martedì 19 novembre 2013

NE’ AFFIDO NE’ ADOZIONE ALLE COPPIE GAY


Un tribunale di Bologna ha affidato ad una coppia gay una bambina di tre anni: trattandosi di affidamento e non di adozione i magistrati hanno pensato bene di dare un’interpretazione “estensiva” alla normativa che disciplina gli affidamenti. Di fatto si è usato una bambina per creare un precedente, per aprire la strada alle adozioni gay, un grimaldello per indurre il Parlamento all’approvazione di una legge che oggi non esiste. Si è così avviato, per via giudiziaria un sovvertimento culturale che cambia la società italiana. Per questa ragione la decisione del Tribunale di Bologna è stata assunta dall’associazione Arcigay come un vessillo da sventolare in faccia al Parlamento. Così da oggi una bimba avrà due papà e, come riferimento, una ‘famiglia’ che non esiste in natura. Che importa se la bambina pagherà un prezzo psicologico e morale altissimo per questa scelta? Che importa se si costringerà una bambina a convivere per mesi, forse per anni, con due perfetti estranei, che non potrà chiamare papà e mamma? L’importante è far vincere alla lobby dei gay la guerra ed imporre ad ogni costo il loro diritto all’adozione. Personalmente sono contrario all’adozione e all’affidamento di bambini a coppie gay, così come la maggior parte degli italiani. Penso che un bambino abbia diritto ad avere una mamma e un papà, un modello femminile ed uno maschile e che non si possa sovvertire la nostra natura in questo modo. Già il ‘matrimonio’ gay è una cosa assurda, l’adozione o l’affidamento di bambini a coppie gay è fuori da ogni logica di buon senso, soprattutto perché non tutela i bambini che invece sono i primi a dover essere tutelati. Penso che questo modo di procedere per via giudiziaria, com’è già successo in altri settori delicati, come quello dell’eutanasia, sia una violenza ed una pazzia, una forzatura ai limiti del lecito: ciò in quanto i tribunali dovrebbero applicare le leggi, non crearle, modificarle a proprio piacimento. Fabio Filippi

“SE LA CONSULTA BOCCIA IL PORCELLUM DICHIARA CHE NAPOLITANO E’ ILLEGITTIMO”


scritto da il senatore. “Napolitano è stato eletto per due volte da due Parlamenti eletti con il Porcellum. Quindi, “se si dichiarasse incostituzionale ex tunc la legge attuale risulterebbero illegittimi tre Parlamenti eletti dal 2006 a oggi, tutte le leggi che da allora sono state varate, gli atti dei governi che si sono succeduti, il Presidente della Repubblica, scelto due volte da un Parlamento illegittimo, e dulcis in fundo la stessa Corte costituzionale, perché una parte dei suoi membri è di origine parlamentare. Insomma, se la Consulta dichiarasse l’incostituzionalità del Porcellum, sarebbe incostituzionale anche il proprio pronunciamento”. Così Roberto Calderoli in un’intervista alla Stampa.



domenica 17 novembre 2013

IL CONSIGLIO NAZIONALE PDL DECRETA LA RINASCITA DI FORZA ITALIA!!. GIOIA E FELICITA’ DEI DELEGATI RAVENNATI CHE HANNO ADERITO A NOME DEI MIGLIAIA DI SIMPATIZZANTI DELLA PROVINCIA DI RAVENNA

Battafarano, Ridolfi, Ancarani, Bazzoni e Galassini 
al consiglio nazionale per il ritorno di FORZA ITALIA     

Con 623 voti a favore zero astenuti e contrari il Consiglio nazionale del Pdl al 75%, come da dichiarazione dell' On Renato Brunetta, al quale era affidata la Presidenza del seggio, decreta la definitiva rinascita di Forza Italia. Compatta per il ritorno a Forza Italia la delegazione Ravennate
Sono cinque i rappresentanti della provincia di Ravenna che hanno potuto contribuire con il loro voto alla sospensione del Popolo della Libertà come partito e al ritorno ai valori e allo spirito di Forza Italia alla presenza del Presidente Berlusconi.
Al pala congressi di Roma Eur e' infatti andato in scena l'ultimo consiglio nazionale del Pdl che ha così sancito la reviviscenza dello Statuto di Forza Italia e la restituzione della leadership piena a Silvio Berlusconi. La provincia di Ravenna era rappresentata dal coordinatore provinciale Alberto Ancarani, dal consigliere regionale Gianguido Bazzoni, dal coordinatore comunale di Ravenna Franco Battafarano, dal capogruppo provinciale Forza Italia Vincenzo Galassini edal coordinatore di azzurri 94 Rodolfo Ridolfi. La mozione per il ritorno a Forza Italia e' stata approvata all'unanimità. L'organizzazione del partito, come ha detto Berlusconi, sarà delegata sul territorio ai parlamentari, consiglieri regionali ed eletti e vedrà il ritorno dei club che non saranno più i club di Forza Italia ma i Club Forza Silvio

sabato 16 novembre 2013

IL MESSAGGIO DEL PRESIDENTE SILVIO BERLUSCONI

Cari Amici,
domani per il nostro movimento politico è un giorno importante.
E’ il giorno in cui insieme sanciremo il ritorno a Forza Italia. E’ l’arrivo di un cammino che abbiamo deciso insieme nei mesi passati. Dietro di me, nella foto di famiglia, quel 19 settembre, meno di due mesi fa, mentre inauguravamo la nuova sede del partito, c’erano tutti i dirigenti del nostro grande movimento.
Questa è solo la prima tappa del cammino intrapreso. Da domani tutti dovremo impegnarci a rilanciare davvero il centro-destra italiano, la parte politica in cui si riconosce la maggioranza dei cittadini di questo Paese.
Dovremo lavorare insieme per rilanciare i valori profondi in cui crediamo, quelli che ci hanno tenuto insieme per venti difficili anni. L’efficienza coniugata con l’equità, la meritocrazia e la solidarietà, la giustizia e la libertà, insomma l’orgoglio di lavorare per un Paese diverso e migliore.
Nel mio ultimo video-messaggio ho invitato tutti gli italiani che condividono i nostri valori a scendere in campo con noi, convinto che questa sia davvero l’ultima chiamata, l’ultima chance prima che la nostra Italia precipiti nel baratro della crisi e della ingiustizia.
Ora vi chiedo: dopo lo spettacolo che la nostra classe dirigente ha offerto in queste ultimi giorni, perché un padre di famiglia, una donna, un giovane dovrebbe raccogliere questo appello. Perché i moderati italiani dovrebbero unirsi a noi, quando fossimo noi i primi a dividerci.
In questi giorni ho ascoltato le ragioni di tutti. Con la pazienza che tutti mi riconoscono ho cercato di trovare soluzioni che uniscano, spesso senza comprendere neppure le ragioni di una divisione.
Domani dal palco del Consiglio Nazionale ripeterò quello che ho già detto più e più volte, fino allo sfinimento. Forza Italia è la casa di tutti, di coloro che hanno contribuito a fondarla, di coloro che si sono spesi per farla crescere, di quelli che vi hanno aderito o decideranno, spero, di aderirvi nel prossimo futuro. E’ la casa di chi crede nella grande forza dei moderati italiani. E’ la casa di chi antepone l’amore all’odio, di chi non coltiva l’invidia e la maldicenza, di tutti coloro che all’egoismo e ai piccoli, talvolta meschini, interessi personali antepongono sempre il bene comune.
Su questi valori, venti anni fa, ho fondato Forza Italia. Non cambierò io, non cambierà Forza Italia. Se così non fosse, se Forza Italia diventasse qualcosa di diverso, di piccolo e meschino, se diventasse preda di una oligarchia, se rischiasse una deriva estremista, sarei io che l’ho fondata a non riconoscermi più in questo progetto. Domani dal palco ripeterò ancora una volta le ragioni per cui è indispensabile restare uniti e lottare insieme, noi moderati per unire i moderati.
Domani sarà l’occasione per confrontarci e discutere. Come si fa in ogni famiglia. Ognuno porterà le sue idee. Ognuno è chiamato a dare il proprio contributo al disegno comune. Con civiltà, senza pregiudizi, senza retro pensieri. 
Domani sarà il momento del confronto, davanti ai nostri elettori, perché a loro, ricordiamolo sempre, dobbiamo la nostra lealtà e a loro dobbiamo garantire il nostro impegno. Ho sentito parlare di raccolte di firme tra i nostri parlamentari: le uniche firme che a me interessano sono quelle di milioni di donne e di uomini che hanno creduto e credono in noi. E che nelle urne ci hanno concesso la loro fiducia.
E dopo aver parlato e ascoltato decideremo insieme il nostro futuro. Ognuno, dopo aver parlato ed ascoltato, sarà libero di fare le sue scelte. Ricordandosi della responsabilità che il voto di milioni di persone ci ha affidato e che a loro e solo a loro ognuno di noi è chiamato a rispondere del proprio operato.
Chi non si riconosce più nei valori del nostro movimento è libero di andarsene. Ma chi ancora ci crede ha il dovere di restare e combattere perché questi valori trionfino finalmente nel nostro Paese. Perché ora più che mai, in questo momento buio per l’economia e per la giustizia, ora più che mai tutti insieme dobbiamo difendere la nostra libertà, dobbiamo batterci con Forza Italia, perché siamo convinti che la difesa della libertà è la missione più alta, più nobile e più entusiasmante che ci sia.
E’ questa la missione principale per poter costruire il nostro Paese come un Paese dove nessuno possa temere se va al Governo il suo avversario politico, un Paese dove lo Stato e le sue istituzioni siano sentite come la casa di tutti e non invece come un nemico, come un nemico che è in agguato, un Paese dove lo Stato attraverso lo strumento fiscale non espropri i cittadini dei risparmi e dei beni che con il loro lavoro e i loro sacrifici sono riusciti a conquistarsi, un Paese dove non ci siano giudici che usino i loro poteri per eliminare gli avversari politici.
Questa è la missione che ci siamo dati a partire dal 1994, la missione per cui siano scesi in campo, la missione per cui abbiamo lottato in questi venti anni sconfiggendo il pericolo di una definitiva presa del Governo da parte di una sinistra che non ha mai rinnegato la sua ideologia e la sua storia.

 Sono felice ed entusiasta di partecipare al Consiglio Nazionale personalmente ma in particolare in nome dei tantissimi amici di Forza Italia dei  18 Comuni della Provincia di Ravenna.

   Ora più che mai, tutti insiemi, siamo impegnati per difendere la nostra libertà e batterci per. Silvio e Forza Italia. Vincenzo Galassini Consigliere Provinciale Ravenna FORZA ITALIA

GUARDA UN PO’ DA CHI VENIVA LA CRITICA……..

BERSELLI: DOMANI FESTA DEL PARTITO? GLI FANNO LA FESTA "LO UCCIDONO E RINASCE FORZA ITALIA... IO NON CI VADO, M SPERO" (DIRE) Bologna, 15 nov. - "Sarei andato volentieri a Roma domani se ci fosse stato un accordo tra Alfano e Berlusconi, invece... Ma come si fa a dire che domani e' la festa del Pdl? Domani fanno la festa al Pdl". Filippo Berselli, coordinatore regionale del Pdl in Emilia-Romagna, dunque diserterà il Consiglio nazionale del partito domani a Roma che può sancire la rinascita di Forza Italia. "Domani uccidono il Pdl, e rinasce Forza Italia... Consigliamo a Filippo Berselli di andare a Roma domenica 17 alle 10,30 al Teatro Sistina per RIFARE L'ITALIA. Rifarla sovrana, libera e solidale con Il suo Movimento Fratelli d'Italia lì si che Berselli fondatore del Gruppo fratelli d'Italia è a casa sua ed ha titolo..

venerdì 15 novembre 2013

NAPOLITANO ACCUSA LA POLITICA: “NEL PAESE C’E’ UN CLIMA AVVELENATO” BONDI: “IL COLLE NON HA FATTO NULLA STEMPERARE LE ESASPERAZIONI” BRUNETTA: “OPERI PER LA CONCORDIA”


"Sono d’accordo con Napolitano quando sostiene che in Italia prevale un clima politico avvelenato, ma sono dell’opinione che non abbia fatto nulla per stemperare le esasperazioni e per pacificare davvero la vita politica italiana". È questa l'opinione del coordinatore del Pdl, Sandro Bondi. Che poi ha aggiunto: "Era l’unico che poteva farlo, sia per la sua coscienza storica dei problemi dell’Italia sia per le prerogative di cui dispone". "Il Presidente Napolitano ha descritto al Papa il clima destabilizzante e avvelenato che domina l’Italia. Lo ha fatto parlando quasi da spettatore rassegnato. Io credo che invece il Capo dello Stato ha la responsabilità istituzionale, le risorse e l’energia per fare molto, in prima persona, per dare stabilità e contrastare i veleni nella vita pubblica", ha rincarato la dose Renato Brunetta. ha aggiunto che il capo dello Stato "non è, e lo ha sempre dimostrato, una comparsa impotente e marginale della nostra scena, ma un protagonista. Il mio appello è che non si consegni al pessimismo, non sottovaluti il peso delle sue scelte nella bilancia della storia, e faccia proprio, lo dico con l’ammirazione di un non credente, l’invito di Papa Francesco a operare per la creatività e la concordia necessarie al suo, cioè dell’Italia, armonioso sviluppo".

ERRANI, CONSIGLIERE O PRESIDENTE: LA PROCURA INDAGA SULLO STRANO CASO DELLE AUTO BLU


di David Marceddu La procura di Bologna torna ad accendere un faro su Vasco Errani, il presidente di Regione in carica più longevo della storia d’Italia. Lo fa per capire se le sue spese per le auto blu erano regolari o se a suo nome viaggiasse anche qualcun altro. Le due pm che lavorano sul caso dei rimborsi in Emilia Romagna, Morena Plazzi e Antonella Scandellari, si sono infatti imbattute in una serie di rimborsi per auto a noleggio intestati al “consigliere regionale Errani”: 20mila euro in totale da giugno 2010 ad agosto 2011. Così la palla è stata passata immediatamente alla Guardia di finanza che spulcerà le carte per capire come mai il governatore cambiasse ‘ragione sociale’ nei suoi viaggi e perché abbia utilizzato, fino a un importo così alto, il servizio di noleggio con conducente destinato specificamente ai suoi colleghi dell’Assemblea legislativa. Il tutto nonostante il numero uno di viale Aldo Moro, per la cifra di oltre 100mila euro l’anno, abbia a disposizione per la sua persona, 24 ore al giorno, un’auto e due autisti che lo portano su e giù per i suoi impegni anche da commissario per la ricostruzione e da Presidente della conferenza delle regioni a Roma. Vasco Errani, che per questi fatti non è indagato dalla Procura, in una nota pomeridiana si è difeso: “Sui costi delle auto a noleggio sono assolutamente tranquillo. Stiamo parlando di uno strumento di lavoro: per adempiere ai miei compiti, spostarmi da una parte all’altra della regione è normale e anzi, se non lo facessi, non farei bene il mio lavoro, con l’intensità e l’impegno che sono noti a tutti”. Fin qui una normale difesa, ma poi il presidente parla delle due figure istituzionali che lui rappresenta: “Mi è sempre stata molto chiara la differenza tra le attività politico-istituzionali del gruppo al quale appartengo e l’attività di Presidente: proprio per questo