martedì 15 luglio 2014

MARTELL AMSTRONG. IL 50% DELLE AMMINISTRAZIONI LOCALI TEDESCHE SONO SULL’ORLO DELLA BANCAROTTA.


Il 50% delle amministrazioni locali tedesche sono sull’orlo della bancarotta e stanno chiedendo di essere salvate dal governo federale. Lo scrive Martell Armstrong, che sul suo blog già a maggio aveva sollevato la questione. In questo contesto, però Angela Merkel è determinata a non permettere che si organizzi alcun referendum per paura che le persone voterebbero contro l’Ue.
Il governo di Brema ha imposto questa settimana il congelamento totale delle spese pubbliche e la giustificazione, prosegue Armstrong, è la spesa eccessiva e le rendite in calo per un totale di 60 milioni di euro. La città potrà solo finanziare spese per l’emergenza.
Le autorità locali tedesche, più in generale, hanno bisogno di oltre 100 miliardi di euro per rinnovare le loro infrastrutture. “I politici non si accorgono ancora che questo sistema è fallito e l’unica cosa che riescono a prevedere è aumentare le tasse. Vedono solo quello che vogliono e procedono nella totale distruzione dell’economia: circa 350 aziende devono restituire 30 milioni di euro in sussidi ottenuti per gli incentivi alla green electricity dopo quello che ha deciso la Commissione europea“, sostiene Armstrong. I governi locali in Germania non si possono permettere gli investimenti per mantenere le scuole e costruire la strade: si tratta, conclude Armstrong, di entrare in un “abisso economico attraverso la contemplazione”. E le persone si preoccupano dell’iperinflazione secondo voi?

lunedì 14 luglio 2014

PALMIZIO: “FORZA ITALIA SENZA GUIDA MA STAVOLTA FAREMO LE PRIMARIE”


«Primarie o congressi per rinnovare il partito. In Forza Italia manca una linea politica». In un’intervista rilasciata a La Stefani, Massimo Palmizio, deputato e coordinatore regionale di Forza Italia, parla del suo partito, del post Errani, di matrimoni gay e altro. E sul “rottamatore” Bignami dice: «E’ più vecchio di me».
Cosa pensa dei rottamatori di Forza Italia, capitanati da Bignami? «Più che di rottamatori, parliamo di persone che predicano un rinnovamento della classe dirigente, Ma il cambiamento dovrebbe essere una prerogativa di chi si è occupato di politica per poco tempo e credo che come anzianità di servizio politico Bignami sia più vecchio di me. Ad ogni modo, è giusto rinnovare. Bisogna decidere lo strumento. C’è un dibattito in tutto il partito se optare per le primarie o i congressi. Penso che l’ufficio di presidenza deciderà entro il mese di luglio. Io propongo di farli entrambi, dando un peso diverso ai congressi, in quanto ci sono gli iscritti che hanno anche messo la faccia e investito nel movimento, rispetto alle primarie, dove chi vi partecipa spende senza impegno un paio di euro, firma una lettera di intenti e basta».
Forza italia, tuttavia, non ha una propria segreteria. A Bologna quando sorgerà? «Ho nominato il sindaco di Sant’Agata bolognese, Giuseppe Vicinelli, come responsabile per il percorso di attivazione della città metropolitana. Questo è il primo passo, consapevole che Vicinelli lavorerà bene, per nominarlo in seguito coordinatore di Bologna, insieme a me».
Per il post Errani come vi organizzerete? «Intendiamo fare le primarie di coalizione. L’esperienza piemontese ci insegna che andare divisi significa regalare la regione all’avversario. Quindi, troveremo dei nomi che tasteremo con le primarie. Io auspico che la coalizione sia costituita da noi, Fratelli d’Italia, Ncd e Lega Nord».
Passa Istituzione Scuola grazie all’alleanza, definita “anomala”, tra Pd, Forza Italia e Lega Nord. Crede che su altri temi convergeranno in futuro? «Io non ho condiviso la scelta di votare contro, ad eccezione di un consigliere (Daniele Carella, ndr), e non ho ben capito perchè lo abbiamo fatto. Nel momento in cui si punta a stabilizzare il precariato, anche se non è chiaro se il contratto che verrà fatto sarà comunale o quello standard della scuola, credo sia positivo. Il fatto poi che Sel e i sindacati di base si siano opposti, mi aveva fatto pensare fosse opportuno votassimo a favore anche noi. Ad ogni modo, nel momento in cui una forza di maggioranza vota contro e quella di opposizione a favore è evidente ci sia un piccolo problema».
Berlusconi ha manifestato un’apertura nei confronti delle coppie gay. Cosa ne pensa?
«Il Cavaliere non ha mai avuto problemi su questi temi né mai ha dato indicazioni al partito su come votare. Sono stati depositati dei ddl, uno anche a mia firma, su diritti civili delle coppie omosessuali. L’unico problema che creerà dibattito è il tema delle adozioni. Io penso sia opportuno discutere del tema globalmente, con una legge condivisa, magari combattuta in Parlamento, ma definitiva».
Il suo rapporto con Dell’Utri? «Vado tutte le settimane a trovarlo. Non posso parlare con lui di problemi legati alla giustizia, considerando come lo trattano. Ha avuto finalmente altri libri, ma per lui non sono mai abbastanza. Ho anche visitato l’area in cui può svagare, lunga 15 metri e larga 7, con mura di quasi 5. Tristissimo. Tuttavia, fisicamente sta benissimo».

EURO PER EURO, ECCO I CONTRIBUTI DEI PARLAMENTARI A FORZA ITALIA.

La “lista dei buoni”: deputati, senatori ed eurodeputati che dal 2013 stanno rimpinguando le casse del movimento. Berlusconi ha versato quasi 18 milioni. 

RIFORME ISTITUZIONI: ELIMINARE LE REGIONI



domenica 13 luglio 2014

LE DIMISSIONI DI ERRANI E UNA DOMANDA: MA RENZI E’ GARANTISTA? NE’ SI, NE’ NO. DIPENDE


Tempi - In pochi mesi Renzi ha chiesto le dimissioni di Alfano, Cancellieri e De Girolamo per guai giudiziari minori e anche se non erano stati condannati. Ora, però, difende Errani. Da ieri, Matteo Renzi è ufficialmente un garantista . «Finché non c’è sentenza passata in giudicato un cittadino è innocente», ha twittato il premier. Il riferimento è alla condanna in secondo grado di Vasco Errani, presidente dell’Emilia-Romagna, punito dai magistrati a un anno di detenzione perché avrebbe illecitamente favorito la cooperativa del fratello. Errani ha già presentato le sue dimissioni. Renzi gli ha inviato sms, mail e tweet in segno di solidarietà. «Vasco, resta», gli ha detto. Il premier sembra aver subito un cambiamento repentino in fatto di giustizia, visto che solo fino a poco tempo fa chiedeva le dimissioni per tutti i politici inseguiti da guai giudiziari, senza che avessero nemmeno subito una condanna, come Nunzia De Girolamo, Annamaria Cancellieri e Angelino Alfano. INCOERENZA PD. «Invitiamo Vasco Errani a riconsiderare le sue dimissioni», ha detto in una nota, la segreteria del Pd. «La Costituzione dice che un cittadino è innocente finché la sentenza non passa in giudicato». Tanto è bastato a far dire a Claudio Cerasa, giornalista del Foglio, che «il Pd, con il caso Errani, sta facendo quello che ha sempre contestato al centrodestra: contestare una sentenza della magistratura». Il premier ha prontamente ribattuto su twitter: «Si chiama garantismo, ricordi?». Certo è che Renzi e il Pd, in fatto di “garantismo”, non hanno dimostrato molta coerenza, soprattutto nell’ultimo anno. VOTO PALESE. Il voto palese voluto da Pd, Sel e Movimento 5 Stelle sulla decadenza di Silvio Berlusconi, nell’ottobre 2013, non era una decisione nel segno del garantismo. Anzi. La sinistra, «educata per anni a pane, mortadella e giustizialismo» (definizione fornita da Cerasa a tempi.it), decise di sbarazzarsi di Berlusconi senza lasciare margini alla coscienza dei senatori, negando il voto segreto, nonostante il regolamento parlamentare lo imponesse. Con il voto palese, approvato dall’ex pm e presidente del