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venerdì 21 agosto 2015

NON-GOVERNO

Il Parlamento tedesco è informato, discute e vota sul salvataggio della Grecia. Il Reich decide e noi guardiamo da lontano, imbrigliati da un premier-che-non-c'è e da un non-governo. Intanto, qualcosa si muove al Colle per il dopo Renzi. Le nostre condizioni per la Grosse Koalition: centrodestra e centrosinistra insieme, ma senza Renzi. E il Parlamento prima del prossimo Consiglio europeo rimedi al deficit di democrazia e dia un mandato chiaro al premier per la reflazione tedesca e per una politica decisa di solidarietà europea e di repressione contro l'invasione e il terrorismo islamico

martedì 14 luglio 2015

IL ROTTAMATORE È SOLO


 Confindustria ha spento l'ultimo neon, e taglia la luce a Renzi. Così volge alla fine la parabola del Fenomeno. I suoi fallimenti sono stati da premier e da segretario del Pd. Resta da spiegare il colpo di Palazzo con cui Napolitano lo ha collocato al vertice del Paese silurando il fido Letta. Cos'è accaduto davvero? Trasparenza, please. La stessa che Forza Italia pratica con la sua opposizione, e con la proposta senza inciuci di un tavolo di coesione nazionale sulla sicurezza e di un dialogo per regole istituzionali con condizioni di ferro. Renzi sta rottamando se stesso e il suo partito. Non gli permetteremo di rottamare l'Italia.
Il Rottamatore è un uomo solo e senza comando. Ha rottamato con una progressione rapida e geometrica qualsiasi credibilità che si era conquistata, anche presso Forza Italia, aprendo il tavolo del Nazareno. Ma abbiamo scoperto presto che era un , azzardo morale una finzione parolaia, e i suoi desideri erano altri: affermare una sua ventennale , secondo democratura la definizione di Eugenio Scalfari. Una simulazione di democrazia cavalcata alla fiorentina. La ha avuto il suo sigillo mortifero ieri, quando anche Confindustria ha staccato la spina al governo. Si sa che storicamente, in un Paese manifatturiero come il nostro, non può durare un esecutivo che abbia all'opposizione il sindacato degli imprenditori. Oggi l'unica grande impresa (a parte, per ovvie ragioni, di azionariato, Finmeccanica ed Eni) i cui vertici sono una cosa sola con Renzi, è la Fiat, anzi la , di Fca, che ha Marchionne però la testa e i piedi altrove, e che non lega certo più il suo destino a quello del sistema Italia, dalla cui mammella di Stato aveva succhiato fino a scoppiare, arricchendo i suoi padroni senza confrontarsi davvero con il mercato. Ieri il presidente Giorgio Squinzi ha avvisato Renzi, con pesante sarcasmo, che costui non