E PER
GOVERNARE PAESE
"E’ difficile pensare che Renzi possa
chiedere i nostri voti quando gli servono per compensare la sua sinistra, come
recentemente sulla legge elettorale, come ad agosto, l’8 agosto, sulla riforma
costituzionale, e poi quando pensa di essere autosufficiente per ricompattare
il suo partito non chiedere neanche il nostro pensiero, la nostra
riflessione". "Questo non è un patto, questo è un patto leonino, come
tante volte ho avuto modo di dire e di scrivere. Questo non può portare da
nessuna parte, perché Renzi, ricordo, non ha la maggioranza dentro il suo
partito, non ha la maggioranza nel Paese, il centrosinistra ha vinto, si fa per
dire,
"Renzi ha ben tre maggioranze: una maggioranza di governo, una
delle riforme e una sul Presidente della Repubblica. Ha una bulimia di
maggioranze". Ha aggiunto Romani che poi, alla domanda se FI si sfilerà
dalla maggioranza delle riforme spiega: "Renzi può controllare il suo
partito, non può controllare la maggioranza delle riforme".
giovedì 29 gennaio 2015
Non possiamo permettere che passi un Capo dello Stato che per curriculum personale e scuola politica sia una timida o forte ombra rossa del premier in carica. Se così accadesse sarebbe un fatto dirompente. Maschererebbe di legalità un fatto eversivo dell’unità nazionale. Ma osiamo credere nel raziocinio e nell’onestà intellettuale di Renzi. Altrimenti sarà un guaio per l’Italia, ma anche per Renzi.
Bisogna cambiare tinta al Colle – Gli
ultimi vent’anni da Scalfaro, a Ciampi, a Napolitano due volte sono stati
espressioni di una sola parte politica. Un dato che fa a pugni anche e proprio
con i numeri. Nelle sei elezioni politiche, che si sono susseguite dal 1994 al
2013, la somma dei voti ottenuti dal centrodestra è di 72 milioni e 737mila
voti. Il centrosinistra invece ne ha avuti 64 milioni e 668 mila. Otto milioni
in più! 0,37 per cento – Lo 0,37 per cento dei voti con cui la
coalizione di centrosinistra ha scavalcato nel 2013 quella di centrodestra ha
determinato un premio di 148 parlamentari alla Camera (130 del Pd + 18 di Sel):
troppi e di troppo!
TRIPOLI E ISIS A UN PASSO. E IL GOVERNO NON TROVA ACCORDO SUL DECRETO SICUREZZA, PER ACCONTENTARE LA SINISTRA DEL PD.
Doveva
essere approvato pochi giorni dopo gli attentati di Parigi, invece il provvedimento
antiterrorismo più volte annunciato dal governo slitta ancora e viene
rinviato alla prossima settimana. Eppure l’emergenza è forte e il rischio
attentati elevatissimo. Sbagliamo, o solo pochi giorni fa Obama alzava
l’allerta in Italia per il rischio attentati a San Pietro? Come al solito
tanti gli annunci e pochi i fatti. Il Presidente del Consiglio Renzi il
20 gennaio aveva assicurato “ il varo di un decreto” in merito. E invece ancora
stallo e indecisione, soprattutto su due punti: l’organizzazione della
procura antiterrorismo e i poteri da assegnare agli agenti segreti. Che,
con tutto il dovuto rispetto per la lentezza parlamentare attuale, sono punti
indispensabili per elaborare una riforma completa del sistema di sicurezza in
Italia. Potremmo soprassedere all’ennesimo
ritardo, all’ennesima mancata presa di coscienza di fronte alle realtà del
terrorismo vista la situazione politica italiana. Ma non possiamo dal momento
in cui quello che il mondo riserba al di là delle nostre porte, non più
tanto sicure, è uno scenario apocalittico fatto di guerre civili, attentati
e colpi di Stato. I terroristi minacciano di venire in Europa con gli
immigrati e “trasformarla in un inferno”, partono dalla Libia, paese
ormai fuori controllo. Invece, mentre il nostro governo se ne dimentica
facilmente, l’Isis ha ben chiara in mente quale sia l’importanza strategica
di questo affaccio sul Mediterraneo, tant’è che ieri una cellula
terroristica ha colpito nel cuore di Tripoli assaltando il Corithia
Hotel, l’albergo frequentato dai diplomatici occidentali.
In sostanza, mentre noi
rinviamo i provvedimenti antiterrorismo, al di là delle coste siciliane, in
Libia, sventola bandiera nera. E ritardare ancora l’approvazione di un
decreto in grado di garantire maggior sicurezza ai cittadini sembra una follia.
Scusate, ma non c’è impasse politica che tenga, non c’è elezione del
Presidente della Repubblica che valga un attentato a Roma.
Quirinale – La scelta per il Quirinale deve segnare il ripristino della pienezza
democratica, con il riconoscimento della forza reale e ideale di Berlusconi. Il
caso Tsipras dimostra che un governo esito di un voto popolare cambia i
parametri dell’Europa. Dopo il regime di Napolitano, l’Italia può riprendere
ruolo internazionale con un Presidente della Repubblica che sia espressione di
una opzione occidentale di sviluppo, senza ombre di socialismo reale.
Shoah – È la giornata della
memoria. Impossibile ripararsi da quei vortici di tragedia che raggiunsero e
sconvolsero le coscienze dell’Europa 70 anni fa, e che ancora oggi
rappresentato un monito di quanto la discriminazione per ragioni di etnia,
cultura, religione sia pericolosa e insensata. Memoria significa mai più
antisemitismo, mai più totalitarismo, sì
all’amicizia con Israele, sì al dialogo interreligioso, sì al bene e alla
pace tra i popoli. Capire e ricordare l’olocausto riguarda chi siamo, da dove
veniamo, dove pensiamo di andare.
DRAGHI, PADOAN, PRODI, MONTI DOVRANNO TESTIMONIARE SULLO SPREAD
Il governatore della Bce,
Mario Draghi, l’ex presidente del consiglio Mario Monti, il ministro
dell’economia, Pier Carlo Padoan, e l’ex premier Romano Prodi sono alcuni dei
testimoni eccellenti citati dalla Procura di Trani al processo per
manipolazione del mercato alle agenzie di rating S&P e Fitch che iniziera’
il 4 febbraio prossimo. Sarà molto interessante sentire che avranno da dire,
cercando di evitare il reato di falsa testimonianza…
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