giovedì 22 gennaio 2015

NAPOLITANO, PENSIONE DORATA: NON HA AVUTO IL TEMPO DI RIDURRE LE SPESE


Nonostante i tagli annunciati nel 2007, per i presidenti emeriti della Repubblica rimane una lunga lista di benefit: una segreteria di almeno una decina di persone, un assistente "alla persona", una serie di linee telefoniche dedicate. Ridurre i privilegi? Il suo ufficio stampa: "Ha avuto impegni tali da non consentirgli di deliberare sulla materia"
Avrà di che consolarsi con il trattamento straordinario che lo aspetta: segreteria, guardarobiere, scorta. Con le dimissioni e l’uscita anticipata dal Quirinale, Giorgio Napolitano mantiene i servizi e i confort che hanno scandito la sua vita quirinalizia. Per lui, come da regolamenti in vigore, non si lesineranno mezzi e benefit, a cominciare dai telefoni satellitari, i collegamenti televisivi e telematici, lo staff nutritissimo e persino l’«addetto alla persona», sì, avete capito bene, proprio l’assistente-inserviente che alla corte inglese di Buckingam Palace più prosaicamente definirebbero “maggiordomo”. Insomma, un trattamento da vero monarca repubblicano al quale è riservato pure il diritto ad utilizzare un’auto con autista, privilegio che spetta anche alle vedove o ai primogeniti degli ex presidenti. Davvero niente male. E se ne era accorto lo stesso Napolitano che, nel 2007, tra le polemiche per le spese quirinalizie e le rivelazioni dei giornali sul trattamento degli ex annunciò tagli solenni. Ma, come Ilfattoquotidiano.it ha potuto verificare, quelle sforbiciate non sono mai arrivate e anche lui potrà dunque tranquillamente continuare a godere di sorprendenti agi e privilegi tra le compassate stanze di Palazzo Madama.
CHI SPENDING DI PIU’ – Quanto ai tagli ai privilegi degli ex capi di Stato annunciati qualche anno fa, i comunicatori del Colle spiegano a ilfattoquotidiano.it che «il mandato di Napolitano è stato finora caratterizzato da impegni tali da non consentirgli di deliberare sulla materia, ma qualora dovesse decidere di farlo prima della cessazione del suo incarico non intende fare della sua determinazione oggetto di campagna promozionale». Anche per ragioni di opportunità rispetto all’operato dei suoi predecessori. E, in ogni caso, «non è detto che, una volta esaurito il mandato, Napolitano si avvarrà indiscriminatamente delle prerogative previste per gli ex presidenti della Repubblica».
Insomma, prerogative rinunciabili ma solo se l’avente diritto vorrà.
Twitter @Antonio_Pitoni

mercoledì 21 gennaio 2015

ITALICUM, ROMANI (FI): “RENZI NON HA PIU’ LA MAGGIORANZA. CI SIAMO SOSTITUITI AI DEM DISSIDENTI”

http://www.forzaitalia.it/notizie/11743/berlusconi-renzi-stia-tranquillo-sulle-riforme-rispetteremo-gli-impegni

 “Il Patto del Nazareno si rafforza. Siamo contro il premio di lista e contro questa legge elettorale, ma – come richiesto da Renzi – abbiamo deciso di sostituirci alla minoranza dem e votare a favore”. Così Paolo Romani, capogruppo al Senato di Forza Italia, al termine dell’incontro con i senatori berlusconiani commenta la linea forzista. “Renzi – prosegue – non ha più la maggioranza al Senato e questo rafforza il Patto del Nazareno. Non siamo la stampella, ma siamo determinati, non soltanto per le riforme costituzionali e per la legge elettorale, ma anche per ciò che contempla ogni decisione sul Quirinale” di Irene Buscemi
RICORDIAMOCI E RICORDIAMO CHE LE ELEZIONI DEL
2013 LE ABBIAMO PERSE SOLO PER 124.000 VOTI!!!

L’IMAN RECLUTATORE DELL’ISIS E’ PASSATO DA RAVENNA

Fece un convegno con l'assessore alla Sicurezza E' la persona che si è fatta fotografare in Vaticano con una bandiera dell'Isis, considerato uno dei 12 predicatori più pericolosi dal Viminale

CARMELO DOMINI 18/01/2015 - 10:43  RAVENNA. Si chiama Robert Cerantonio Musa. Ha origini italiane, un passaporto australiano e non ancora 30 anni. Eppure secondo i servizi segreti italiani è considerato uno degli islamici radicali più pericolosi, un predicatore ma soprattutto un reclutatore, inserito nella lista dei 12 nomi più pericolosi del Viminale. Il suo volto è diventato famoso pochi giorni fa, grazie a una foto che lo ritrae mentre sventola la bandiera dell’Isis in piazza San Pietro. Ebbene appena due anni prima, nell’ottobre del 2012, quell’uomo passò per Ravenna e anche per Imola. Nella nostra città rimase qualche giorno e tenne persino un convegno in presenza dell’assessore alla Sicurezza del Comune di Ravenna Martina Monti. Il titolo dell’incontro oggi rischia di suscitare quasi ilarità: “Uomini e Donne insieme per la fraternità umana e la pace universale”,
Musa Cerantonio era ufficialmente accreditato come islamologo nonostante la giovane età e l’iniziativa venne presentata con una conferenza stampa in Comune alla quale partecipò anche Moustapha Toumi all’epoca vicepresidente del Centro di cultura e studi islamici della Romagna. «Lesse un discorso in italiano ma era accompagnato da un interprete - ricorda l’assessore -. Ma i suoi messaggi erano improntati alla fratellanza, alla pace. Non lasciò nessun tipo di messaggio violento, sembrava pacifico, ricordo solo che si rifiutò di stringermi la mano. Mi dissero che da praticante non gli era concesso salutare così le donne». Ora l’islamologo Cerantonio è in carcere nelle Filippine dall’estate scorsa con l’accusa di terrorismo internazionale, di lui si erano perse le tracce dopo che aveva dichiarato di recarsi in Siria «per proteggere Al Baghdadi» come riportato da diversi media nazionali e internazionali.



«La bandiera nera del Tawhid sventola davanti al Vaticano... se Allah vuole distruggeremo il Vaticano sulla testa della sua gente». Questo il messaggio che allegò alla foto che tiene in ansia i nostri servizi di sicurezza

martedì 20 gennaio 2015

NOMISMA: EURO CROLLERA’

Noi vi avvisiamo, cari lettori: se avete risparmi liquidi in euro, liberatevene. Comprate anche un box a Canicattì, ma liberatevene. Ormai è tardi per convertirli in CHF o USD, avreste dovuto farlo un anno fa, quando ve l’abbiamo consigliato. Ma adesso, l’euro può finire in fondo al pozzo. Cercate di non perdere tutto. http://www.ilnord.it/index.php?id_articolo=3974#.VLkrHlchT2g.facebook

lunedì 19 gennaio 2015

TWEET DAI RIBELLI: 12 MILIONI,

VERGOGNA IN QUESTO CASO E NEI PRECEDENTI.
Sui social network circolano voci – tutte da verificare – del pagamento riscatto per la liberazione delle due cooperanti italiane rapite.
Per esempio, traducendo il messaggio comparso su questo account ritenuto vicino ai ribelli siriani si legge un riferimento a Greta e Vanessa: «Liberati i due ostaggi italiani», e una cifra: «12 milioni di dollari».
جبهة النصرة تفرج عن الرهينتين الايطاليتين... 12مليون دولار... والله ما خرجنا الا لنصرة هذا الدين...دولار... يا... http://fb.me/2XVmNe7Fn 

IL QUINDICESIMO ANNIVERSARIO DELLA MORTE DI BETTINO CRAXI E IL GIUDIZIO SU NAPOLITANO


Lunedì 19 gennaio ricorre il quindicesimo anniversario della morte di Bettino Craxi uno degli statisti italiani più illuminati e lungimiranti del nostro secolo uno degli interpreti più autentici e coerenti dell’impegno per l’affermazione della modernizzazione del nostro paese, l’interprete più originale ed autorevole, negli ultimi trentasette anni di vita politica italiana. Il ricordo di Craxi accade, quest’anno, nell’attualità delle dimissioni di Napolitano e alla vigilia dell’elezione del suo successore e a me piace riproporre  i commenti, gli appunti le testimonianze di Craxi su Napolitano: “L’on. Napolitano non poteva non avere un ruolo nel sistema di relazioni politiche tra il Pci, il potere sovietico ed i regimi comunisti dell’est, cui era connesso un sistema articolato di finanziamenti illegali di cui i comunisti italiani erano i primi, tra i partiti comunisti e non del mondo, ad avvantaggiarsene” ed ancora “…Per gli incarichi politici che ha rivestito, per le esperienze e le conoscenze che ha accumulato, e d’altro canto certamente non solo lui, non potrebbe senza dubbio non rendere su tutta la materia una preziosa testimonianza. Ricostruire in modo completo, chiaro ed onesto, i termini reali in cui si svolse la lotta politica in Italia e la lotta per il potere, è diventato sempre più necessario, specie di fronte a tante mistificazioni, a tante censure ed anche a tante ingiustizie”. 
Durante il processo Cusani, Bettino Craxi accusa l’allora Presidente della Camera Giorgio Napolitano di aver taciuto sul finanziamento illegale dell’Unione Sovietica verso il PCI. Negli anni ’90, il dossier Mitrokhin ha confermato che, solo nel periodo 1971-1977, il PCI ricevette dall’Unione Sovietica 22 milioni di dollari.
Craxi descriveva  Napolitano, uomo molto attento al sistema della Prima Repubblica, specie coltivando i suoi rapporti con Mosca. “Io credo che in quell’interrogatorio formale, che io condussi davanti al giudice,- dice Antonio Di Pietro- Craxi stesse rivelando fatti veri, perché accusò pure se stesso e poi gli altri di finanziamento illecito dei partiti. Ora delle due l’una: o quei fatti raccontati non avevano rilevanza penale oppure non vedo perché si sia usato il sistema dei due pesi e delle due misure”.

mercoledì 14 gennaio 2015

SEMESTRE EUROPEO. L’ITALIA CON “PITTIBIMBO” E RE GIORGIO HA FATTO UN EUROFLOP


L’uomo degli annunci che restano annunci, anzi ‘balle‘.
L’uomo del ‘fare’ che non ha mai lavorato in vita sua, ha truffato per i contributi tramite l’azienda del padre, padre che lascia debiti che paghiamo noi con le tasse.
Il rottamatore che non ha rottamato, non ha tagliato, ne posti ne stipendi a politici. L’amico dai mille amici da sistemare in posti d’oro.
Unica capacità riconosciuta, quella di sparare falsità come fosse sempre in campagna elettorale, a partire dallo ‘stai sereno Enrico’.
Ha alternato sproloqui a gaffe da asilo tipo la norma salva Berluscoini Profumo Passera e via banc…ando.
Ha finito come ha cominciato: nulla eri e nulla sei rimasto (solo che prima c’era il dubbio, adesso c’è la certezza che tu sia il nulla).

La presidenza europea dell’Italia si chiude con pochi risultati, nessun fuoco d’artificio e tanti errori. Spesso nati dal protagonismo del premier.