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martedì 29 gennaio 2013

IL PROBLEMA TEDESCO, CENT’ANNI IN 2000 BATTUTE.



Il trattato di Versailles del 1919 costringeva la delegazione di pace tedesca a pagare i danni e a sottoscrivere la seguente dichiarazione:  "la Germania riconosce che essa e i suoi alleati sono responsabili di aver causato tutti i danni subìti dai Governi Alleati e dai loro cittadini a seguito della guerra (1914-18), che a loro è stata imposta dall'aggressione tedesca". Seguirono quindici anni di travagliato percorso della Repubblica di Weimar attraversato, fra l’atro, dalla prima grande crisi economica planetaria del 1929. Infine, il 2 agosto 1934, Adolf Hitler venne proclamato Führer, dittatore della Germania. Immediatamente partì la poderosa macchina produttiva e militare nazista, pronta, dopo appena cinque anni, ad aggredire ancora l’Europa.  Il 1º settembre 1939 la Germania invase la Polonia, dopo essersi annessa l’Austria, provocando la dichiarazione di guerra del Regno  Unito e della Francia. L’invasione  proseguì  con Danimarca e Norvegia e nel maggio 1940 fu il turno della Francia passando per i Paesi Bassi. In settembre 1940 Hitler firmò il patto tripartito con Italia e Giappone.  Fu guerra aperta  con alterni  destini fino a quando i giapponesi non decisero di aggredire gli Stati Uniti a Pearl Harbor il 7 dicembre 1941. Cosa successe dopo lo sappiamo tutti.
Una immagine tratta da "La vita è bella" di Benigni
Vorrei solo menzionare i piani di Himmler per la “soluzione finale della questione ebraica” del gennaio 1942, eseguiti con velocità ed efficienza tedesca, che macchiarono la Germania della morte atroce di quasi dieci milioni di civili, invalidi, vecchi, bambini.
A guerra terminata, l’Europa ridotta in macerie, 80 milioni di morti fra militari e civili, il castigo fu lo smembramento della Germania e lo smantellamento delle industrie tedesche. Un castigo che finì di fatto nel 1990 con la caduta del muro di Berlino. Non sono passati ancora cent’anni dallo scoppio della prima guerra mondiale e nemmeno venticinque dall’abbattimento del muro. C’è qualcuno che pensa proprio sia possibile una terza volta? 120628 Daniele Leoni

martedì 28 agosto 2012

IL DEBITO ITALIANO CRESCEVA NEL 1999 DI 2 MILIARDI DI EURO AL MESE, NEL 2008 DI 3,8 MILIARDI, NEL 2011 DI 6,4 MILIARDI, MA NEL 2012 GRAZIE A MONTI SIAMO GIA’ A 9 MILIARDI AL MESE DI CRESCITA. SI VEDE LA MANO DEL PROFESSIONISTA



Il governo Italiano ha caricato il paese con un debito enorme ed ora, mentre procede nella Missione Impossibile di ripagarlo, le tasse stanno facendo a pezzi quello che rimane dell’attività imprenditoriale, incapace di sostenere tale onere. Il debito Italiano è arrivato alla tremenda cifra di 1,973 miliardi di euro. Quello che davvero sorprende, oltre alle varie chiacchiere sull’austerità, sui tagli alla spesa e sulle riforme, è il ritmo a cui sta crescendo questo pesante carico. Il debito Italiano nel 1999 aumentava ad un ritmo di circa 2 miliardi di euro al mese; nove anni dopo (grazie anche all’entrata nell’euro e la facilità di finanziamento dovuta ai tassi di interesse della Germania) questo ritmo è quasi raddoppiato a 3,8 miliardi al mese. Sin dal 2008, dopo lo scoppio della crisi e le ridicole ricette Keynesiane sulla spesa e sui deficit, il ritmo si è impennato ancora di più arrivando a 6,4 miliardi al mese. Ma non è finita qui. Il bello è arrivato con il governo tecnico che negli ultimi 9 mesi è riuscito ad aumentare la velocità dell’indebitamento fino a 9.5 miliardi di euro in più al mese. E Monti parla ancora di ripresa? Nel suo mondo fatato, forse, dove i Keynesiani vanno girando con bacchette magiche e trasformano lo sterco in IOU del governo. r.c