“Ci troviamo davanti all’ennesimo
provvedimento che promette miracoli ma che, in realtà, aumenta le tasse. Sono tanti i punti critici su cui abbiamo
proposto, inascoltati, delle modifiche. Tra questi il pagamento anticipato delle imposte sulla rivalutazione dei beni
delle imprese: una misura penalizzante, che dimostra l’assenza di una visione
di ampio raggio da parte del governo. Così come l’IMU: una tassa odiosa che viene allargata ai terreni agricoli
collinari, estendendo la platea dei soggetti tassati in un settore,
l’agricoltura, che avrebbe invece bisogno di sostegno. E poi c’è la più iniqua
e sbagliata delle norme: l’aumento della
tassazione delle rendite sui depositi bancari e postali dal 20 al 26%. Una
scelta insostenibile che colpisce i risparmi delle famiglie e dei pensionati,
paradossalmente inserita in un provvedimento che pomposamente si chiama ’misure
urgenti per garantire competitività e giustizia sociale’. E la lista potrebbe
continuare con l’IRAP, un segnale
positivo ma troppo piccolo per essere più di uno spot, o la celeberrima
questione degli 80 euro, una misura che esclude intere categorie e su cui
dall’esecutivo vengono solo risposte senza cifre, senza tempi e senza
prospettive”.
giovedì 5 giugno 2014
mercoledì 4 giugno 2014
FORZA ITALIA STOPPA LA RIFORMA DEL SENATO ROMANI:”PROPOSTA INACETTABILE, COSI LA SINISTRA VUOLE REGALARSI UNA CAMERA
La proposta prevede infatti che, come in
Francia, i senatori Questo
Senato che ci prospettano è semplicemente inaccettabile. Così non lo votiamo”.
Lo stop è arrivato nel corso del pranzo di Silvio Berlusconi coi
capigruppo di Forza Italia Renato Brunetta e Paolo Romani. Parole di fuoco sul
progetto Pd per la riforma della seconda camera del Parlamento, il cosiddetto
“modello francese”. Domenica prossima si terranno i ballottaggi di un turno di
amministrative che ha consegnato ancor più le amministrazioni locali nelle mani
della sinistra. E tra gli uomini del Cavaliere si è affacciato più di un
sospetto che la riforma del Senato, così come è stata congegnata,
sia un trucco per regalare una Camera alla sinistra. La proposta
prevede infatti che, come in Francia, i senatori vengano eletti da una platea
di consiglieri comunali e regionali, permanendo così una forma di “elettività”.
Il "nuovo" Senato non avrebbe poteri legislativi, non darebbe la
fiducia, non farebbe leggi di bilancio, configurandosi come una Camera delle
autonomie. Ma con la attuale geografia elettorale del Paese, è chiaro che
verrebbe fuori un Senato “rosso”, che darebbe alla sinistra ampi margini di
manovra nell’elezione del successore di Giorgio Napolitano alla presidenza
della Repubblica.
CASO DELL’INFERMIERA SOSPETTATA DI UCCIDERE I PAZIENTI ALL’OSPEDALE DI LUGO, EMERGE MENEFREGHISMO E LASSISMO, INTERROGAZIONE DI BAZZONI
Il sottoscritto, consigliere del gruppo
assembleare Forza Italia-PdL, Gianguido Bazzoni, PREMESSO che, l’inchiesta
giudiziaria sulle morti sospette all’ospedale di Lugo, che vede indagata
un’infermiera, sta tenendo banco sulla stampa da alcune settimane; che, secondo
quanto riportato dalla stampa, stanno emergendo particolari fortemente
inquietanti che riguardano l’organizzazione interna dell’ospedale,
l’organizzazione dell’ASL di Ravenna cui l’ospedale apparteneva ed i
comportamenti e la “qualità umana” delle persone che ricoprono ruoli dirigenti
o di responsabilità; VISTO che, si parla di furti continui ai danni dei
pazienti ricoverati, di furti di medicine e materiale sanitario e perfino di
pasti completi; che, si parla di comportamenti vessatori dell’infermiera
in questione nei confronti di colleghe e personale ausiliario, al fine di
garantirsi l’omertà; che sembra acquisito come ormai tutti sapessero e
parlassero di quello che accadeva nel reparto, per cui vi fu perfino una
riunione senza seguito, ma soprattutto sembra che i sospetti sulle morti
“strane” fossero iniziati già da tempo; VISTO INOLTRE che è stato
appurato che le fiale di potassio (sostanza che si presume venisse usata per
provocare una morte insospettabile) erano liberamente disponibili a chiunque e
soprattutto non esisteva un registro di carico e scarico con indicato il nome
dell’utilizzatore e questo così anche per altri medicinali “pericolosi”; che
da parte dell’ASL non era mai stato affrontato il problema di
un’organizzazione diversa nell’uso dei medicinali e nel controllo dell’operato
del personale; che, a dispetto della riforma Brunetta della PA, nessuno
aveva sentito il dovere di promuovere o sollecitare inchieste e provvedimenti
disciplinari, che forse avrebbero evitato azioni ben più gravi dell’infermiera;
CONSIDERATO che, da quanto riportato dalla stampa, ci troviamo di fronte
a primari che non sanno cosa succede nei propri reparti, medici che non sentono
l’obbligo di denunciare fatti anomali come furti di medicinali in flagranza,
personale terrorizzato da una persona violenta che non sente di poter essere
protetto dai propri dirigenti e si sottomette spontaneamente per non avere
guai, un’organizzazione generale che rispecchia il menefreghismo e lassismo
proprio di tante PA, ma che non può e non deve essere la regola di un
sevizio che tratta la salute e la vita dei cittadini; INTERROGA LA GIUNTA REGIONALE PER SAPERE se
ha ritenuto utile seguire da vicino questa vicenda che potrebbe diventare paradigmatica
per l’immagine del Servizio Sanitario Regionale; se non ritiene che si
evidenzino, in tutta la vicenda, gravi lacune nell’organizzazione dell’Ospedale
di Lugo e dell’ASL di Ravenna, a cominciare da come viene selezionato e formato
ed aggiornato il personale; se non ritiene di aprire un’inchiesta
parallela per mettere in luce tutti i punti oscuri di questa vicenda che non
attengono l’aspetto giudiziario, ma gestionale; se non ritiene di
intervenire con un grande piano di analisi ed organizzazione di tutti gli
aspetti critici che attengono al servizio degli ospedali e delle ASL, cogliendo
in primo luogo gli aspetti di aggiornamento, formazione e motivazione di tutti
gli operatori, a cominciare dai dirigenti. Gianguido
Bazzoni
martedì 3 giugno 2014
LA COMMISSIONE UE CERTIFICA IL FALLIMENTO DELLE POLITICHE DI RENZI
Nelle pagelle della
Commissione europea, nell'attesissima lettera sui conti dell'Italia, è scritta
nero su bianco una sonora bocciatura. "Servono
ulteriori misure". Tre parole che sintetizzano un fiume di osservazioni
e consigli. Tre parole che in soldoni prospettano una nuova manovra per il
Belpaese. Una sorta di esegesi a quanto scritto dalla Commissione arriva da Renato Brunetta:
"Quando nelle sue Country
specific recommendation la Commissione europea chiede all'Italia di
rafforzare le misure di bilancio per il 2014 e di operare un sostanziale
rafforzamento della strategia di bilancio nel 2015, non solo giudica
insufficiente il riformismo di Renzi, ma boccia in maniera irreversibile quel
bonus Irpef (rectius: bonus Renzi) che doveva rilanciare i consumi e chi si è
trasformato invece in un peggioramento dei saldi di bilancio".
"Si pagano gli 80
euro" -
Il presidente dei deputati di Forza Italia arriva subito al punto. "Con
l'operazione degli 80 euro - prosegue -, che in campagna elettorale si è
qualificata di fatto come voto
di scambio, Renzi ha prodotto incertezza, confusione, effetti
negativi sulle aspettative di famiglie e imprese che, nel dubbio che entro fine
anno si renda necessaria una manovra correttiva, hanno rinviato consumi e
investimenti". Per Brunetta, dunque, dall'Europa arriva una
"bocciatura eclatante", ma "soprattutto una bocciatura morale:
Renzi ha vinto certamente le elezioni europee, ma ha perso la sua scommessa sulle riforme.
Tanto quelle istituzionali, ormai irreversibilmente condannate dal Parlamento e
dalla stessa maggioranza di governo, quanto quelle economiche, bocciate dalla
Commissione europea. Tutto questo - continua - porta il bilancio dei primi 90
giorni di questo governo nel più
totale stato fallimentare. Bel risultato - chiosa -: vincere le
elezioni, ma perdere sul piano della politica e delle riforme. Una bella nemesi
per Renzi, per i suoi cari e per i tanti che stanno accorrendo in soccorso del
vincitore", conclude Brunetta.
RENZI FESTEGGIA LA VITTORIA IN UN RISTORANTE, POI SI UBRIACA E NON PAGA IL CONTO.
Grande gioia per il
premier Renzi che ha pensato bene di festeggiare la larga vittoria ottenuta
alle Elezioni Europee in un noto ristorante di Firenze insieme ad alcuni vecchi
amici. Ma l’epilogo non è stato dei più lieti per il ristoratore, infatti, al
termine della serata caratterizzata da lauti pasti, risate a più non posso e
bottiglie di vino stappate a dismisura, il leader del Pd, in evidente stato di
ebrezza, si è rifiutato di pagare il conto.
Il proprietario del locale
gli ha richiesto invano il pagamento all’uscita dal locale e lui ha risposto
con un laconico: “Mi spiace ma ho lasciato il portafoglio a palazzo Chigi” al
che il ristoratore gli ha risposto che poteva pagare anche l’indomani o inviare
un bonifico, poichè la cifra ammontava a 700 euro, ma la risposta dell’ex
sindaco di Firenze è stata la seguente: “M’importa ‘na sega! Io sono il
presidente del Consiglio e non pago, capito o bischero?” dopodichè è uscito dal
locale e si è allontanato con i suoi amici barcollando e ridendo.
Il ristoratore, che ha
provato a raggiungerlo, è stato fermato dalla scorta e quindi, ha dovuto
rinunciare all’incasso. In seguito ha dichiarato di non voler sporgere denuncia
per non incappare in qualche ritorsione da parte del potente politico e ha
dichiarato: “Mi ripagherò e con gli interessi, vendendo alla stampa le foto che
ho scattato a Renzi che lo mostrano visibilmente ubriaco”.
Noi ne abbiamo acquistata
una a 300 euro (quella in alto) e crediamo siano ben spese e per una giusta
causa. La regaliamo con piacere ai nostri lettori. IL GAZZETTINO WEB
domenica 1 giugno 2014
COMUNICATO DEL COORDINATORE REGIONALE PALMIZIO
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