giovedì 5 giugno 2014

RENZI PROMETTE MIRACOLI MA AUMENTA LE TASSE


 “Ci troviamo davanti all’ennesimo provvedimento che promette miracoli ma che, in realtà, aumenta le tasse.  Sono tanti i punti critici su cui abbiamo proposto, inascoltati, delle modifiche. Tra questi il pagamento anticipato delle imposte sulla rivalutazione dei beni delle imprese: una misura penalizzante, che dimostra l’assenza di una visione di ampio raggio da parte del governo. Così come l’IMU: una tassa odiosa che viene allargata ai terreni agricoli collinari, estendendo la platea dei soggetti tassati in un settore, l’agricoltura, che avrebbe invece bisogno di sostegno. E poi c’è la più iniqua e sbagliata delle norme: l’aumento della tassazione delle rendite sui depositi bancari e postali dal 20 al 26%. Una scelta insostenibile che colpisce i risparmi delle famiglie e dei pensionati, paradossalmente inserita in un provvedimento che pomposamente si chiama ’misure urgenti per garantire competitività e giustizia sociale’. E la lista potrebbe continuare con l’IRAP, un segnale positivo ma troppo piccolo per essere più di uno spot, o la celeberrima questione degli 80 euro, una misura che esclude intere categorie e su cui dall’esecutivo vengono solo risposte senza cifre, senza tempi e senza prospettive”.

mercoledì 4 giugno 2014

FORZA ITALIA STOPPA LA RIFORMA DEL SENATO ROMANI:”PROPOSTA INACETTABILE, COSI LA SINISTRA VUOLE REGALARSI UNA CAMERA


La proposta prevede infatti che, come in Francia, i senatori Questo Senato che ci prospettano è semplicemente inaccettabile. Così non lo votiamo”. Lo stop è arrivato nel corso del pranzo di Silvio Berlusconi coi capigruppo di Forza Italia Renato Brunetta e Paolo Romani. Parole di fuoco sul progetto Pd per la riforma della seconda camera del Parlamento, il cosiddetto “modello francese”. Domenica prossima si terranno i ballottaggi di un turno di amministrative che ha consegnato ancor più le amministrazioni locali nelle mani della sinistra. E tra gli uomini del Cavaliere si è affacciato più di un sospetto che la riforma del Senato, così come è stata congegnata, sia un trucco per regalare una Camera alla sinistra. La proposta prevede infatti che, come in Francia, i senatori vengano eletti da una platea di consiglieri comunali e regionali, permanendo così una forma di “elettività”. Il "nuovo" Senato non avrebbe poteri legislativi, non darebbe la fiducia, non farebbe leggi di bilancio, configurandosi come una Camera delle autonomie. Ma con la attuale geografia elettorale del Paese, è chiaro che verrebbe fuori un Senato “rosso”, che darebbe alla sinistra ampi margini di manovra nell’elezione del successore di Giorgio Napolitano alla presidenza della Repubblica. 

CASO DELL’INFERMIERA SOSPETTATA DI UCCIDERE I PAZIENTI ALL’OSPEDALE DI LUGO, EMERGE MENEFREGHISMO E LASSISMO, INTERROGAZIONE DI BAZZONI


Il sottoscritto, consigliere del gruppo assembleare Forza Italia-PdL, Gianguido Bazzoni, PREMESSO che, l’inchiesta giudiziaria sulle morti sospette all’ospedale di Lugo, che vede indagata un’infermiera, sta tenendo banco sulla stampa da alcune settimane; che, secondo quanto riportato dalla stampa, stanno emergendo particolari fortemente inquietanti che riguardano l’organizzazione interna dell’ospedale, l’organizzazione dell’ASL di Ravenna cui l’ospedale apparteneva ed i comportamenti e la “qualità umana” delle persone che ricoprono ruoli dirigenti o di responsabilità; VISTO che, si parla di furti continui ai danni dei pazienti ricoverati, di furti di medicine e materiale sanitario e perfino di pasti completi; che, si parla di comportamenti vessatori dell’infermiera in questione nei confronti di colleghe e personale ausiliario, al fine di garantirsi l’omertà; che sembra acquisito come ormai tutti sapessero e parlassero di quello che accadeva nel reparto, per cui vi fu perfino una riunione senza seguito, ma soprattutto sembra che i sospetti sulle morti “strane” fossero iniziati già da tempo; VISTO INOLTRE che è stato appurato che le fiale di potassio (sostanza che si presume venisse usata per provocare una morte insospettabile) erano liberamente disponibili a chiunque e soprattutto non esisteva un registro di carico e scarico con indicato il nome dell’utilizzatore e questo così anche per altri medicinali “pericolosi”; che da parte dell’ASL non era mai stato affrontato il problema di un’organizzazione diversa nell’uso dei medicinali e nel controllo dell’operato del personale; che, a dispetto della riforma Brunetta della PA, nessuno aveva sentito il dovere di promuovere o sollecitare inchieste e provvedimenti disciplinari, che forse avrebbero evitato azioni ben più gravi dell’infermiera; CONSIDERATO che, da quanto riportato dalla stampa, ci troviamo di fronte a primari che non sanno cosa succede nei propri reparti, medici che non sentono l’obbligo di denunciare fatti anomali come furti di medicinali in flagranza, personale terrorizzato da una persona violenta che non sente di poter essere protetto dai propri dirigenti e si sottomette spontaneamente per non avere guai, un’organizzazione generale che rispecchia il menefreghismo e lassismo proprio di tante PA, ma che non può e non deve essere la regola di un sevizio che tratta la salute e la vita dei cittadini; INTERROGA LA GIUNTA REGIONALE PER SAPERE se ha ritenuto utile seguire da vicino questa vicenda che potrebbe diventare paradigmatica per l’immagine del Servizio Sanitario Regionale; se non ritiene che si evidenzino, in tutta la vicenda, gravi lacune nell’organizzazione dell’Ospedale di Lugo e dell’ASL di Ravenna, a cominciare da come viene selezionato e formato ed aggiornato il personale; se non ritiene di aprire un’inchiesta parallela per mettere in luce tutti i punti oscuri di questa vicenda che non attengono l’aspetto giudiziario, ma gestionale; se non ritiene di intervenire con un grande piano di analisi ed organizzazione di tutti gli aspetti critici che attengono al servizio degli ospedali e delle ASL, cogliendo in primo luogo gli aspetti di aggiornamento, formazione e motivazione di tutti gli operatori, a cominciare dai dirigenti.          Gianguido Bazzoni

martedì 3 giugno 2014

LA COMMISSIONE UE CERTIFICA IL FALLIMENTO DELLE POLITICHE DI RENZI


Nelle pagelle della Commissione europea, nell'attesissima lettera sui conti dell'Italia, è scritta nero su bianco una sonora bocciatura. "Servono ulteriori misure". Tre parole che sintetizzano un fiume di osservazioni e consigli. Tre parole che in soldoni prospettano una nuova manovra per il Belpaese. Una sorta di esegesi a quanto scritto dalla Commissione arriva da Renato Brunetta: "Quando nelle sue Country specific recommendation la Commissione europea chiede all'Italia di rafforzare le misure di bilancio per il 2014 e di operare un sostanziale rafforzamento della strategia di bilancio nel 2015, non solo giudica insufficiente il riformismo di Renzi, ma boccia in maniera irreversibile quel bonus Irpef (rectius: bonus Renzi) che doveva rilanciare i consumi e chi si è trasformato invece in un peggioramento dei saldi di bilancio".
"Si pagano gli 80 euro" - Il presidente dei deputati di Forza Italia arriva subito al punto. "Con l'operazione degli 80 euro - prosegue -, che in campagna elettorale si è qualificata di fatto come voto di scambio, Renzi ha prodotto incertezza, confusione, effetti negativi sulle aspettative di famiglie e imprese che, nel dubbio che entro fine anno si renda necessaria una manovra correttiva, hanno rinviato consumi e investimenti". Per Brunetta, dunque, dall'Europa arriva una "bocciatura eclatante", ma "soprattutto una bocciatura morale: Renzi ha vinto certamente le elezioni europee, ma ha perso la sua scommessa sulle riforme. Tanto quelle istituzionali, ormai irreversibilmente condannate dal Parlamento e dalla stessa maggioranza di governo, quanto quelle economiche, bocciate dalla Commissione europea. Tutto questo - continua - porta il bilancio dei primi 90 giorni di questo governo nel più totale stato fallimentare. Bel risultato - chiosa -: vincere le elezioni, ma perdere sul piano della politica e delle riforme. Una bella nemesi per Renzi, per i suoi cari e per i tanti che stanno accorrendo in soccorso del vincitore", conclude Brunetta.

RENZI FESTEGGIA LA VITTORIA IN UN RISTORANTE, POI SI UBRIACA E NON PAGA IL CONTO.


Grande gioia per il premier Renzi che ha pensato bene di festeggiare la larga vittoria ottenuta alle Elezioni Europee in un noto ristorante di Firenze insieme ad alcuni vecchi amici. Ma l’epilogo non è stato dei più lieti per il ristoratore, infatti, al termine della serata caratterizzata da lauti pasti, risate a più non posso e bottiglie di vino stappate a dismisura, il leader del Pd, in evidente stato di ebrezza, si è rifiutato di pagare il conto.
Il proprietario del locale gli ha richiesto invano il pagamento all’uscita dal locale e lui ha risposto con un laconico: “Mi spiace ma ho lasciato il portafoglio a palazzo Chigi” al che il ristoratore gli ha risposto che poteva pagare anche l’indomani o inviare un bonifico, poichè la cifra ammontava a 700 euro, ma la risposta dell’ex sindaco di Firenze è stata la seguente: “M’importa ‘na sega! Io sono il presidente del Consiglio e non pago, capito o bischero?” dopodichè è uscito dal locale e si è allontanato con i suoi amici barcollando e ridendo.
Il ristoratore, che ha provato a raggiungerlo, è stato fermato dalla scorta e quindi, ha dovuto rinunciare all’incasso. In seguito ha dichiarato di non voler sporgere denuncia per non incappare in qualche ritorsione da parte del potente politico e ha dichiarato: “Mi ripagherò e con gli interessi, vendendo alla stampa le foto che ho scattato a Renzi che lo mostrano visibilmente ubriaco”.
Noi ne abbiamo acquistata una a 300 euro (quella in alto) e crediamo siano ben spese e per una giusta causa. La regaliamo con piacere ai nostri lettori. IL GAZZETTINO WEB