Sia chiaro: Berlusconi, anche nell'ipotesi di una
condanna in terzo grado, resta il leader indiscusso del movimento che ha
fondato. L'unico con il carisma e la visione politica in grado di guidare in
Italia il grande popolo dei moderati e dei liberali, un popolo che anche alle
ultime elezioni - nonostante vent'anni di processi e di persecuzioni
giudiziarie - gli ha consegnato dieci milioni di consensi. Un terzo
dell'Italia. Una forza decisiva per il presente e per il futuro. Non sarà
dunque il verdetto della Cassazione a far cambiare idea sul proprio leader ai
moderati, che da sempre sono la maggioranza in Italia. Anzi, come stanno
rivelando i sondaggi, una condanna farebbe addirittura crescere i consensi
verso Berlusconi, che dopo le elezioni del febbraio scorso non ha sbagliato una
mossa, e con grande senso di responsabilità ha indicato per primo le soluzioni
politiche poi adottate per la riconferma di Giorgio Napolitano al Quirinale e
per la costituzione del governo Letta-Alfano, l'unico possibile per evitare
all'Italia gli assalti della speculazione finanziaria e mettere in campo le
misure idonee per la ripresa, e per una presenza meno genuflessa in Europa. Per
questo, comunque vada, saranno i
fatti recenti e le indicazioni sagge per il futuro a confermare la leadership
di Berlusconi davanti al popolo dei suoi sostenitori. Un ruolo che il
leader potrà svolgere in modo efficace anche senza sedere su uno scranno
parlamentare: per dare indicazioni di buon senso agli italiani che amano la
libertà basteranno la rete internet e i media.
Visualizzazione post con etichetta PDL RAVENNA; Forza Italia Ravenna; Berlusconi; Azzurri 94; Pdl Seniores. Mostra tutti i post
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venerdì 2 agosto 2013
giovedì 1 agosto 2013
NON C’E’ REATO PENALE. SENTENZA DA ANNULLARE
Il cassazionista smonta
l'accusa: "Ma che frode, al massimo illecito amministrativo. Nessuna
catena truffaldina col Cavaliere dominus". I fatti, così come li
racconta Franco Coppi nell'aula Brancaccio della Cassazione, sono di una
semplicità disarmante. Silvio Berlusconi non è colpevole di frode fiscale: il
reato non c'è com'è stato configurato nelle due sentenze che lo hanno portato
all'ultimo grado di giudizio, perché riguardano un comportamento «non
penalmente rilevante».
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