venerdì 11 luglio 2014

GALAN SVELA LE BALLE DI BOLDRINI E GRASSO: UN DEPUTATO PRENDE 18 MILA EURO NETTI AL MESE!


L'ex governatore del Veneto, Giancarlo Galan, difendendosi dalla richiesta di arresto della procura di Venezia a L'Aria che tira stasera, la trasmissione condotta da Myrta Merlino su La7, ha sollevato per la prima volta il velo sui veri stipendi di un parlamentare, facendo vedere rimborsi spesa e indennità extra erogategli dalla Camera dei deputati, e così mostrando la raffica di bugie fin qui raccontate da Laura Boldrini e Piero Grasso sulla riduzione dei costi della politica. Con documenti e versamenti bancari che gli erano utili a dimostrare di avere avuto il reddito necessario ad effettuare le spese che gli erano imputate, Galan ha mostrato il netto che da deputato prende ogni mese: oltre 18 mila euro. Di questi circa 5.200 euro netti sono lo stipendio base di un parlamentare. E solo questi moltiplicati per 12 nell'importo lordo (circa 10 mila euro al mese) vanno a costituire l'imponibile dichiarato al fisco. I restanti 13 mila euro netti al mese, che sommano le diarie fisse e variabili, il rimborso a forfait delle spese di ufficio, i rimborsi a forfait di spese telefoniche e di trasporto, sono stati messi in tasca per espressa dichiarazione di Galan ogni mese dal deputato e sono totalmente esentasse. di Franco Bechis

L’ORA DELL’ALTERNATIVA DOPO 44 ANNI DI REGIME


Rodolfo Ridolfi - Nel denunciare lo stretto legame tra PCI - PDS - DS - PD e coop rosse ho rischiato in questi anni di essere monotono e additato come visionario. Chi vive nella nostra Regione può constatare come questo binomio politico economico rappresenti una vera cappa del sistema condizionandolo fortemente. Le recenti azioni della magistratura penale e amministrativa, la condanna in appello di Vasco Errani e le annunciate dimissioni del Presidente dell’Emilia Romagna non pongono evidenziano solo i casi più eclatanti, ma il più grande conflitto di interessi d'Italia che ha tanti altri attori e tante altre cooperative e aziende che beneficiano di un clima tutto particolare soprattutto nelle regioni rosse. Il dato politico è evidente: nelle Regioni rosse si consuma da decenni il più grande conflitto di interessi dell'Italia del dopoguerra, un vero sistema di potere che piega e condiziona, la burocrazia, le imprese private e i cittadini. Dobbiamo rimuovere quella cappa di oppressione che ingessa il sistema democratico della regione Emilia-Romagna e mettere in discussione sotto l'operato di quella classe dirigente dedita al valzer delle poltrone nell'amministrazione pubblica, nel partito e nelle coop rosse. Dobbiamo denunciare come nel momento di massima oppressione fiscale per le famiglie e per le imprese sia intollerabile lo stato di esenzione fiscale e di elusione fiscale legalizzata di cui godono le coop rosse.
Così come appare un paradosso che a guidare il ministero del Lavoro sia stato chiamato il Presidente di Lega Coop Giuliano Poletti in evidente conflitto di interessi, altro che Berlusconi. Oggi la buona politica avrebbe il dovere di intervenire subito per introdurre misure perequative del mercato che riportino la cooperazione nel suo alveo naturale. Noi di Forza Italia, non tutti per la verità, ci siamo battuti per smascherare il conflitto di interesse e l’intreccio non sempre trasparente e lecito fra coop rosse e istituzioni governate dal PCI PDS DS PD. Il mio libro del 2007 Le coop Rosse il più grande conflitto di interessi nell’Italia del dopoguerra racconta molte situazioni che hanno visto protagoniste, in negativo, le coop rosse. Non sono quindi sorpreso di Terremerse né delle altre vicende che vedono coinvolte le coop rosse. Su Terremerse,  faccio parlare alcuni brani delle pag 39-40 del mio libro: “…Vasco Errani …dal 1999 presidente Ds della Regione. Il fratello (Gianni) presidente della cooperativa agricola rossa Terremerse è padre di Linda attuale sindaco ds di Massalombarda: Da Massalombarda proviene anche Guido Tampieri…assessore all’agricoltura e poi sottosegretario alle politiche agricole del Governo Prodi. Nel 2005 Terremerse ottiene dalla Regione contributi per 2.500.000 euro ed un importante contributo è alla firma del direttore generale dell’agricoltura per il 2006. (Sarà quello da un milione oggetto delle attenzioni dei magistrati) Qualche conflitto d’interesse è difficile sostenere che non esista. Ovvio, il forte intreccio Ds-Lega Giunte rosse…. Quindi, avanti tutta, come prima e più di prima… Le “coop rosse” sono l’arma più militante nel settore economico-imprenditoriale- commerciale della sinistra ed hanno fatto e fanno del Pci-Pds-Ds il primo partito della Regione. Noi rispondiamo a chi vorrebbe farci credere che le coop rosse sono autonome dai Ds e dalla pubblica amministrazione: come mai tutti i dirigenti coop che di seguito riportiamo sono tutti dirigenti attivi del Pci-Pds-Ds?
In vista delle elezioni regionali i militanti di Forza Italia in Emilia-Romagna, come e in tutte le Regioni Rosse dove sono animati da una forte passione civile devono perseguire senza incertezze un preciso impegno democratico: rendere effettiva e compiuta la democrazia dell’alternanza e superare il monopolio politico-istituzionale del centro-sinistra. Sappiamo di dover sacrificare molto, nel lavoro e negli affetti, perché la speranza di rinnovamento delle istituzioni e della politica non vada delusa. Per vincere questa sfida dovremo avere testa ed essere capaci di parlare al cuore della gente. Dovremo essere capaci di difendere la persona, la sua dignità, la vita umana, la nostra identità culturale, civile e religiosa. Dovremo essere capaci di scelte coraggiose, di realizzare istituzioni al servizio della società civile e non delle burocrazie che vi lavorano, perché, nonostante tutto, c’è una società civile pronta ad assumersi maggiori responsabilità. Possiamo e dobbiamo rigenerare la politica, perché abbiamo cuore e idee per riuscirci. Lasciare ai nostri figli una Regione migliore è’ ciò che ci fa dire con orgoglio di essere “azzurri 94”, di essere berlusconiani di Forza Italia.

mercoledì 9 luglio 2014

PIER SILVIO E CONFALONIERI ASSOLTI. LA PROVA CHE SILVIO BERLUSCONI ERA INNOCENTE


Due processi-  Quasi due processi uguali. Nel mirino sempre Mediaset, o meglio la famiglia Berlusconi. Nel processo principale, Silvio Berlusconi è stato condannato a 4 anni di detenzione per frode fiscale: ci si riferisce alla celeberrima sentenza del 1° agosto 2013 della sezione feriale della Corte di Cassazione, presieduta da Antonio Esposito, la toga che anticipò le motivazioni della condanna in una contestatissima intervista a Il Mattino. Nel secondo processo, Mediatrade, nato come una costola del primo - e la notizia è freschissima, di pochi minuti fa - l'imputato Pier Silvio Berlusconi è stato assolto dall'accusa di frode fiscale, così come è stato in parte assolto - ed in parte prescirtto - Fedele Confalonieri. La giustizia, dunque, dà ragione al vicepresidente del Biscione, Pier Silvio, e al presidente, Fedele. L'unico condannato resta il padre, Silvio Berlusconi, che per la giustizia, dunque, è l'unico ad avere evaso.
I due casi -Pier Silvio e Fedele sono stati assolti perché "il fatto non costituisce reato". Come detto, le toghe si sono pronunciate su una presunta frode fiscale relativa al consolidato del gruppo, una vicenda che aveva al centro Frank Agrama, il produttore cinematografico statunitense. Secondo l'accusa le aziende di Silvio Berlusconi avrebbero operato irregolarmente nella compravendita di diritti televisivi e cinematografici, acquistandoli a prezzi più alti rispetto a quelli del valore di mercato per ottenere risparmi fiscali e per la creazione di fondi neri. E' curioso notare come nel processo Mediaset costato la condanna al Cavaliere, nato dal caso All Ibernian, l'accusa era proprio quella di aver fatto "la cresta" sulla compravendita dei diritti dei film made in Usa. Secondo l'accusa, in soldoni, Mediaset non li comprava direttamente, ma da società offshore, che a loro volta li cedevano ad altre società gemelle, facendo così lievitare il prezzo ad ogni passaggio: la differenza tra il valore reale e quello finale, per l'accusa, consentiva così di mettere da parte dei fondi neri. Per le toghe l'ex premier avrebbe questi fondi, senza pagare le tasse e frodando gli azionisti del Biscione
TORNA LA NORMALITA’
 Assoluzione e prescrizione per Pier Silvio Berlusconi e Fedele Confalonieri, imputati a Milano per il caso Mediatrade. La Procura nei loro confronti aveva chiesto rispettivamente 3 anni e 2 mesi e 3 anni e 4 mesi di carcere. Rodolfo Ridolfi il mondo non si sta stravolgendo ma forse sta riprendendo il suo corso normale questo accadrà quando i giudici rossi chiederanno scusa a Silvio Berlusconi e in Emilia Romagna ci sarà l'alternanza con un Presidente di Forza Italia e soprattutto quando Poletti sarà allontanato dal governo per il più grande conflitto d'interessi dell'Italia del dopoguerra quello delle "coop rosse".

SENTENZA ERRANI


Attendavamo il giudizio della Magistratura. La sentenza pronunciata dalla Corte d’appello di Bologna, deliberando la condanna ad anno per il Presidente Vasco Errani e a un anno e due mesi per i due funzionari regionali che si occuparono della relazione della Regione per il caso Terremerse, Filomena Terzini e Valtero Mazzotti, accusati di concorso nel falso e favoreggiamento, ci fa comprendere la gravità della situazione: la Magistratura ha confermato, al di là di ogni dubbio, la truffa ai danni dell’erario pubblico per il finanziamento da un milione di euro concesso in modo illegittimo dalla Regione alla cooperativa agricola Terremerse, presieduta nel 2006 dal fratello di Errani, Giovanni.
In aula non ho mai fatto sconti al Presidente Errani, intervenendo per primo su questa delicata vicenda. Nonostante avessi ricevuto pressioni in senso contrario, decine sono stati gli atti ispettivi presentati alla Giunta sul caso Terremerse. I responsabili dovranno risarcire i contribuenti per il danno procurato, apprezziamo la scelta dimissionaria del Presidente Errani, per noi unica strada percorribile.

Conosco Errani da tanti anni, umanamente dispiace che sia finita in questo modo, ma da oggi in Emilia Romagna si volta pagina. Fabio Filippi

DUE APPUNTAMENTI IMPORTANTI, ELEZIONI PROVINCE E REGIONE


Fi:Palmizio(E-R), confronto tra forze alternative a sinistra'Due appuntamenti importanti, elezioni province e Regione' (ANSA) -  "E' ora di iniziare un proficuo confronto tra le forze politiche alternative al centro sinistra per arrivare ad un progetto di governo condiviso da una forte alleanza moderata". E' quanto ha scritto in una nota Massimo Palmizio, Presidente del comitato dell'Emilia-Romagna di Forza Italia, in vista di "due appuntamenti importanti, le elezioni di secondo livello delle Province e della Citta' metropolitana di Bologna e le elezioni regionali del 2015 che saranno anticipate in autunno visto che il Presidente Errani si e' dimesso dopo la condanna odierna". L'alleanza "dovrà esprimere sia il programma che il candidato Presidente Regionale, candidato che sarà scelto tramite elezioni primarie di coalizione - continua Palmizio - unico valido modo di selezione come dimostrato dal disastro piemontese del maggio sorso. Per questo motivo, onde evitare sterili iniziative dei singoli, ho rivolto ai miei colleghi segretari/coordinatori delle forze politiche moderate, un invito ad incontraci prima della pausa estiva per definire il percorso che affronteremo sia per la tornata elettorale regionale sia per le elezioni di secondo livello delle Province e della Città metropolitana di Bologna". "Spetta a Forza Italia, il maggior movimento politico di opposizione nell'ambito dei moderati - conclude - l'onere e l'onore di stimolare la costruzione di una rinnovata alleanza che possa sfidare le sinistre e sconfiggerle"

martedì 8 luglio 2014

FORZA ITALIA SOSTENGA LE RIFORME IN MODO CONVINTO


"Da vent'anni ci impegniamo in solitudine per dare al nostro Paese istituzioni che garantiscano democrazia, efficienza e governabilità. Per la prima volta (ma meglio tardi che mai) riscontriamo la volontà di altre forze politiche di concorrere davvero a quel percorso di riforme che abbiamo lungamente auspicato. Ho invitato ed invito i nostri deputati e i nostri senatori a sostenere convintamente questo percorso, a cominciare dalla riforma che riguarda il Senato, che sarà seguita dalla discussione e approvazione della nuova legge elettorale e dalla riforma del Titolo V. Nel lungo cammino che ancora ci attende per modernizzare il nostro assetto istituzionale avremo modo di affrontare insieme queste riforme, di migliorarle e di ampliarne, ove possibile, gli ambiti e gli obiettivi.  Ribadisco che il nostro dialogo con le forze che compongono l'attuale maggioranza di governo è limitato al solo tema delle riforme istituzionali. Forza Italia resta infatti convintamente all'opposizione, non condividendo la politica economica e la politica sulla giustizia sino ad ora messe in atto da questo esecutivo." Silvio Berlusconi

RENZI, TANTI APPLAUSI E POCHI RISULTATI;:QUANTO DURA IL GIOCO?


Matteo Renzi a Strasburgo è stato accolto da molti applausi. Peccato che il suo discorso di inaugurazione del semestre europeo a guida italiana oltre ai battimani non abbia ottenuto altro. Anzi. Alle sollecitazioni del presidente del Consiglio per un futuro di crescita e non solo di rigore hanno fatto da contraltare i discorsi dei partner europei che non fanno presagire nulla di buono per le richieste di maggior flessibilità dei conti nazionali. Il premier olandese, Mark Rutte, in una seduta del parlamento dell’Aja si è vantato di aver contribuito insieme con la Germania a stoppare le richieste dell’Italia, mentre il capogruppo del Ppe, il tedesco Manfred Weber, ha replicato a Renzi sostenendo che «i debiti non creano futuro ma lo distruggono», per questo si deve continuare sulla linea del rigore. Insomma se si dovesse fare un bilancio della giornata europea del nostro primo ministro si potrebbe concludere che dal punto di vista personale Renzi ha portato a casa un ampio consenso, da quello invece delle decisioni collettive, ovvero del mutamento di indirizzo della politica economica europea, il premier ha ottenuto un vasto dissenso. Questo è il dilemma in cui si dibatte il governo del Rottamatore.