sabato 9 novembre 2013

IMPOSSIBILE NON TROVARE MAI UN RESPONSABILE DEI DANNI ECONOMICI CAUSATI AGLI ITALIANI!


In Italia non siamo mai capaci di trovare un colpevole che cominci a pagare per i danni causati agli italiani! Un solo esempio in questi giorni lo Stato italiano non essendo capace di riscuotere i canoni delle aziende dei videopoker fa un super sconto economico da 98 miliardi di euro. La mancata riscossione non è colpa del Ministro o del governo ma dei suoi funzionari del Ministero e altri collaboratori. Ebbene non ho mai visto che lo Stato abbia fatto causa, non per recuperare l’intera somma non riscossa per la responsabilità e licenziato qualcuno, visto i super stipendi, ma ha messo tutto a carico dei cittadini, poveri Pantaloni. CHIEDO che per una volta si tenti di dare un esempio di RINNOVAMENTO e far pagare i responsabili e, CACCIANDOLI dal lavoro che svolgono, come avviene in qualsiasi azienda privata. Chi sbaglia non paga ma paghiamo noi, Mettiamolo in un punto programmatico urgenti anche nel Patto di Stabilità. Colpendo i responsabili sarebbe un buon esempio e un forte segnale di cambiamento.

PETIZIONE AL PARLAMENTO EUROPEO CONTRO LA LEGGE SEVERINO

Cari Amici,
sto per firmare la petizione al Parlamento Europeo che chiede una indagine per verificare la correttezza dell'interpretazione retroattiva della legge Severino, usata per estromettere Berlusconi dal Senato e impedire la sua ricandidatura in Italia e in Europa.  Se vuoi firmarla anche tu, clicca qui:
Grazie per il tuo sostegno!
Cordialmente, on. Antonio Palmieri responsabile internet PDL

PROCURATORE CASELLI E MAGISTRATURA DEMOCRATICA


Il Procuratore Caselli ha abbandonato la corrente delle toghe rosse Magistratura Democratica.     Pare che si sia accorto siano piuttosto simpatizzanti con gli amici dei violenti della Tav e di antichi terrorismi. Benvenuto nel club.

CARO LETTA IMPARA DALLA MERKEL SUL PATTO DI LEGISLATURA


Qui vale la lezione tedesca. Qui Angela Merkel e il suo interlocutore socialdemocratico Sigmar Gabriel ci sono maestri sul serio. La nostra proposta è questa. A partire dalla Legge di Stabilità. A seguire sulle riforme della giustizia, compreso il trattamento giuridicamente e politicamente corretto del “caso Berlusconi”. Parliamo di contratto di coalizione. Lavoriamo come i tedeschi.  In breve. Dopo le elezioni del 22 settembre, con la vittoria schiacciante eppure insufficiente della Merkel (le mancano 5 seggi per la maggioranza assoluta), i partiti hanno intrapreso una serie di incontri di assaggio. Finché esaurita per impraticabilità la pista di un'alleanza con i Verdi, il 20 ottobre Cdu e Spd hanno deliberato di cercare un accordo di legislatura. Si sono dati tempo fino a Natale. Il leader socialdemocratico Gabriel ha posto come non-negoziabili una decina di punti, in cui risiede l'identità del partito, e una condizione previa. Uguaglianza tra i due partner. Ha detto: “Non ci sarà un socio senior e uno junior”. Pari dignità? Qualcosa di più. Pari rappresentanza.  Se entro Natale non ce la fanno a siglare pagina per pagina le tradizionali cento pagine di iniziative di governo (nel 2005 furono 131) si va al voto. Nessuna tragedia. I tedeschi eserciteranno una pratica abbastanza normale in democrazia: le elezioni. In quel caso che succederà? Non si prevedono telefonate incalzanti tipo quelle di Barroso a Letta o della Merkel ad Alfano per invocare stabilità. Difficile che la Merkel telefoni un monito a se stessa,. Pure con il rischio di essere intercettata... Idea: copiamo il protocollo democratico tedesco. Vediamoci tra Pd, Pdl, Scelta Civica, con Letta. Compendiamo in questo patto da elaborare economia e quella “necessaria e urgente” riforma della giustizia annunciata da Letta il 2 ottobre in Senato. Agganciandovi la questione della Legge Severino da portare alla Corte Costituzionale, attendendo la pronuncia della Corte europea dei diritti umani. Un percorso trasparente. Ci permetterebbe di affrontare il semestre di presidenza italiano dell'Unione Europea avendo un governo forte perché appoggiato su fondamenta stabili, davvero con le palle d'acciaio e non con quelle di semolino oggi rappresentate, nostro malgrado, dal ministro Saccomanni, che non è poi così parente di Draghi come qualche sprovveduto dice. E se non si riesce a stabilire l'accordo, al voto.

venerdì 8 novembre 2013

RICORDIAMO LA CADUTA DEL MURO DI BERLINO 9 NOVEMBRE 1989 Rodolfo Ridolfi*

Abbiamo voluto fondare il nostro movimento, Azzurri del’94 con Silvio Berlusconi, proprio il 9 novembre dello scorso anno anche perché fra i principi fondanti di Forza Italia c’è la libertà e la lotta all’ideologia comunista che sopravvive, insieme alle altre totalitari, come negazione stessa delle basi della nostra civiltà. Ancora oggi circola in Italia e in Europa, l’idea che il comunismo sia stato un modello in se stesso buono, che però ha trovato una cattiva applicazione. No, il comunismo era ed è intrinsecamente sbagliato perché nega la natura umana ed è stato, con il nazismo, l'impresa più disumana e criminale della storia dell'umanità. Il crollo del muro di Berlino ha segnato la fine dei regimi comunisti nell'Europa centrale ed orientale. Purtroppo non ha significato la fine di tutti i regimi comunisti nel mondo. Ma il comunismo non sopravvive soltanto in Cina o nella Corea del Nord, il comunismo continua a sopravvivere anche in Italia spesso camuffato riconoscibile per il modo di essere, di molti, comunisti senza comunismo rinnegando le proprie idee ed il proprio passato, ignorando colpevolmente l'evidenza delle decine di milioni di vittime del comunismo, come se fossero semplici dettagli della storia; e allo stesso tempo mantenendo i metodi di lotta politica: quello di considerare gli avversari dei nemici da eliminare, moralmente e politicamente, con la “verità” che conviene al partito, con l'uso politico della giustizia, imponendo, in un intreccio con i poteri forti, anche a livello europeo, l'egemonia sulla società civile, sull'economia, sulla scuola, sull'informazione. Per questo ci piace sottolineare come la notte fra il 9/10 novembre 1989, momento storico della caduta del Muro di Berlino rappresenti, nel comune sentire di tutta l’Europa dei popoli, la stagione della liberazione dal regime comunista, che, imposto in tanti Paesi di antica civiltà e cultura, li aveva precipitati nel sottosviluppo ed allontanati dalla comune matrice europea. La caduta del Muro di Berlino ha lo stesso valore simbolico ed integra la liberazione dalla guerra, dal nazismo e dal fascismo che ricordiamo doverosamente tutti gli anni il 25 aprile. Il 9 novembre è qualcosa di più di una ricorrenza, può essere la prima significativa festa dell’Europa. L’allargamento dell’Unione, la nascita dell’euro, fra l’altro non condivisa da tutti gli Stati Europei, l’applicazione dei trattati di Maastricht e dei successivi, sono solo dei momenti importanti, di una costruzione sovranazionale che non può limitarsi alla libera circolazione delle merci, delle persone Infatti l’edificio europeo dovrebbe essere fatto di istituzioni comuni senza egemonie e prevaricazioni, capaci di valorizzare radici storiche e culturali che sono già, nella coscienza dei diversi popoli e dei singoli Paesi, ben vive e riconoscibili. Ebbene, il 9 novembre di ventiquattro anni orsono, il “giorno del muro”, l’Europa si è identificata nel suo valore primo che è quello della democrazia e si è fondata nella comune aspirazione dei suoi cittadini alla libertà. Per la prima volta, dal Nord al Sud e dall’Atlantico agli Urali, l’Europa si è riconosciuta tutta nel valore della libertà, che si è affermato come valore primario e condizione per l’esistenza di ogni altro. C’era stata quaranta quattro anni prima un’altra indimenticabile vittoria della libertà: l’8 maggio 1945 giorno della resa del nazismo (in Italia il 25 aprile), ma questa aveva liberato dalla tirannide solo la parte occidentale del continente. Come avrebbe riconosciuto per primo Wiston Churchill nel famoso discorso di Fulton: “da Trieste a Stettino una cortina di ferro era calata a separare l’Europa”. A cinquanta sei anni dalla firma del Trattato di Roma di De Gasperi, Adenauer, Schumann e Spaak, La giornata del 9 novembre può essere a pieno titolo il simbolo continentale di un’Europa che si riconosca come unità di popoli. L’Italia e l’Europa, hanno il dovere di ricordare, soprattutto alle giovani generazioni, quello storico avvenimento che ha determinato la prospettiva di un mondo migliore, il più importante e significativo avvenimento della ultima parte del ventesimo secolo.*Coordinatore di Azzurri del’94 con Silvio Berlusconi

FORZA ITALIA

   
Come capo gruppo Forza Italia in Provincia di Ravenna, sono membro del Consiglio Nazionale e ho ricevuto, dal presidente Berlusconi, l’invito a partecipare all’assemblea per approvare gli adempimenti conseguenti alla delibera dell’ufficio di Presidenza del 25 ottobre 2013.
Agli amici, confermo la piena adesione al documento della Presidenza per tornare a Forza Italia, come ho sempre sostenuto a tutti i livelli, in modo particolare nel blog “PDL Provincia di Ravenna” e con la costituzione del gruppo Forza Italia in Provincia di Ravenna uscendo dal PDL il 2 luglio 2013. Quando insieme a Ridolfi, Bazzoni e tantissimi altri abbiamo fondato Azzurri ‘94, il 9 novembre 2012 eravamo convinti da qualche tempo della necessità di un ritorno di Berlusconi. Personalmente ero contro la buffonata, di stile comunista, delle primarie. Dopo le elezioni ho creduto al governo Letta, voluto da Berlusconi, per la “pacificazione nazionale” dopo venti anni di odio, cosa purtroppo non avvenuta, anzi i contrasti sono aumentati. Per questo sono convinto che non possiamo continuare a stare in un governo dove il nostro alleato, il PD è contro il nostro Presidente Berlusconi e ne chiede la decadenza e quindi dobbiamo abbandonarlo, anche perché il governo Letta è un governo del rinvio continuo su tutti i provvedimenti importanti a cominciare dalla Giustizia. A sostenerlo ci penseranno, se vogliano, i “governativi del PDL”. Nonostante le critiche della “sinistra”, dei benpensanti”, dell’elite della “cultura", dei "giornali", sono per Berlusconi. Avrà fatto alcuni errori, ma in vent’anni nonostante i Casini, i Follini, Buttiglione e Fini, ci ha dato tantissime soddisfazioni. Berlusconi è ancora il nostro capo votato da 9.923.100 di persone, altro che primarie. Una riflessione se tanti amici avessero confermato il voto e, non dato a Grillo, l’Italia avrebbe avuto un governo Berlusconi. Abbiamo perso per soli 124.407 voti. Credo nel rilancio di “Forza Italia” già pubblicamente annunciato dal Presidente Berlusconi con un appello a tutti gli italiani che amano la libertà e vogliono restare liberi. “Forza Italia” è il Movimento cui tanti italiani hanno legato e legano tuttora la grande speranza di realizzare una vera rivoluzione liberale e di contrastare l’oppressione giudiziaria, l’oppressione burocratica, l’oppressione fiscale con questo spirito pensa di rappresentare tanti e tanti amici della Provincia di Ravenna con il mio voto al Consiglio Nazionale che darà il via a FORZA ITALIA. Vincenzo Galassini Capo Gruppo Forza Italia Provincia di Ravenna.

RIDOLFI (FORZA ITALIA) INTERROGA LA GIUNTA SUL PRESUNTO TRASFERIMENTO DELLA MEDICINA DI LABORATORIO

Raffaella Ridolfi di Forza Italia in una nota scrive: "Premesso che notizie stampa riportavano la presunta volontà della AUSL di Ravenna di spostare la medicina di laboratorio, presente nella palazzina 13 dell'ospedale degli Infermi di Faenza, in locali in affitto presso il complesso Conad la Filanda; ad oggi non vi sarebbe stata alcuna smentita ufficiale. Interroga il Sindaco e la Giunta per sapere se quanto riportato dalle notizie stampa in merito al trasferimento della medicina di laboratorio ha qualche fondamento."