giovedì 11 giugno 2015

MAFIA CAPITALE, SALVATORE BUZZI AI PM: SPEGNETE IL REGISTRATORE, ALTRIMENTI CADE IL GOVERNO DI SINISTRA


Su Mineo casca il Governo…io potrei, cioè, se possiamo spegnere il registratore glielo dico, se può spegnere un secondo”. Salvatore Buzzi, ras delle coop romane, ha deciso di collaborare con i magistrati che indagano su Mafia Capitale.
Marino nei guai – Buzzi nel suo interrogatorio parla anche dei 2.500 posti Sprar (sistema di protezione per richiedenti asilo finanziato da ministero dell’Interno ed Europa) del Comune di Roma. “È stata fatta una procedura senza gara e senza bando. 76 milioni di euro di affidamento. Giunta Marino eh?


mercoledì 10 giugno 2015

BERLUSCONI: AL GOVERNO CAMBIAMENTI IN VISTA


Chiara Sarra - "Credo ci siano grandi cambiamenti in vista". Ne è convinto Silvio Berlusconi, a chi gli chiedeva se il governo Renzi avrà vita facile dopo l’esito delle Regionali: "Il Pd ha avuto un calo impressionante", ha aggiunto. Secondo Berlusconi però il dato più preoccupante delle elezioni di domenica scorsa è stato quello dell’astensionismo: "Queste Amministrative sono andate non male, ma malissimo per la non partecipazione degli italiani: la metà di loro è rassegnata e pensa che il proprio voto non possa incidere. Quelli che sono disgustati da questa politica se sono di sinistra votano Grillo, se sono di destra Lega. Ma soprattutto quest’Italia di rassegnati dovrà rendersi consapevole che può giocare un ruolo importante". In particolare sulla Lega Nord il Cavalieri ha aggiunto: "Salvini ha una grande capacità di comunicazione, ha fatto benissimo, però non c’è stata una disfatta di Forza Italia. Guardando i voti e soprattutto in base agli ultimi sondaggi la Lega è avanti di meno di un punto rispetto a FI. Quindi sono due forze che si equivalgono e credo sarà possibile fare un ragionamento insieme sui programmi. Con la Lega noi collaboriamo da vent’anni e non vedo alcun problema a continuare una collaborazione stretta: a me i voti che la Lega raccoglie hanno sempre dato piacere". E sul futuro del centrodestra precisa: "La leadership non ha nessuna importanza. Io intanto sono incandidabile e quindi sono escluso







CONVEGNO POLITICA@COMUNICAZIONE A RAVENNA











LUGO POLEMICHE DI FORZA ITALIA


venerdì 5 giugno 2015

UNA PAROLA DEFINITIVA

ECCO COME E’ ANDATA IL 31 MAGGIO:RENZI E’ SOTTO, IL CENTRO DESTRA VINCE;

Chi l'ha detto che dobbiamo aver paura delle elezioni e che abbiamo bisogno di anni per eventualmente tornare competitivi? I numeri, la dura pietra dei voti reali, dice un'altra cosa.
Il centrodestra è vincente. Altro che 5 a 2, quello è un dato per così dire di tipo maggioritario. L'Italicum si basa su un sistema proporzionale nazionale. Ed allora siamo in vantaggio. Unito, in
una unica lista, o – più sensatamente – con il premio di coalizione, potrebbe già superare la soglia del 40 per cento, e imporsi senza neppure bisogno del ballottaggio


Questi dati sono frutto di due diverse elaborazioni, a partire dai dati . Cominciamo da “Il Fatto quotidiano”, la cui dell'Istituto Cattaneoanalisi è firmata da Carlo Di Foggia e Marco Palombi. Essi disegnano alcuni scenari. E applicano all'Italicum la ripartizione prima di voti di domenica scorsa, componendo e scomponendo dati certi.
PRIMO SCENARIO. Ciascuna lista va per conto suo, ma a ciascun partito “Il Fatto” regala i voti delle liste civiche con il nome dei candidati presidenti. Il Pd ha il 29,6 per cento dei consensi (le liste del Pd da sole hanno il 25); secondo M5S con il 16,06; terza Lega con il 14; quarta Forza Italia con il 13,6; Area popolare al 3,7.  Come si vede sarebbe sciocco, sciocchissimo andare al voto rischiando di non partecipare al ballottaggio intestardendosi nell'andare da soli. Altra nota: Lega e Forza Italia sono vicinissime, praticamente appaiate.

giovedì 4 giugno 2015

EDITORIALE DEL 2 GIUGNO


La Repubblica non è una play-station. Renzi, game over! Questa tornata elettorale segna la fine irreversibile del renzismo come corsa irresistibile a prendersi tutto. I crudeli dati reali dell'Istituto Cattaneo dicono che il Pd ha perso due milioni di voti. Ma ha perso di più, adesso il Re è nudo, ed è inutile che cerchi di coprirsi con la tuta mimetica degli alpini in Afghanistan. E il Senato sarà un Vietnam
IL VENTENNIO APPENA COMINCIATO È GIA' FINITO ALLA PLAY-STATION. CON UN COLPO DI BAZOOKA
Confermiamo, una dieci mille volte: Renzi e il renzismo sono i grandi sconfitti di questa tornata elettorale. Noi, che pure non possiamo certo sventolare le bandiere del trionfo, invece vediamo dischiudersi una prospettiva di futuro diverso per il nostro soggetto politico e per le sorti del Paese.
Altro che ventennio renziano, come si prefigurava anche solo un paio di mesi fa, al tempo del favoloso cappotto, del 7-0 in gloria del Fiorentino. Capita nella politica di essere battuti. Se si è democratici, non se ne fa un dramma, ci si riprenderà. Per Renzi è diverso.  Non concepisce la politica come un luogo delle alternanze, ma del possesso imperiale. Proprio per questo quella di Renzi è una sconfitta senza possibilità di ritorno.
Si è infranto il suo mito di condottiero irresistibile. Non è solo una questione di numeri, che l'Istituto Cattaneo ha fotografato con crudezza scientifica, ma è un tracollo morale e di credibilità personale, e questo è infinitamente peggio.
 Renzi ha perso due milioni di voti, un colpo di bazooka terrificante.