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venerdì 3 aprile 2015

DITTATURA DEBOLE


 Il rimpasto di governo tutto in casa del premier prefigura il futuro e conferma lo strapotere di Renzi. Che con l'Italicum sarà ufficializzato. Ci opporremo con ogni forza. La vicenda di Ischia. Il Pd è corrotto, e per mascherare la faccenda si intesta una legge sulla corruzione demagogica e incostituzionale. È populismo giudiziario. Ma il cortocircuito è prossimo
In che mondo siamo? Gli manca un pelo, l'approvazione dell'Italicum, per dar modo a Renzi di proclamare il migliore dei mondi possibili. Non per il nostro popolo, non per la democrazia, ma per lui, per Matteo Renzi.
Siamo in un periodo di transizione precipitosa. Renzi dopo aver stracciato gli accordi del Nazareno, sta forzando i tempi per raggrumare in sé qualsiasi tipo di potere.
Siamo al penultimo stadio del processo di Manca poco al democratura. traguardo. Si frappone a questo risultato Forza Italia e quelle opposizioni che non intendono in alcun modo avallare una legge elettorale che in combinato disposto con un monocameralismo di fatto, consegnerebbe a un uomo solo – indovina chi? – il sistema Italia. Già ora si capisce come si sta muovendo.



LA SOSTITUZIONE DI LUPI NELLA PERSONA DI UN SUO ALTER EGO


(di Renzi); l'intromissione senza neanche fingere di bussare nelle
stanze dell'alleato di centro, dettando la defenestrazione della capogruppo De Girolamo e addirittura specificando sesso, età, tintura dei capelli della donna che fungerà da contentino per Alfano. Il quale è destinato, e non c'è più apparente speranza, al ruolo di indipendente di centrosinistra.
La prova che Renzi è moderato e tollerante, come Honecker nella Ddr che amava la blanda opposizione del Partito dei contadini.


POPULISMO GIUDIZIARIO


Non si preoccupa della bontà delle leggi, dell'effettiva efficacia delle norme, gioca a conquistare la pancia del popolo forcaiolo. Questo fa parte dell'apparato scenico tipico delle dittature. Allestire la forca in piazza, ordinare la gogna pubblica per distrarre dalle tasse e dalla disoccupazione.
Indicando in quelli che finiscono nella macina delle procure e delle intercettazioni i colpevoli delle sofferenze della gente.
Ci sono due punti di debolezza in questo discorso. Il primo è la sottovalutazione del sentimento di libertà della gente e anche della sua intelligenza.
Certo, Renzi può con mosse demagogiche alzare il proprio consenso. Ma non tiene conto della capacità di mobilitazione di , ora Berlusconi rafforzato dall'aver stretto un'alleanza con Salvini. E neanche considera l'eventualità che Mattarella fermi la sua operazione per mettersi nel carniere l'Italicum con un incostituzionale colpo di fiducia.


SOTTOVALUTAZIONE DELLA MAGISTRATURA


Renzi per occultare le responsabilità eminenti della sinistra e in particolare del suo partito nel verminaio degli appalti pubblici e della corruzione, ha fatto approvare una legge che accontenta gli appetiti dei giustizialisti su falso in bilancio, corruzione, concussione, eccetera, ma non avrà effetti di deterrenza alcuna.
Al contrario non interviene sulle intercettazioni arbitrariamente diffuse.
È fiducioso del fatto che i nuovi ingigantiti poteri dati alle Procure non lambiscano la sua stanza di comando.
Qui c'è un cortocircuitodi cui spregiudicatamente se ne frega, convinto di tenere legate al suo carro le toghe. Già ci sono avvisaglie da Napoli, qualcosa anche di Renzi al telefono è rimasto impigliato nella rete dei pm. Si riguardi Renzi.