mercoledì 11 novembre 2015

E IO PAGO: LO STATO PAGA I DEBITI DEI DS, NON CI SIAMO PIU’!


Tocca ai contribuenti ripianare parte dei debiti colossali dei Ds: lo Stato ha versato 107 milioni di euro nelle casse delle banche creditrici del partito. Ma non è finita: da saldare mancano altri 18 milioni di euro
Come denuncia Sergio Rizzo sul Corriere della Sera, è toccato ai contribuenti ripianare parte dei debiti colossali del partito. Da saldare alla Sga, società nata dieci anni fa per recuperare i crediti dal crac del Banco di Napoli, mancano altri 18 milioni di euro.
I 107 milioni di euro pubblici sono stati parcheggiati nelle casse delle banche creditrici dei Ds con "riserva". Sul malloppo pende ancora il giudizio di appello. Una legge del 1998 estende la garanzia dello Stato già vigente sui debiti degli organi di partito ai debiti del partito che si faceva carico dell’esposizione del proprio giornale con le banche. "Sembrava una norma scritta su misura per il quotidiano diessino l’Unità - denuncia Rizzo sul Corriere della Sera - tanta generosità era tuttavia condivisa con tutti gli italiani che pagano le tasse. Visto che il partito si accollava i debiti del giornale insieme alla garanzia statale trasferita per legge dal giornale al partito. Che se non avesse pagato lui, avremmo pagato noi". E, nonostamte il tesoriere dei Ds Ugo Sposetti abbia abbattuto gran parte dei 450 milioni di euro di debiti, adesso gli italiani si trovano a dover mettere mano al portafogli. Nonostante fosse stata approvata pure una legge che consentiva il pagamento dei contributi pubblici anche nel caso di scioglimento anticipato della legislatura (come avvenne nel 2008, quando i Ds partorirono il Pd), sul groppone dello Stato sono rimasti appunto 125 milioni di euro.
Il Pd non ha raccolto l'eredità economica dei Ds e della Margherita, che per tre anni hanno continuato a intascare i fondi statali. "La separazione dei destini economici consentì ai Ds con l’abile regia di Sposetti di blindare il patrimonio immobiliare dell’ex Partito comunista in una cinquantina di fondazioni indipendenti dal partito centrale perché emanazione delle federazioni provinciali - denuncia Rizzo - ovvero, soggetti giuridici autonomi". Non avendo più immobili da pignorare, le banche hanno chiesto allo Stato di sborsare i 125 milioni di euro. "Il debitore è morto - diceva Sposetti, attualmente senatore del Pd e presidente della Fondazione Ds, ai microfoni di Report - se il debitore muore, che succede? Ci sono le norme e in questo caso un magistrato civile ha detto 'guarda, signor Stato, che devi pagare tu…'". Ovvero i contribuenti.



PAPA FRANCESCO DOPO MARINO SFANCULA ANCHE RENZI


Niente incontro con Matteo Renzi, grazie. A sottolinearlo, con garbo e fermezza, è il Vaticano: Papa Francesco non ha in agenda un faccia a faccia né tanto meno una foto-ricordo con il premier in occasione della sua visita pastorale a Firenze.  L’intenzione di Renzi sarebbe stata quella di recarsi nella città di cui è stato sindaco il prossimo 10 novembre, quando il Santo Padre vi andrà in visita. Quale migliore occasione per un po’ di pubblicità gratuita accanto al Pontefice, mai come in questo momento uomo simbolo della moralità e della giusta lotta contro i privilegi?
Sempre in cerca di pubblicità il cazzaro di Firenze…
Renzi come Ignazio Marino – Il no dal Vaticano sarebbe giunto in fretta, categorico, e con lo stesso grado di imbarazzo che accompagnò la famosa frase di Bergoglio di ritorno dal viaggio negli Usa a proposito di Ignazio Marino: “Non è stato invitato a Filadelfia né da me, né dagli organizzatori, chiaro?”. E così martedì mattina il Papa sarà a Prato, poi andrà a Firenze in elicottero verso le 9.15. Primo appuntamento in piazza del Duomo, dove in Cattedrale incontrerà i delegati del quinto Convegno Ecclesiale Nazionale. Alle 11.30,  Angelus nella basilica della Santissima Annunziata e poi la messa allo stadio Franchi, alle 15.15, davanti ai previsti 52mila fedeli.
Per Renzi, la moglie Agnese e i tre figli non ci sarà spazio. Al più, Bergoglio potrebbe incontrare i rappresentanti delle istituzioni locali.



IL FUTURO È COMINCIATO A BOLOGNA



 Orgoglio di essere dalla parte giusta della storia e della morale politica. Analisi dei rosiconi. Il futuro è cominciato a Bologna. E l’unità di popolo e di leader del centrodestra zittisce Renzi e strozza gli insulti in gola alla sinistra. Il senso di responsabilità di Berlusconi, chiave della vittoria. Sconfitti i gufi, il cui motto era: comunque vada, sarà un insuccesso. Epistemologia dei rosiconi. Destinati a rosicare oggi, alle prossime amministrative e nel 2018 (se Renzi ci arriva) 

martedì 10 novembre 2015

IL SENSO DI RESPONSABILITÀ DI SILVIO BERLUSCONI, CIOÈ IL SENSO DELLA VITTORIA


Silvio Berlusconi ha detto di essersi deciso a non abbandonare il campo della politica, a essere ancora qui a lottare, dopo tre anni che non veniva in una piazza, per “senso di responsabilità”. Tornare in politica e tornare per la sua prima uscita pubblica qui, accettando l'invito della Lega, sono la stessa cosa. Senso di responsabilità coincide con volontà di vittoria. Lui non vuole entrare in politica per costruirsi una ridotta di pochi fidi in cui difendere interessi personali o di categoria trattando con la sinistra al potere. Vuole che vincano le idee liberali, le passioni per cui ha deciso vent'anni fa di scendere in questa arena dove non gli è stato risparmiato nulla, quanto a persecuzioni. Per l‟“assoluta necessità che il centrodestra torni ad essere quello che ha governato e ora governa in Veneto, Lombardia e Liguria”.
Si torna non per partecipare, ma per vincere. Per questo oggi è un giorno di festa.
SILVIO BERLUSCONI PROTAGONISTA A BOLOGNA L’intervento del Presidente di Forza Italia a Bologna in 20 punti: “Oggi è una giornata fondamentale per il futuro di tutti noi e dell’Italia. Dobbiamo dire che con Silvio, Giorgia e Matteo non ce ne sarà più per nessuno!”

1. “Da qui vi dico che sono commosso, ritorno davanti alla nostra gente, in una piazza così affollata, dopo tre lunghi anni di assenza, dove mi hanno consegnato ai servizi sociali, hanno tolto di mezzo uno dei leader dell'Italia moderata, dell'Italia del centrodestra”.




venerdì 6 novembre 2015

LEGGE DI STABILITÀ

La manovra della sventura italiana. Così il Principe e la sua Sfinge, cioè Renzi-Padoan, si dividono i ruoli. Il primo spara balle, il secondo le copre. Fenomenologia della coppia più brutta del mondo
In meno di due anni da Ministro dell’Economia, Pier Carlo , è riuscito a sconfessare quanto costruito e sostenuto nei Padoan precedenti trenta. Colpa, probabilmente, di quel sentimento di ferrea sottomissione nei confronti di un Presidente del Consiglio disposto a tutto pur di mantenere alto il consenso degli elettori.
La definizione dei ruoli nel duo Renzi-Padoan è netta: il primo promette meraviglie, il secondo prova a coprirle come meglio può, salvo poi essere sbugiardato dai maggiori soggetti istituzionali nazionali ed internazionali. Se fosse una favola si intitolerebbe . Sono “Il Principe e la Sfinge”innumerevoli le giravolte che il ministro Padoan, senza tradire la minima emozione, ha dovuto compiere per assecondare le pressanti richieste di Matteo Renzi.
Pensiamo all’dal innalzamento del tetto per l’uso del contante 1.000 a 3.000. Misura pro evasione? Niente affatto. Eppure non si può fare a meno di notare che, solo un anno prima, rispondendo ad un question time alla Camera, il ministro dell’Economia aveva sostenuto che: “La scelta di limitare la circolazione del contante e di procedere ad un progressivo abbassamento della soglia, è motivata

UNITA’ SUL CAMPO DI FORZA ITALIA, LEGA FDI DAL PARLAMENTO A BOLOGNA.

Prove tecniche di unità sul campo. I gruppi di Forza Italia, Lega e FdI si coordinano per una opposizione totale ed efficace, e per una vera manovra di salvezza dell’Italia. Primo passo del Cantiere. Sullo sfondo di Bologna e di altre piazze. Contro Renzi, per l’alternativa
UNITÀ SUL CAMPO.Le chiacchiere stanno a zero, i presunti conflitti gonfiati dai giornaloni evaporano come le promesse fasulle di Renzi. Così, come racconta con semplicità il comunicato firmato da Forza Italia, Lega, Fratelli d’Italia nell’ufficio del Presidente dei deputati azzurri, l’unità del centrodestra dalle parole ai fatti. Una nota: non c’era stato più un incontro in sede parlamentare delle forze di centrodestra dal 2011. Sono passati quattro anni ed esplode un nuovo inizio.
Qui ci preme sottolineare un punto di metodo. Se si ha la volontà politica dell’unità, se si ama davvero la nostra gente, se gli ideali contano più dei calcoli partigiani, allora si trova la quadra, le energie si fondono, sciogliendo gelosie e sospetti. Alla faccia di chi ci vuol male, e – alternativamente – ci vede o litigiosi e furenti l’uno con l’altro, o appiattiti sugli slogan di questo o di quello, . Da il Cantiere del centrodestra sta diventando realtà questa opposizione nasceranno idee, proposte, per un programma nuovo, innovativo, liberale, credibile, che ci porterà ad affrontare e a vincere le prossime elezioni. Questo ritrovarsi insieme era atteso ed era nelle cose. Abbiamo tanti punti in comune, sul lavoro, sulla sicurezza, sull’economia. Governiamo insieme la Lombardia Veneto Liguria Lega siamo alleati da vent’anni, e anche oggi dobbiamo rinsaldare una alleanza solida, alternativa alla sinistra.
Sullo sfondo ci sono le due torri di Bologna e altre piazze insieme. Uniti davvero, con un cammino e un obiettivo condiviso.

Questo è ciò che serve al centrodestra unito per essere davvero vincente e competitivo. . Uniti nell’opposizione a Renzi, Uniti si vince uniti nelle idee, nei programmi, nel Cantiere. Un primo passo è stato fatto. Ora andiamo avanti e non fermiamoci più.

giovedì 5 novembre 2015

LEGGE DI STABILITA’, UN SUCCESSONE – BCE, CORTE DEI CONTI, BANCA D’ITALIA E UFFICIO PARLAMENTARE DI BILANCIO: CORO DI CRITICHE ALLA MANOVRA RENZI-PADOAN – TUTTE DA VERIFICARE LE COPERTURE AI TAGLI FISCALI E I BENEFICI DELL’ABOLIZIONE DELLA TASSA SULLA CASA SULLA DOMANDA INTERNA


Nell’ultimo bollettino ufficiale, la Bce spara un siluro contro la flessibilità di bilancio (Roma nella manovra chiede uno sconto da 5 miliardi): “Solo una serie limitata di riforme strutturali può avere impatto a breve termine sul bilancio pubblico”. Forse riforma del Senato e Italicum c’entrano poco…