mercoledì 31 dicembre 2014

MATTEO RENZI DAI GIUDICI: DANNO ERARIALE


La Corte dei Conti non molla Matteo Renzi. Nonostante la procura avesse chiesto l’archiviazione della posizione del presidente del Consiglio, i giudici contabili hanno fissato una nuova udienza per il 15 luglio prolungando la graticola del premier. Che è citato in giudizio per danno erariale.
I fatti risalgono ai tempi in cui Renzi era presidente della Provincia di Firenze. Al rottamatore viene contestato un ammanco al patrimonio pubblico compreso tra i 200mila e gli 800mila euro. Corrispondenti alle retribuzioni incassate da quattro direttori generali della Provincia nominati dalla giunta in carica all’epoca. Un pool chiamato a fare il lavoro che poteva essere fatto da un solo colletto bianco, contesta la Corte dei Conti. I primi a essere chiamati in giudizio sono stati proprio loro: Lucia Bartoli, Liuba Ghidotti, Giacomo Parenti e Luigi Ulivieri, insieme al segretario generale della Provincia Felice Carmine Strocchia. In un primo momento la procura contabile aveva deciso di archiviare la posizione del capo del governo. Ma i giudici sono stati di diverso avviso. E non hanno mollato la presa sul politico di Rignano, che nel frattempo ha fatto carriera. Tanta.
  La Corte ha respinto le eccezioni pregiudiziali presentate dalla difesa renziana nell’udienza del 24 settembre, comprese quelle sulla prescrizione e sulla nullità dell’atto per cui Renzi è chiamato a giudizio. E ha aggiornato il procedimento a metà luglio, quando sarà presa «ogni decisione in merito».
L’avvocato del premier però è contento. «È una sentenza che giudico con soddisfazione», dice Alberto Bianchi, «è un pareggio, perché ricordo che la procura aveva chiesto l’archiviazione e la Corte ha respinto questa richiesta limitandosi a dire: “ci vediamo a luglio”».
Insomma Renzi junior prova a godersi i pochi giorni di vacanza e a non pensarci. Ma in famiglia Matteo non è l’unico ad avere noie con la giustizia. Papà Tiziano risulta iscritto nel registro degli indagati della procura di Genova per bancarotta fraudolenta. Secondo l’accusa Renzi senior, prima di dichiarare il fallimento della sua società, la Chil Post srl, con debiti per un milione e 300mila euro, avrebbe ceduto alcuni beni alla Eventi6, azienda di proprietà della moglie Laura. Tiziano Renzi ha più volte ribadito l’estraneità del figlio alle vicende della società e ha assicurato che i passaggi patrimoniali tra le società di famiglia sono stati fatti in maniera regolare. (SA.DA.)

VICE PREFETTO E SINDACATI, INCONTRO SUL FUTURO DELLE PROVINCE TAGLI IMPOSTI (PROVINCIA E COMUNI) PER FINANZIARE L’EROGAZIONE DEGLI 80 EURO AI LAVORATORI

Il viceprefetto vicario reggente ha ricevuto oggi, su loro richiesta, i rappresentanti delle segreterie provinciali di Cgil, Cisl e Uil, unitamente alle RR.SS.UU. del personale della Provincia

Tutti sono fortemente preoccupati per le conseguenze in ordine alla prevista contrazione delle funzioni delle province e alla ricollocazione dei dipendenti. Le questioni che sono state rappresentate attengono non solo alla perdita di capacità professionali formatesi nei vari ambiti strategici, come per esempio l'accesso ai fondi europei, ma anche alla futura mancata risposta dei bisogni dei cittadini nei vari ambiti di competenza, tra cui la manutenzione nei plessi scolastici e sulle arterie stradali.
I Sindacati protestano perchè il governo Renzi elimina servizi ai cittadini della provincia di Ravenna: 10,5 milioni di euro provenienti dal nostro territorio nel 2015 saranno dirottati a Roma per finanziare l’erogazione degli 80 euro ai lavoratori. I tagli imposti per il 2015, 2016, 2017 con quelli del 2014 manderanno in fallimento la Provincia di Ravenna. I fondi lederanno in modo particolare la manutenzione delle strade di competenza delle Provincia come per gli edifici scolastici
Il viceprefetto ha ascoltato con attenzione quanto da loro espresso sul mancato riordino degli assetti territoriali, sull'assenza di un progetto concreto volto non soltanto alla salvaguardia dei posti di lavoro e della professionalità, ma ad evitare anche l'impossibilità di continuare ad erogare i servizi sul territorio, nei diversi settori come la scuola e l'ambiente, fino al dissesto finanziario dell'ente. Il viceprefetto, in relazione alla situazione rappresentata, ha confermato il suo impegno ad interessare gli organi del Governo centrale e, in sede locale, a propiziare con i sindaci dei Comuni e con il presidente della Provincia l'attivazione di un tavolo al fine di individuare insieme possibili procedure di trasferimento di funzioni. 

DUE MILIONI DI ‘NUOVI ITALIANI’ PRONTI A VENIRE A FARSI MANTENERE. CI INVADONO PER MANIFESTA INFERMITA’ MENTALE.


«Due milioni di persone sono pronte a salpare. Le coste libiche pullulano di migranti. In molti temono il mare grosso di questo periodo. Ma col bel tempo verranno in Italia». Le parole riferite ai soccorritori da alcuni immigrati salvati in mare e trasportati al porto di Pozzallo hanno tutta l’aria di una profezia che si avvererà.

sabato 27 dicembre 2014

SPESE PAZZE IN REGIONE: VIA AL SEQUESTRO DI 1,2 MILIONI AI CAPIGRUPPO


A chiederlo è stata la Procura regionale della Corte dei conti di Bologna, sequestrati all'ex capogruppo Pd Marco Monari beni per 610mila euro
Consiglio regionale dell’Emilia-Romagna. Già indagati nell’inchiesta della procura sulle cosiddette spese pazze, per cui un mese e mezzo fa sono stati emessi 42 avvisi di fine indagine, gli otto rappresentanti dei gruppi consiliari (il nono, Mauro Manfredini della Lega Nord, è morto il 10 ottobre scorso) sono oggetto ora un importante sequestro di beni immobili e crediti di natura retributiva e pensionistica da parte della guardia di finanza.
A chiederlo la procura regionale della Corte dei conti di Bologna, che ha ottenuto dalla locale sezione giurisdizionale un decreto di sequestro conservativo in favore dell’assemblea legislativa della regione - che risulta l’ente danneggiato - fino alla concorrenza del danno patrimoniale contestato, quantificato in oltre 1,2 milioni di euro. Si tratta delle spese dei gruppi consiliari nel 2012, mentre le indagini della procura ordinaria riguardavano i rimborsi da giugno 2010 a dicembre 2011.
“Al termine degli accertamenti - fanno sapere le Fiamme Gialle – la Corte dei conti ha avuto modo di rilevare che i contributi posti a carico del bilancio regionale erano stati utilizzati dai rispettivi gruppi per l’effettuazione di spese ritenute non inerenti all’attività istituzionale e al funzionamento del gruppo stesso”. Tra le voci contestate dal nucleo di polizia tributaria ci sono i costi sostenuti per taxi, auto, autostrade, treni, ristoranti, alberghi, giornali e consulenze, che sono ritenuti dagli investigatori ingiustificati rispetto all’attività istituzionale alla quale vengono riferiti.

ILVA E IO PAGO……………VERGOGNA……..VERGOGNA…..


E quanto al decreto Ilva, che dire? In due parole: ritorno pieno dello statalismo da socialismo reale, altro che liberalismo immaginario. La soluzione della statalizzazione sta nella pancia della sinistra da sempre come soluzione magica dei problemi. Quante Ilva ci saranno? Uno, cento, mille Ilva: ci scommetteremmo.
Perché un'Ilva dovrebbe essere più Ilva delle altre? La formica guida di nome Ilva guiderà il corteo delle Ilvine. Più Stato meno mercato: ecco l'essenza del renzismo che si risolve in più soldi allo Stato meno alle famiglie e alla società, dunque più tasse per consentire allo Stato di sostituirsi al mercato.
Una logica perversa, a cui diciamo basta.

GLI AUGURI DI SILVIO BERLUSCONI

Caro Vincenzo,
desidero rivolgerti un affettuoso augurio per un Buon Natale e per un anno nuovo nel quale tu possa realizzare tutti i progetti che hai nel cuore per te e per le persone a cui vuoi bene. Purtroppo stiamo attraversando un periodo molto difficile. Ciascuno di noi vive nel suo ambiente, nel suo lavoro, nella sua famiglia le difficoltà di una crisi economica che non accenna a risolversi.

Il programma che noi metteremo in pratica, ove avessimo responsabilità di governo, lo conosci bene. E’ la formula liberale del benessere e della crescita che ha funzionato sempre e dovunque sia stata realizzata. E’ un programma in tre punti. Il 1° punto: meno tasse, il 2° punto: meno tasse, il 3° punto: ancora meno tasse. Meno tasse sulle famiglie per rilanciare i consumi. Meno tasse sulle imprese, perché possano produrre di più e tornare ad assumere e ad investire. Nessuna tassa sulla casa, perché la casa è sacra, è il pilastro su cui ogni famiglia ha il diritto di costruire la sicurezza del proprio futuro e non dev’essere soggetta a nessun prelievo fiscale.

Per gli anziani un’attenzione speciale.
1) L’aumento delle pensioni minime a 1000 euro al mese per 13 mensilità.
2) Interventi di medicina sociale con assistenza sanitaria completa
3) Nessuna tassa sulla casa
4) Nessuna imposta di successione

Tutto questo si può ottenere con la flat tax, la tassa al 20% uguale per le famiglie e per le imprese, che ormai funziona benissimo nei 38 Paesi in cui è stata adottata, ed è, con la formula liberale, il solo modo per rilanciare lo sviluppo, quello che appunto la sinistra non è capace di fare.

Con questa sinistra noi possiamo anche essere d’accordo su quelle riforme istituzionali che noi avevamo già realizzato nel 2005 e che loro avevano cancellato con un referendum abrogativo nel 2006. Si tratta del passaggio da due Camere a una sola Camera per l’approvazione delle leggi e del passaggio da una politica frazionata in tanti partiti a due soli poli come negli Stati Uniti: repubblicani e democratici, democratici e repubblicani.

Votare con la sinistra le riforme Costituzionali non significa quindi confondere il nostro ruolo di oppositori con quello della maggioranza, perché noi siamo all’opposizione di questa sinistra su tutto il resto e cioè sulla politica economica, sulla politica fiscale, sulla spesa pubblica, sulla riforma della giustizia, sulla sicurezza, sulla politica estera e su tutto il resto.

Io potrò lavorare di nuovo insieme a tutti noi azzurri per realizzare il nostro progetto più ambizioso: quello di trasformare la maggioranza numerica dei moderati, che nessuno discute essere tale, in una maggioranza politica consapevole e organizzata.

Si tratta di convincere una parte di quei ventiquattro milioni di italiani che delusi e disgustati da questa politica e da questi politici, hanno deciso di non andare a votare. Dobbiamo convincerli del contrario spiegando a loro il nostro programma e i vantaggi che ne deriverebbero a loro e a tutti gli italiani.

Possiamo farcela. Dobbiamo farcela. Con l’impegno, con la passione, col lavoro possiamo riuscirci. Io ne sono sicuro e spero che tu sarai al mio fianco in questa battaglia di verità e di libertà.

E’ con questa speranza e con questo convincimento che ti rivolgo gli auguri più cordiali e più affettuosi di Buon Natale e di buon Anno.

martedì 23 dicembre 2014

FIDUCIA AL SENATO. LEGGE DI STABILITA’ , IL GOVERNO AUMENTA L’IVA AL 25,5%.

Le misure anti-deficit nascoste nella legge di stabilità sotto il nome di “clausole di salvaguardia”: bombe ad orologeria, non immediatamente operative, ma scatteranno solo se i risultati di risparmio sulla spese pubblica non verranno raggiunti. A partire dall’aumento delle accise sulla benzina. In pratica, con una delle tante clausole di salvaguardia inserite ancora una volta nella manovra di fine anno, il direttore delle Dogane dal 30 giugno potrà aumentare le accise sulla benzina e garantire così all’Erario oltre 1,7 miliardi di euro attesi dagli strumenti finalizzati a contrastare l’evasione Iva.
È però l’aumento dell’IVA al 25,5% a tenere ancora banco. La clausola di salvaguardia prevede l’aumento dell’Iva ordinaria (attualmente al 22%) al 24% nel 2016, al 25% nel 2017 e al 25,5% nel 2018. Ritocchi saranno previsti anche per la cosiddetta IVA ridotta attualmente al 10%.
NEL 2016
– l’Iva ordinaria (che oggi è del 22%, ossia per gran parte dei beni di consumo) passerà al 24%;
– l’Iva agevolata (che oggi è al 10%) salirà al 12%.
NEL 2017
– l’Iva ordinaria salirà dal 24% al al 25%
– l’Iva agevolata sfiorerà il 13%.
NEL 2018
l’Iva ordinaria arriverà dal 25% al 25,5%.
– l’Iva agevolata resterà al 13%.