Come vostro estimatore e
lettore dalle origini, visto il titolo della rubrica lettere nel merito degli
articoli di Feltri e Giordano, mi chiedo: ma la posizione della direzione di
Libero verso il referendum costituzionale è per il sì o per il no? Mario Neri da Belluno
Caro Neri, non so cosa
pensi la direzione di Libero, so che cosa pensa Maurizio Belpietro che fino a
questa sera di Libero è il direttore. Io
sono per il No e per un motivo molto semplice: perché la riforma
costituzionale su cui gli italiani sono chiamati a pronunciarsi non è
equilibrata ma pende tutta a favore di Renzi. Non sono mai stato tra coloro che
difendevano a spada tratta la nostra Carta, né l' ho mai definita come alcuni «la
più bella del mondo». Le mie opinioni al riguardo coincidono con quelle di
Indro Montanelli, quando Montanelli era Montanelli e non era ancora stato roso
dal tarlo dell' anti-berlusconismo. Credo che la Costituzione sia il frutto di
un brutto compromesso e la si debba rendere più moderna e efficiente,
togliendole alcuni orpelli ideologici di cui ridonda. Tuttavia penso anche che
non si fa la riforma della Costituzione contro qualcuno, né la si fa per
consolidare o conservare il potere di qualcuno. E invece la riforma voluta da
Renzi punta proprio a questo. Anzi: punta solo a questo. Non a risparmiare, non
a velocizzare i processi decisionali, ma a consentire che le sue decisioni non
incontrino gli intralci del Parlamento. Renzi si è fatto una Costituzione su
misura, dopo essersi fatto una legge elettorale su misura, con la quale
deciderà lui, capo del governo e capo del Pd, chi far sedere a Montecitorio. L'
uomo è pericoloso per come gestisce il potere, per come lo occupa e per come lo
usa contro gli avversari. Con in mano una Costituzione che gli assegna pieni
poteri lo sarà ancora di più.
