“Noi viviamo certo in una democrazia parlamentare,
perciò la legge di bilancio è un diritto centrale del parlamento. Comunque troveremo
le strade nel quadro esistente della collaborazione parlamentare per far sì che
ciò nonostante essa sia conforme al mercato”. Questa frase, di una gravità
assoluta, è stata pronunciata a settembre del 2011 da Angela Merkel in
riferimento alla legge di bilancio tedesca.
In tre righe essa dimostra
il totale spregio per il
parlamento, la democrazia e la sovranità popolare, perché il succo del suo
discorso è il seguente: “ qualsiasi cosa il parlamento, espressione della
sovranità popolare, dovesse decidere, noi
faremo in modo che esso venga piegato alle esigenze del mercato”.
Il mercato per Angela
Merkel è la tutela del sistema
bancario tedesco, uno dei più inefficienti e strutturalmente
fragili del mondo, e delle poche multinazionali eredità della ex repubblica
federale. La maggior parte delle banche tedesche, difatti, è infarcita di titoli tossici di cui sono
state artefici nella creazione e nella distribuzione a livello mondiale. Proprio per salvare le banche tedesche, la
Grecia è stata letteralmente massacrata: l’uscita dall’euro o
il default totale avrebbe significato ingentissime perdite per il sistema
finanziario teutonico, per cui molto
meglio massacrare i cittadini greci, piuttosto che veder fallire qualche banca.





