sabato 4 luglio 2015

BERLUSCONI RIABILITATO, SINISTRA CHIEDA SCUSA: ORA DEVE TORNARE IN SENATO!


La decisione del Tribunale di Napoli riabilita il Presidente Silvio Berlusconi. Ma il caso De Luca resta più aperto che mai. Adesso la sinistra giustizialista chieda scusa al Cav. Ufficiale: la Severino è una legge da cambiare! Il tribunale di Napoli accoglie il ricorso del governatore Vincenzo De Luca contro la sospensione per effetto della legge Severino e scatta la protesta di Forza Italia. "La legge Severino è solo contro Berlusconi", sostengono Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia, e Paolo Russo, coordinatore azzurro di Napoli, mentre Anna Maria Bernini, vice presidente vicario di Forza Italia a palazzo Madama dice: "Ora Berlusconi deve tornare in Senato".



TENIAMO LA GRECIA E CAMBIAMO L’EUROPRA: LETTERA ID SILVIO BERLUSCON


Caro direttore, sono naturalmente anch'io molto preoccupato per la situazione della Grecia. Rischia di trasformarsi in un disastro non soltanto per i greci, un popolo amico e alleato dell'Italia, ma anche per l'idea stessa di Europa. L'Europa non può permettersi di perdere la Grecia per ovvie considerazioni storiche e geo-politiche (la Grecia presidia uno dei confini più delicati del continente, un grande crocevia strategico), ma anche per una ragione di fondo: perdere la Grecia significa accettare l'idea che l'integrazione europea è reversibile, che dall'Europa si entra e si esce, che non siamo una comunità di popoli ma un club al quale accedere o da cui recedere, secondo le contingenze.  Non c'è dubbio, il governo greco ha enormi responsabilità in questa situazione. Tsipras rappresenta la sinistra peggiore, un mix di ideologia e di demagogia anticapitalista dagli effetti disastrosi. Ma come siamo giunti a questo? Perché i greci hanno eletto Tsipras? E perché tanti spagnoli votano Podemos, tanti italiani Grillo, tanti francesi Marine Le Pen? Perché questa Europa sta facendo fallire il sogno europeo.
Essere davvero europeisti significa prenderne atto, e dirlo con chiarezza. Stiamo perdendo una grande occasione, dissolvendo il grande sogno di Schuman, di De Gasperi, di Adenauer. Il sogno nel quale è cresciuta la mia generazione. L'Europa di fronte alla crisi si è rivelata clamorosamente inadeguata. Invece di offrire una speranza per la ripresa, per lo sviluppo, si è limitata a riproporre regole stupidamente rigide, che hanno peggiorato le difficoltà delle economie più fragili. Alla Grecia l'Europa ha chiesto, giustamente, di effettuare riforme strutturali, necessarie per quanto dolorose, ma al tempo stesso le ha negato l'ossigeno per farle. Il governo Samaras, un governo responsabile, filo-europeo, guidato da Nuova Democrazia, un partito che appartiene come Forza Italia al PPE, è stato travolto proprio da questo paradosso che ne ha rallentato l'azione riformatrice. E così si è aperta la strada a Tsipras.  La formula adottata dalle istituzioni europee e internazionali di un “rigore senza sviluppo”, non soltanto non è accettata dai cittadini di molti Paesi europei, ma è avvertita - a torto o a ragione - come una scelta egoistica da parte dei Paesi più forti dell'Unione Europea.
Tagli alla spesa pubblica e crescita della tassazione, insieme, determinano inevitabilmente effetti recessivi, ed è quasi impossibile risanare i conti di un Paese che non cresce. Se a questo si aggiungono l'assenza di qualsiasi garanzia sui debiti sovrani degli Stati, gli stessi effetti del Fiscal Compact, e la politica della BCE, recentemente corretta grazie a Mario Draghi ma che per lungo tempo ha negato liquidità alle economie in sofferenza, si comprende perché l'Europa sia stata vista, non a torto, da molti Paesi come un macigno sulle spalle e non come un'opportunità di sviluppo e di crescita.
Certo, dal punto di vista della Realpolitik non ha molto senso utilizzare, per gli Stati, la categoria dell'egoismo: la politica internazionale, infatti, si basa per larga parte sulla legittima tutela di interessi nazionali. E è proprio ragionando in termini di interesse che mi domando: a chi conviene perdere oggi la Grecia, domani magari la Spagna, dopodomani l'Ungheria, l'Italia o il Portogallo?
A nessuno. Credo invece che si debba porre con forza il problema di ridiscutere a fondo, radicalmente, le regole di convivenza in Europa. Non per smantellare l'Europa, ma per consentirle di andare avanti. Il mio governo si impegnò molto in questa direzione, e forse fu proprio questa una delle ragioni per le quali alcuni ambienti europei, agendo in modo miope oltre che scorretto, lavorarono per farlo cadere.
Oggi il futuro dell'Europa è nelle mani degli elettori greci che domenica si esprimeranno con un referendum. Ma comunque vada, da lunedì sarà nelle mani della lungimiranza delle leadership europee, e della loro capacità di cambiare rotta, regole e metodi immaginando un futuro per il nostro continente, così come fecero i Padri fondatori dell'Europa. Occorre mettere in campo politiche industriali illuminate, agire con leve fiscali a favore delle piccole e medie imprese, guardare con urgenza ai bisogni dell'economia reale come unico antidoto possibile per debellare la nefasta trasformazione in finanza dell'economia stessa.
2 luglio 2015





POVERA ITALIA: UN GIUDICE LASCIA A CASA CINQUEMILA PERSONE .ALTRI SI DANNO AL GOSSIP


Le toghe bloccano i lavori di Fincantieri a Monfalcone basandosi sul semplice sospetto che un deposito di ferri vecchi non sia tenuto a regola d'arte
Non è vero che siamo messi così male, altro che allarme disoccupazione o crescita zero. Tutte frottole. Evidentemente non è così se dei magistrati, come è successo ieri, possono permettersi di mettere in strada in un colpo solo 5.000 lavoratori e le loro famiglie sul semplice sospetto che un deposito di ferri vecchi non fosse stato tenuto a regola d'arte. E dire che per due volte i pm di Gorizia si erano visti rifiutare la richiesta di sigilli. Nessun pericolo imminente per ambiente o persone, avevano sentenziato prima il Gip e poi il tribunale. Ma loro cocciuti, sono andati avanti fino a che in Cassazione hanno trovato soddisfazione. Morale: Fincantieri, prestigiosa azienda italiana, da ieri ha dovuto bloccare i lavori che aveva in corso a Monfalcone. Tutti a casa, commesse a rischio, milioni di euro al vento. Poi, magari tra qualche mese o anno, scopriremo che non solo non c'erano rischi – come già accertato – ma neppure reati, come succede in moltissimi casi. L'ultimo, in ordine di tempo, quello di Antonio Pelaggi, dirigente del ministero dell'Ambiente che ha passato cinque mesi in cella da assoluto innocente. Personalmente, più che il destino dell'euro, mi spaventa che il destino, il benessere e il futuro di 5.000 persone sia lasciato nelle mani di una casta di intoccabili e impunibili. La stessa casta che in queste ore sta sferrando un nuovo attacco personale a Silvio Berlusconi inscenando un processo, il Ruby ter, su fatti e ipotesi di reato che una sentenza definitiva ha già dichiarato inesistente. Sempre ieri, infatti, i magistrati di Milano hanno convocato una conferenza stampa, manco fossero i conduttori del Festival di Sanremo, per annunciare che 34 persone a vario titolo amiche di Berlusconi sono state rinviate a giudizio per falsa testimonianza. Su cosa? Su come si svolgevano le cene ad Arcore, ospiti signore e signori maggiorenni e consenzienti. Qui andiamo oltre la persecuzione giudiziaria, entriamo nel campo della psicoanalisi. Perché l'unica risposta possibile è: chi se ne frega di cosa succedeva a cena, chi se ne frega di come Berlusconi vuole spendere i suoi soldi. Quelli nostri, di soldi, invece li hanno spesi i pm per migliaia di intercettazioni telefoniche tra signore il cui contenuto da domani sarà su tutti i giornali. Il peggior gossip elevato a giustizia. E dire che Corona, per molto meno, si è beccato undici anni di carcere. Ma lui non era magistrato.




PD, BOLLETTINO DEL DISATRO E DELL’EFFETTO DOMINO


Le Regioni e le città del Pd allo sfascio. La litania maledetta da Renzi: Campania, Piemonte, Calabria, Sicilia, Lazio, Roma, Bolzano. Ormai gli scandali e i casi aperti non si contano più sulle dita di una mano. Anzi, non ci riuscirebbe nemmeno la Dea Kali. Renzi ha completamente perso le redini della sua “Ditta”, per dirla alla Bersani. Un fortino espugnabilissimo e divenuto teatro abituale di guerre di potere e notti dai lunghi coltelli.


SAPEVATELO


 L'Alto commissariato Onu ha reso nota la cifra record di 137.000 rifugiati e migranti che hanno attraversato il Mediterraneo verso l'Europa durante i primi sei mesi del 2015. La quasi totalità è approdata sulle coste italiane. In assenza di un’Europa politica dobbiamo fermare l'invasione. La pace sociale nel nostro Paese è ad altissimo rischio.


mercoledì 1 luglio 2015

GRECIA, BRUNETTA:” IO TIFO TSIPRAS, QUESTA EUROPA NON PIACE A NESSUNO”


ROMA. «Io tifo Tsipras, con tutte le contraddizioni, però almeno mette sul piatto le contraddizioni di questa Europa, questa Europa di burocrati, questa Europa a trazione tedesca, questa Europa che fa gli interessi solo della Germania e del nord dell'Unione, una Europa che dice all'Italia arrangiati sull'immigrazione, sulla tragedia dell'immigrazione». «Questa Europa non piace a nessuno,e devo dire, Renzi è passivo su questo. Per questo abbiamo chiesto che Padoan venga al più presto in Parlamento a dire cosa vuol fare il governo italiano, perchè il governo italiano sembra non aver toccato palla in tutta questa tragedia», ha sottolineato Brunetta.




COMPRAVENDITA DI SENATORI, COPPI:” VI SPIEGO PERCHE’ BERLUSCONI VA ASSOLTO”


Smonta le accuse contro Silvio Berlusconi sulla compravendita di senatori usando la Costituzione il professor Franco Coppi, che ricorda al Giornale, l'articolo 67: "Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato". Per questo il senatore Sergio De Gregorio era libero di scegliere la sua strada, le sue alleanze, il suo gruppo parlamentare di appartenenza, senza rendere conto a nessuno se non alla sua coscienza e ai suoi elettori. E per questa ragione non può essere accusato di corruzione.
Detto questo anche Silvio Berlusconi, di conseguenza non può essere accusato di averlo "comprato". Insomma, Coppi smonta completamente l'inchiesta napoletana sulla compravendita di voti che avrebbe permesso al Cav di far cadere il governo Prodi: Berlusconi deve essere assolto.