mercoledì 12 marzo 2014

RETROMARCIA DI INGROIA: “NON HO PROVE DEL LEGAME TRA FORZA ITALIA E MAFIA


Dopo la causa intentata da 8.500 lettori del Giornale i legali precisano: "Quelle dell'ex pm sono solo opinioni
Una mezza retromarcia. E pure di più: ora le certezze di Antonio Ingroia sui rapporti fra la nascente Forza Italia e Cosa nostra diventano opinioni, convinzioni, punti di vista. In poche parole teoremi, anche se spacciati in libri, articoli e dibattiti come oro colato o quasi. Peccato che non sia così. Le prove non ci sono, c'è solo la demonizzazione gratuita o quasi di un segmento della storia italiana. L'ex pm retrocede. Fra imbarazzi, correzioni, impuntature. Ricorrendo pure al vecchio gioco dello scaricabarile. Giusto per smarcarsi dalle contestazioni degli 8.500 lettori del Giornale che gli hanno fatto causa per difendere l'onore di un pezzo di storia politica italiana. Il tema della contesa è quello del presunto peccato originale di Forza Italia, descritto dall'ex magistrato in un'intervista al Fatto quotidiano: il patto scellerato fra Marcello Dell'Utri e Bernardo Provenzano che marchierebbe in modo indelebile la storia di Forza Italia. In quel pezzo, in realtà l'anticipazione di un frammento del libro Antonio Ingroia Io so, l'ex magistrato, poi entrato con molte ambizioni e con un fiasco ancora più grande in politica, parlava appunto del presunto legame fra un pezzo della classe dirigente azzurra e i vertici di Cosa nostra e affermava: «La nostra ipotesi è che Berlusconi, nel suo ruolo di presidente del Consiglio, nel '94 accetta la proposta che gli fa Dell'Utri per chiudere la trattativa, accetta cioè le richieste del boss Bernardo Provenzano».

BAZZONI: “GRANDE SODDISFAZIONE PER IL SUCCESSO DEL CODICE ROSA IN ASSEMBLEA REGIONALE DELL’EMILIA-ROMAGNA”


Il capogruppo di Forza Italia in Regione, Gianguido Bazzoni, è entusiasta per il voto unanime in Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna sulla risoluzione che invita la Giunta ad introdurre il “Codice Rosa” nei prontosoccorsi delle USL: “ è veramente un atto di grande civiltà, come ha affermato la Presidente dell’assemblea Palma Costi, ed è un successo dell’impegno dei consiglieri di Forza Italia, in primis Leoni e Bartolini, presentatori delle risoluzioni originarie su cui è stata trovata una formulazione unitaria col il PD e gli altri gruppi assembleari. All’impegno mio e dei consiglieri tutti si era aggiunto, nei giorni scorsi, l’appello delle parlamentari di Forza Italia, con la conferenza stampa indetta dal coordinatore regionale Massimo Palmizio e la raccolta di firme dei Club Forza Silvio in tutta la regione a sostegno dell’iniziativa.”
Continua Bazzoni: “ siamo riusciti a far mettere in testa all’ordine del giorno dell’Assemblea questa risoluzione, dopo tanto tempo, anche perché è un argomento sempre più di attualità, purtroppo, che interessa moltissimo le donne italiane ed anche soprattutto immigrate. Moltissime di loro, infatti, si sono avvicinate ai banchetti per firmare. Voglio ringraziare infine, per questo successo  l’Assessore Lina Amormino di Cesenatico, che tanta passione ha messo in questa causa.”

BERLUSCONI SI CANDIDA ALLE EUROPEE E SFIDA LA MERKEL


Da LIBERO - Ma chi è che va in giro a dire che non mi candido?». Tipico di Silvio Berlusconi. Quando tutti lo danno in panchina, anzi, in disarmo, lui smarca e riscende in campo. Perché proprio non è nel suo Dna cedere il passo a un altro. E neanche farsi di lato. Quindi, dopo aver ascoltato dai suoi consiglieri i pro (Toti) e i contro (Verdini) di una sua corsa in Europa, alla fine, come sempre, il Cavaliere ha deciso di dar retta solo alla pancia. E al suo odio viscerale contro i magistrati: «Mi state privando del diritto di esercitare a pieno la mia leadership e state togliendo il diritto di rappresentanza politica a una larga fetta dell’elettorato italiano, impedendo all’ultimo premier che ha ottenuto un mandato popolare di ricandidarsi». È questa la sfida che Berlusconi lancia ai giudici per interposta persona, parlando con i suoi fedelissimi, ai quali ieri ad Arcore ha annunciato la sua decisione di candidarsi alle Europee, «alla faccia della magistratura e della legge Severino». Sarà dunque di nuovo lui il capitano della squadra azzurra nella “Champions” del 25 maggio. Ci sarà sempre lui nel simbolo di Forza Italia. Non “un” Berlusconi (Marina, Barbara, Pier Silvio), ma “il” Berlusconi, Silvio, pronto a misurarsi in prima persona per la quinta volta con le urne di Strasburgo. E pazienza se scatenerà una guerra di carte bollate, che è persa in partenza. Già, perché per effetto della legge Severino sull’incandidabilità di chi ha riportato condanne definitive a pene superiori a due anni, Berlusconi non potrà candidarsi. Né ora e neppure nei prossimi sei anni. Si scriveranno fiumi di pagine sull’odissea del Tar, con tutta la sequela di ricorsi e controricorsi, che rischiano seriamente di annullare una montagna di voti e quindi di vanificare la corsa forzista alla conquista dell’Europarlamento. Ma Berlusconi è pronto ad affrontare tutto questo pur di giocarsi quella che forse sarà la sua ultima partita elettorale, almeno in Europa.
L’idea lo tentava già parecchio. A indurlo ulteriormente in tentazione è stato il divieto impostogli dai giudici di partecipare all’ultimo congresso del Ppe, che lo ha fatto andare su tutte le furie. Ma la goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato il resoconto dei parlamentari azzurri reduci da Dublino. «È sur

martedì 11 marzo 2014

NICHI, NARRACI COSA SI PROVA A FINIRE COSI


Lui sì, via. Lui non è indagato, resti. Ora è l’inverso. Prima si chiedevano e si ottenevano dimissioni a tutto spiano al primo refolo di buriana giudiziaria. Oggi per l’indagato conclamato si invocano giustamente - e finalmente- cautele garantiste sino al terzo grado di giudizio. Così è la vita in questo sgangherato Paese che ha distrutto carriere politiche con avvisi di garanzia e, al contrario, adesso le supporta (e le sopporta) per interessi di governo giustificando chi è sott’inchiesta e allontanando chi non lo è. Noi che aborriamo i giustizialisti di carta e il giacobinismo di maniera non possiamo che plaudire alla svolta sui «diversamente impresentabili» da considerare innocenti fino al verdetto di Cassazione. Certo, la discrezionalità pelosa sull’«opportunità politica» di cacciare questo o quello, ci convince poco perché le regole della politica valgono per tutti, non si cambiano a seconda di chi scende in campo e in più a partita iniziata. E tra quanti hanno sempre giocato con regole proprie, c’è Nichi Vendola, comunista governatore delle Puglie, noto dispensatore di patenti d’«inopportunità politica». Travolto dagli scandali sanitari della sua regione, fotografato al ristorante col gip che archivierà un suo procedimento, intercettato a ridere al telefono nell’inchiesta sull’Ilva di Taranto, ha respinto con sdegno ogni sollecitazione a dimettersi. Al contrario non ha perso occasione per chiedere ad altri di togliere il disturbo: ad Alfano per la Shalabayeva, alla Cancellieri nel caso Ligresti, alla Lanzillotta, all’ex ministro Idem e via così. Nessuno è mai stato indagato, al contrario suo. Per dirla con Nietzsche «il non parlare mai di sé è un'ipocrisia molto distinta». Di Gian Marco Chiocci

CHIACCHERE E GOVERNARE


Se qualcuno ha la pazienza di andare in giro a chiedere alla gente che cosa sa e che cosa pensa del governo in carica, alla fine dell’indagine avrà scoperto di aver gettato via il suo tempo.
Avrà soltanto scoperto che quasi tutti sanno che non è stato eletto , come del resto i suoi due predecessori, dal popolo; avrà capito che finora ha fatto solo delle chiacchiere e aumentato, in sordina e senza alcuna chiarezza per i poveri cittadini, molte tasse e inventato di nuove;
difficilmente  avrà capito quali sono le forze politiche che lo sostengono: ci sono, sempre a chiacchiere, sette o otto insignificanti gruppuscoli più il suo Partito, che è di gran lunga il più grande e il più forte del mucchio, che però è anche quello che gli crea le difficoltà maggiori
ancora più difficile capire quali sono le forze schierate all’opposizione: alcune tenacemente contrarie su alcune cose e favorevoli su altre e altre, esattamente al contrario, favorevoli alle prime e contrarie alle seconde. Il risultato di tutto questo casino, che istituzionalmente bisognerebbe doverosamente chiamare Governo, è la paralisi totale, salvo appunto per qualche aumentino quasi quotidiano normalmente indecifrabile di tasse. Aspettiamo qualche settimana per capire se, come e quando si uscirà finalmente dalla fase “chiacchiere” ad una più seria fase operativa ! Aspettiamo e speriamo !

P.S.   C’è una curiosità che era sfuggita ai più, in mezzo a tutta questa confusione: la Ministra degli Esteri, messa lì per accontentare chissachì, non certo Renzi che è un cattolico bigotto, è un fanatica amica e sostenitrice dell’Islam. Sì, avete capito bene, dell’Islam ! Fin da ragazzina !
Intanto l’aggettivo “fanatico” non si sposa bene con il mondo felpato della Diplomazia in cui si muovono i Ministri degli Esteri ! Quindi già solo per questo suo passato non era adatta !
E poi : l’Islam ! Quei signori che si dilettano di massacrare Cristiani – e anche Ebrei, perché no ? – in giro per il mondo al ritmo medio di qualche centinaio al giorno. Tutto questo da circa 1500 anni, con qualche breve intervallo. Poitiers , Lepanto , Vienna !
C’è chi definisce questo movimento “religione”, ma fra le decine e decine di religioni praticate al mondo, non ce n’è nessuna che in forme diverse non predichi l’amore e la carità, mentre quella lì ha come ragione sociale
la conversione forzata, l’odio e la morte !

lunedì 10 marzo 2014

L’IPOCRISIA DELL’8 MARZO E L’OSSESSIONE SESSISTA

Siamo ancora qui a celebrare la festa della donna (8 marzo, ieri) come fosse una sagra di paese, con le mimose al posto delle castagne, dell'uva o del tartufo
Vittorio Feltri -  Roba vecchia e burinotta, deprimente. Forse aveva un senso 30 anni orsono, quando la percentuale delle universitarie era minima, e nelle professioni (medici, avvocati, magistrati, giornalisti eccetera) la presenza femminile era inapprezzabile. Ma oggi, via, la situazione si è rovesciata: per esempio, alla specialità di cardiologia, su 100 iscritti, 80 sono ragazze preparatissime che superano i coetanei perché s'impegnano di più, studiano molto, hanno una grinta pazzesca. Per non parlare dei concorsi pubblici, dove le fanciulle fanno la parte del leone, tanto è vero che se ti capita la sventura di essere processato in tribunale, stai sicuro che a giudicarti sarà una signora con la toga sopra la minigonna. Coloro i quali la sanno lunga e si compiacciono di mostrarsi tardofemministi affermano che, tuttavia, sulle poltrone più importanti, in ogni ramo, continuano a sprofondarsi glutei maschili. Ovvio. Gli uomini sono in pista da millenni, mentre le donne hanno alzato il capino recentemente, pertanto non sono ancora riuscite ad arrivare in massa ai vertici. Calma. Tempo al tempo. Fra due o tre lustri, mettetevi il cuore in pace, anche sul cosiddetto soglio di Pietro siederà una matrona. Se il mondo fosse nato ieri, si chiamerebbe monda. D'altronde, la vita è femminile. Ieri, tanto per farsi notare, il presidente Giorgio Napolitano se n'è uscito con una frase ridicola: «Il sessismo è un virus». Ma cosa c'entra il sessismo? Che c'entra il virus? Da quando Montecitorio è dominato da Laura Boldrini, il sessismo è diventato un'ossessione. Fino a un anno fa, questo vocabolo dormiva nei dizionari: era inutilizzato. Adesso è in bocca anche al capo dello Stato. Che tristezza. «Chi dice donna, dice danno», recitava un antico proverbio stupidamente accantonato, considerato obsoleto. E invece è attualissimo. Infatti le donne danno: la vita, la speranza, il conforto, il coraggio, la gioia e il piacere. Danno se stesse per amore. È superfluo spiegare perché ed è sciocco festeggiarle ogni 12 mesi. Sarebbe molto meglio rispettarle sempre. Altro che quote rosa, che sono una forma evoluta di galanteria affettata: prego, signora, si accomodi. Ipocrisia mielosa e fastidiosa. La gara è aperta non tra uomini e donne, ma tra persone, che non si valutano solo dalla cintola in giù, ma anche in su, dove c'è la testa. Piantiamola lì con certe discussioni che puzzano di sessantottismo e non portano a nulla. Vogliamo dirci la verità? Le femmine saranno completamente uguali ai maschi quando ne avranno acquisito tutti i difetti. Il giorno in cui non diremo più di una signora che è brava come un signore, ma che lei è scema quanto lui, allora finalmente le pari opportunità non saranno più una brutta espressione, bensì la realtà. Non prendiamoci in giro: le donne e gli uomini sono cretini nella stessa misura. Già, l'intelligenza, la volontà, il merito non sono sessisti, caro Napolitano. Al capo dello Stato segnalo piuttosto che ieri, mentre lui discettava di sessismo, i telegiornali divulgavano un paio di notizie interessanti. La prima: un uomo è stato ucciso di coltello dalla moglie e dalla figlia, alla faccia del femminicidio. La seconda: una maestra è stata arrestata perché menava di brutto i bambini. Mimose per tutti. E guai ai deboli, di qualsiasi sesso siano.

sabato 8 marzo 2014

L’AUSTRALIA DA’ LEZIONE DI CIVILTA’ A TUTTO L’OCCIDENTE!!


Ai musulmani che vogliono vivere secondo la legge della Sharia Islamica, recentemente è stato detto di lasciare l’Australia, questo allo scopo di prevenire e evitare eventuali attacchi terroristici. Sembra che il primo ministro John Howard abbia scioccato alcuni musulmani australiani dichiarando:GLI IMMIGRATI NON AUSTRALIANI DEVONO ADATTARSI! “Prendere o lasciare, sono stanco che questa nazione debba preoccuparsi di sapere se offendiamo alcuni individui o la loro cultura. La nostra cultura si è sviluppata attraverso lotte, vittorie, conquiste portate avanti da milioni di uomini e donne che hanno ricercato la libertà. La nostra lingua ufficiale è l’INGLESE, non lo spagnolo, il libanese, l’arabo, il cinese, il giapponese, o qualsiasi altra lingua. Di conseguenza, se desiderate far parte della nostra società, imparatene la lingua! La maggior parte degli Australiani crede in Dio. Non si tratta di obbligo di cristianesimo, d’influenza della destra o di pressione politica, ma è un fatto, perché degli uomini e delle donne hanno fondato questa nazione su dei principi cristiani e questo è ufficialmente insegnato. E’ quindi appropriato che questo si veda sui muri delle nostre scuole. Se Dio vi offende, vi suggerisco allora di prendere in considerazione un’altre parte del mondo come vostro paese di accoglienza, perché Dio fa parte delle nostra cultura. Noi accetteremo le vostre credenze senza fare domande. Tutto ciò che vi domandiamo è di accettare le nostre, e di vivere in armonia pacificamente con noi. Questo è il NOSTRO PAESE; la NOSTRA TERRA e il NOSTRO STILE DI VITA. E vi offriamo la possibilità di approfittare di tutto questo. Ma se non fate altro che lamentarvi, prendervela con la nostra bandiera, il nostro impegno, le nostre credenze cristiane o il nostro stile di vita, allora vi incoraggio fortemente ad approfittare di un’altra grande libertà australiana: IL DIRITTO AD ANDARVENE. Se non siete felici qui, allora PARTITE. Non vi abbiamo forzati a venire qui, siete voi che avete chiesto di essere qui. Allora rispettate il paese che Vi ha accettati”.