Comitato Ponte Subito. 11
ago 2015 — Malgrado il blackout mediatico, la petizione per la
riapertura dei cantieri del Ponte sullo Stretto, ha superato le 3.000 firme e
si avvia alla conclusione con l’obiettivo del raddoppio. Sembra una fragile
linea Maginot, un fremito di difesa che una frazione consapevole di
popolazione, ha intravisto, prima di molti altri, i dati socio-economici
negativi descritti dallo Svimez che la disinformazione nasconde natura e cause.
Il Ponte di Messina - abortito a cantieri aperti nel 2010 – è il classico caso
di SOVRANITA' TERRITORIALE LIMITATA, di cui la Repubblica Italiana è vittima
dalla fine della seconda guerra mondiale per gli interessi contrapposti di
potenze straniere. La Francia, paradigma
di ‘parenti serpenti’, nel 2011 è partita a razzo contro la nostra fonte
energetica principale, la Libia e contro l’ipotesi di una piattaforma
intermodale lì di fronte, in Sicilia, coesa con la penisola avrebbe potuto
essere messa quasi fuori gioco. Solo gli italioti non lo capiscono. Gli
anglo-americani per attaccare l'Europa nazi-fascista sono andati in Sicilia,
che tuttora detengono come una servetta per i loro interessi geo-militari
(invero anche nostri, però senza l’assurda condanna all'isolamento). Ricordare
Hillary ai cinesi: "Che intendete fare della Sicilia?" Solo gli
italioti non lo capiscono. La Germania per i suoi interessi geo-economici.
attorno alla rete portuale nord europea. non vuole concorrenza con Hub gateway
in Sicilia e Calabria. Solo gli italioti non lo capiscono e gli ascari
meridionali Insomma le tre potenze
vogliono una Italia debole, più debole di un pugile suonato per i loro
esclusivi interessi. Possibile che i nostri governi non capiscano? Messi lì,
non sanno che pesci prendere e fanno vittime sacrificali il Sud e, soprattutto,
Sicilia, Calabria e Basilicata. Con un meccanismo diabolico vi ha provveduto
‘il più tedesco degli italiani’. Eppure, come sottolinea “NonSoloPonte” (www.nonsoloponte.it),
c’è anche una bella fetta di turismo da captare puntando sugli attuali 10
milioni di turisti in giro nel Sud Mediterraneo, il grosso dei quali va
‘interessato’ a visitare il Ponte. L’indotto complessivo (ticket ferroviario e
gommato, ricavi turistico-commerciali ed energetici rinnovabili) è tale da
rendere il Ponte
