" Mattarella ha fatto un discorso adeguato e rispettoso della Costituzione, proprio quello che noi ci aspettiamo da un Capo dello Stato. Noi usciamo a testa alta da questa vicenda. Noi siamo sempre stati corretti e abbiamo mantenuto la parola data. Non abbiamo nulla da rimproverarci.
Dal metodo Renzi siamo rimasti molto delusi. Se avesse adottato un metodo diverso, noi non avremmo fatto nessun problema sul nome di Mattarella, che è una persona stimata. Tant'è che io sono stato tra i primi a fargli gli auguri per la sua elezione. E anche oggi gli auguro buon lavoro anche se non sono riuscito a stringergli la mano di persona....Come sta il Patto del Nazareno? Francamente non lo so abbiamo sempre avuto uno spirito di Stato e siamo convinti che ci vogliano riforme per il Paese. Se una proposta arriva dalla sinistra la giudichiamo e decidiamo. Noi siamo sempre gli stessi, ma da oggi voteremo sì solo a ciò che ci convince. Mentre venivo in aereo qui a Roma ho stilato una lista di 35 nefandezze della sentenza Mediaset. Silvio Berlusconi
mercoledì 4 febbraio 2015
martedì 3 febbraio 2015
FORZA ITALIA DOPO L’ELEZIONE DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Il Partito della Nazione siamo noi – Nulla sarà più come prima dopo lo strappo di Renzi di qualsiasi regola di moralità politica. E’ il tempo della trasparenza e della lealtà. Rifondare Forza Italia vuol dire allargare i confini del nostro spazio di consenso. Aprendo il cantiere di idee e di programmi per il vero Partito della Nazione liberal-popolare.
Forza Italia – Noi siamo già in grado di proporre un programma di riforme radicali di stampo liberale e solidale. Siano piattaforma di una costruzione comune. Si tratta di dare respiro a una “unione” capace di raccogliere vastissimi consensi, corrispondenti a quel ceto medio con cui ci identifichiamo e che oggi Renzi cerca di sedurre con annunci vuoti e patti tragici con la sinistra rossa del suo partito e oltre.
Patti generazionali – Ha ragione Toti a proporre patti generazionali come risposta ai bisogni del Paese. Noi allargheremmo l’intuizione di Toti. Oltre al patto dei quarantenni con Toti e coscritti, vediamo molto bene il patto dei settantenni con Berlusconi, quello dei sessantenni con Brunetta e Romani, quello dei cinquantenni con Daniela Santanché, dei trentenni con Calabria e Giammanco, quello dei ventenni, giù fino al patto delle giovani marmotte. Uno per tutti, tutti per Toti.
PRESIDENTE REPUBBLICA: PACIFICAZIONE, PACIFICAZIONE
Appello bis al neo-Presidente – La sua frase “Ricucirò gli strappi del Paese” basta e avanza per un settennato. Pacificazione, pacificazione, pacificazione. Da lì verranno sviluppo e speranza. Torni a far respirare l’Italia a due polmoni, consentendo il ripristino di una democrazia paritaria.
Parole importanti – Il nostro appello che abbiamo indirizzato ieri al Capo dello Stato trova riscontro nelle parole, che sono importanti e segnano il clima, dopo le oscurità seminate nei giorni scorsi dalla protervia di chi lo ha scelto forse credendo in questo modo di essersi garantito un lasciapassare al proprio strapotere.
Riforme – La fretta con cui Renzi è convinto, spalleggiato dalla ministra Boschi, di far bere la riforma elettorale alle Camere senza preoccuparsi del vaglio di costituzionalità del capo dello Stato, è sintomo della presunzione del premier. Sa bene di dover pagare dei debiti alla sinistra del suo partito, ed è convinto invece di aver contratto un credito con Mattarella. Sui debiti siamo convinti che dovrà pagarli, e vedremo se avrà le forze parlamentari per farlo. Sul secondo punto siamo certi che si sbaglia.
Pacificazione – Se il Capo dello Stato aderisce sul serio al programma annunciato (ricucire gli strappi) – e questo “se” non è un dubbio, ma un esercizio sintattico – l’Italia riprenderà il percorso di pacificazione
ROM E LEGALITA’ A CORRENTE ALTERNATA
Abbiamo letto nei giorni scorsi una levata di scudi, un comunicato stampa, nel sito della Parrocchia del Paradiso (http://www.parrocchiasansavino.it/index.php?option=com_content&task=view&id=3174&Itemid=2)
dal titolo “libertà di stampa o di discredito?” in merito alle accuse che la stampa asserisce essere rivolte nei confronti del Rom ospite appunto della Chiesa, in due roulotte che stazionano nel cortile della stessa da più di un anno. Rivendicare la presunzione di innocenza, in un paese con uno stato di diritto talmente tanto degradato che ormai basta finire per chiunque sui giornali per essere considerato colpevole, è operazione lodevole ma in contrasto con un principio di legalità a nostro avviso non così tenuto in considerazione proprio dalla parrocchia mantenendo invariata la situazione della famiglia Rom presente nel suo cortile che è arrivata ed è stata ospitata senza avere la documentazione in regola e con una modalità di alloggio che secondo noi desta quanto meno delle perplessità e che dovrebbe essere verificata da parte della Polizia municipale. La magistratura farà il suo corso ma le notizie di stampa nascono sicuramente come spesso succede dalle informazioni rilasciate da qualcuno, in più vorremmo rasserenare i parrocchiani che gli avvisi di garanzia normalmente arrivano alla fine delle indagini preliminari su convalida del giudice, quindi non c’è assolutamente niente di diverso per il Rom rispetto a quanto succede agli altri cittadini. Sul fatto poi che sarebbero state pubblicate le foto della famiglia faccio presente che i primi ad offrire in pasto alla stampa le immagine dei minori Rom appartenenti a quella famiglia sono stati o direttamente la famiglia Rom o coloro che hanno inviato agli organi di stampa la foto della famiglia con anche i minori, apparsa su un settimanale locale dove si sosteneva che i due ragazzi volevano solo poter lavorare e che mandarli via avrebbe significato spingerli verso l’illegalità. Se si volevano tutelare i minori e la loro privacy forse bisognava pensarci anche in quell’occasione. Rimane il nodo della presenza Rom in città e di come fino ad ora l’amministrazione comunale non abbia concluso niente avendo le idee molto confuse tra ipocriti atteggiamenti da sceriffo, la santificazione di associazioni che hanno dimostrato di non essere capaci di gestire il fenomeno della presenza Rom in città negli anni passati ed una strenua difesa dell’operazione della Parrocchia del Paradiso che ricalca esattamente quanto fatto vent’anni fa e sappiamo come è finita in termini di costi per la collettività e mancata integrazione delle famiglie Rom residenti, con in più l’aggravante di continuare ad aumentare il numero dei Rom a Faenza grazie all’iscrizione dei bambini nelle scuole cittadine. Rimandiamo al mittente le accuse di speculazione politico elettorale, affermazione falsa ed infondata, che tende a squalificare in maniera poco democratica tutti coloro che intendono analizzare la questione e aprirsi ad un dibattito serio, che non può prescindere dalla verità dei fatti. A parer nostro anzi ci sono spesso avvoltoi che “scambiano” la carità, fatta anche di convenzioni con le amministrazioni comunali, con operazioni politiche anche trasversali; è purtroppo il caso di Mafia Capitale. Raffaella Ridolfi
lunedì 2 febbraio 2015
Mattarella persona degna scelta in maniera sbagliata. Nulla sarà più come prima. Per noi sarà meglio. Punti fermi. Le rose fioriranno a maggio
PARADOSSI. Il nuovo Presidente della Repubblica autore del Mattarellum, trascurando l'ovvio conflitto di interessi, come giudice costituzionale è stato contro il Porcellum. Ha definito incostituzionale il suo premio di maggioranza, e però ora ne gode delle conseguenze. Ecco infatti che quei 148 deputati abusivi ne hanno determinato l'elezione. Paradossi? Incoerenza? Di certo ha beneficiato della scelta della Consulta da lui partecipata di ritenere non necessario procedere in fretta a nuove elezioni. Una opzione contestabilissima in dottrina e che si è rivelata decisiva e - vista a posteriori - molto conveniente.
GARANTE DI CHE? Per ora Mattarella è stato garante dell'unità del Pd e della sinistra, garante della esibizione di forza spudorata ma - vedremo - effimera di Renzi. E poi? Vedremo.
VALENTINO. Non così accadde tra padri costituenti nel dopoguerra. Avversari, anzi nemici, ma leali nel percorso istituzionale. Renzi è stato semplicemente, e senza se e senza ma, scorretto. La storia del mondo è costellata di falsificazioni e tradimenti. Cesare Borgia, il Valentino, ne fu maestro. Gli arrise la vittoria. Fino a un certo punto. Inciampò in quello che Machiavelli definì in fiorentino "cagotto" che gli fece perdere tutto. L’azzardo morale fa vincere le battaglie ma porta – per le strane e giuste leggi della vita – alla perdizione.
PIÙ NULLA COME PRIMA. Il percorso di riscrittura della Costituzione e della legge elettorale iniziato il 18 gennaio tra Renzi e Berlusconi, e che di fatto ha portato il segretario del Pd a Palazzo Chigi per la forza propulsiva e di pacificazione di quell'atto, è stato vanificato da questa elezione presidenziale.
NULLA SARÀ PIÙ COME PRIMA. La maggioranza che sostiene il governo è a questo punto inesistente. Alfano e Alleanza popolare sono divisi tra loro e divisi dal premier. Per noi, il percorso costituzionale ed elettorale vale esclusivamente nei termini dell'accordo. Renzi con ogni evidenza ha venduto il Nazareno. Ci ricorda una qualche figura (poco) evangelica. Finì male.
NOI ESISTIAMO. PIÙ FORTI. La forza morale della nostra scelta. La coerenza responsabile e limpida. Il riconoscimento del Capo dello Stato per non lesionare l'architrave della Repubblica è fuori discussione. Non lo diciamo per proporci come gente felice di aver dato una testimonianza perdente in un mondo politico di lupi. Ma per la certezza di avere un disegno di unità alternativa alla sinistra, basata sui valori e sulle proposte che sono prossime al cuore del popolo. Qualcosa di buono si muove nel centrodestra. Le rose fioriranno. A maggio.
NOTERELLE. Metafore un po' zoppicanti ma serie. Se chi tradisce il Nazareno è Giuda, e concluse malissimo la sua avventura; Simon Pietro rinnegò tre volte il maestro, ma poi gli disse di sì. Angelino diciamo che ormai è arrivato alla terza volta... Dunque c'è speranza, e magari ascolti Sacconi, il quale come apostolo somiglierebbe a Tommaso, ed è una persona seria, e ha toccato con mano chi siano gli impostori.
SONDAGGIO IXE’, UN ITALIANO SU DUE NON VUOLE MATTARELLA AL COLLE GIA’ FATTO “SANTO” DALLA SINISTRA
Non piace Sergio Mattarella al Colle. Secondo un sondaggio dell'Istituto Ixé per Agorà un italiano su due non vuole il giudice della Corte Costituzionale come Presidente della Repubblica. Il 20% del campione è favorevole al candidato del Pd, mentre il 29% non so. Per quanto riguarda invece le modalità di elezione. il 72% del campione intervistato è favorevole all'elezione diretta del Capo dello Stato mentre il 22% è contrario e il 6% non sa.
PRESIDENTE GRAZIE A VOTI INCOSTITUZIONALI
Un uomo che ha dichiarato incostituzionale il sistema con cui è stato eletto questo Parlamento, e che dunque ha etichettato come abusivi 148 onorevoli di Pd e Sel, può poi accettare che quello stesso Parlamento lo nomini capo dello Stato? Ecco, la contraddizione di un candidato presidente della Repubblica che i giornali della sinistra si sono affrettati a dipingere come uno stinco di santo, uomo tutto d'un pezzo e tutto rispettoso delle regole, sta proprio lì, in quei 148 onorevoli frutto di un premio di maggioranza ritenuto illegittimo dalla Corte costituzionale e perciò abolito. Ma quei 148 sono determinanti proprio per consentire l'elezione del nuovo inquilino del Colle, e sono stati branditi per indurre Forza Italia e Nuovo centrodestra a desistere dall'intenzione di non votare un esponente del Pd candidato dal solo Pd. Mattarella, l'uomo dalla schiena dritta, il giurista cui si rizzavano i capelli bianchi al solo sentir parlare di legge Mammì perché contrastava con una direttiva europea, ora che ha la possibilità di essere eletto al soglio quirinalizio in virtù di un abuso, ossia di una legge che non rispetta i principi costituzionali, che dice? Sta zitto perché gli conviene altrimenti non occuperà mai quella poltrona oppure rifiuta? Il quesito non è stato posto da noi ma da uno che in teoria alla candidatura di Sergio Mattarella dovrebbe essere favorevole.
SERGIO MATTARELLA, CHI E’ IL NUOVO PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA, IN SOCCORSO ROSSO O DEMENZA SENILE
Come è possibile che un Giudice di Corte Costituzionale possa diventare Presidente della Repubblica quando lui stesso il 13 gennaio 2014, neanche 13 mesi fa, ha contribuito a emettere la Sentenza n. 1/2014 dalla stessa Corte la quale: 1) dichiara l’illegittimità costituzionale dell’art. 83, comma 1, n. 5, e comma 2, del d.P.R. 30 marzo 1957 n. 361 (Approvazione del testo unico delle leggi recanti norme per la elezione della Camera dei deputati); 2) dichiara l’illegittimità costituzionale dell’art. 17, commi 2 e 4, del decreto legislativo 20 dicembre 1993, n. 533 (Testo unico delle leggi recanti norme per l’elezione del Senato della Repubblica); 3) dichiara l’illegittimità costituzionale degli artt. 4, comma 2, e 59 del d.P.R. n. 361 del 1957, nonché dell’art. 14, comma 1, del d.lgs. n. 533 del 1993, nella parte in cui non consentono all’elettore di esprimere una preferenza per i candidati.Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 4 dicembre 2013. Il giudice Mattarella, dimentica questa sentenza, per sopravvenuta demenza senile, oppure, ha capito che questo governo non ha più speranze e quindi arriva in suo soccorso offrendo il proprio contributo in modo da renderlo ancor più inattaccabile? Si che le sentenze le emettono lorsignori ma non le rispettano, a voi resta l’ardua risposta. armando manocchia
Iscriviti a:
Post (Atom)








