lunedì 28 ottobre 2013

FORZA ITALIA A RUSSI AL RISTORANTE MORELLI CON RODOL-FO RIDOLFI E L’ON.LE MASSIMO PLAMIZIO

Doveva essere il tradizionale appuntamento conviviale fra militanti e dirigenti, per fare il punto sulla situazione politica e cominciare a disegnare i prossimi appuntamenti elettorali: le elezioni amministrative comunali e quelle europee. Si è trasformato invece in un incontro al quale hanno preso parte numerosissimi elettori e simpatizzanti per esprimere piena adesione alla linea assunta ieri dall'Ufficio di Presidenza del partito che ha deciso il ritorno allo Statuto di Forza Italia e la concentrazione di tutte le deleghe nelle mani di Berlusconi. Il coordinatore comunale di Forza Italia Marco Bertozzi ha introdotto Paolo Savelli e Rodolfo Ridolfi coordinatore di Azzurri del ’94 con Silvio Berlusconi che ha detto fra l’altro:  "Al presidente Berlusconi va tutta la nostra piena lealtà e solidarietà. Continueremo in ogni sede a batterci perché ormai siamo alla vera barbarie un accanimento giudiziario dal sapore puramente politico per tentare di eliminare un avversario che oltre nove milioni di cittadini  hanno liberamente e democraticamente eletto.  Se la sinistra PD-SEL , Letta e Renzi quel che resta dei montiani e quelli che sognano da neo democristiani, le banche, i poteri forti non fanno nulla per governare e non rispettano gli accordi di programma per le larghe intese, non possono irresponsabilmente trascinare il Paese nel caos aspettando il soccorso rosso dei magistrati amici. Meglio ridare, senza perder tempo la parola agli elettori. Quando lo scorso anno, proprio di questi tempi, fondammo ‘Azzurri ’94 con Silvio Berlusconi rifiutando primarie e ambiziose e premature successioni chiedemmo di ritornare al senso della prima scelta -che fu fatta quando nacque Forza Italia'. Forza Italia non deve perseguire la logica dei vecchi partiti', verticistici, burocratici e centralisti', ma deve somigliare ai ''partiti americani” che, da sempre, hanno gli stessi nomi, non si sciolgono e funzionano perché' sono fatti bene. Ciò che ci deve essere alla base del progetto politico è avere dentro la società. Un movimento orizzontale fondato sulla rappresentanza e non con i tesseramenti vecchio stile. Ad ogni adesione deve corrispondere un cervello perché abbiamo bisogno di persone che pensano, di una grande base federata. E' stata questa la prima grande intuizione di Berlusconi, che ha sempre pensato a un movimento di questo tipo: con una forte leadership riconosciuta e un programma condiviso. L’on. Massimo Palmizio concludendo ha ripercorso le tappe che hanno portato al voto del Senato del 2 ottobre e alla decisione dell’Ufficio di Presidenza del 25 scorso che ha sospeso tutte le attività del PDL, azzerato tutti gli incarichi e messo in moto Forza Italia affidando come da Statuto tutti i poteri al Presidente Silvio Berlusconi.

sabato 26 ottobre 2013

BERLUSCONI SI LIBERA

TORNIAMO A FORZA ITALIA
L'Ufficio di Presidenza del Popolo della Libertà, riunito a Roma oggi, venerdì 25 ottobre 2013:
1. Denuncia la persecuzione politica, mediatica e giudiziaria in corso da vent’anni contro il Presidente Silvio Berlusconi eletto liberamente e democraticamente da milioni di cittadini italiani. Un attacco che colpisce al cuore la democrazia, lo Stato di diritto, e il diritto alla piena rappresentanza politica e istituzionale di milioni di elettori.
2. Ritiene assolutamente inaccettabile la richiesta di estromissione dal Parlamento italiano del leader del centro-destra, sulla base di una sentenza ingiusta ed infondata e sulla base di una applicazione retroattiva di una legge penale (altresì contestata da numerosi e autorevoli giuristi), palesemente contraria ai principi della Costituzione italiana (art. 25) e della “Convenzione europea dei diritti dell’uomo” (art. 7).
3. Ribadisce l’impegno assunto solennemente dinanzi agli elettori, nella scorsa campagna elettorale, a battersi per un rilancio vero della nostra economia, in primo luogo attraverso una significativa riduzione della spesa pubblica e una corrispondente forte riduzione della pressione fiscale che grava su famiglie, imprese e lavoratori. In tal senso, i nostri rappresentanti di governo, governo a cui continueremo a dare il nostro sostegno, nel rispetto degli impegni programmatici assunti al momento dell’insediamento, i nostri deputati e i nostri senatori sono impegnati a contrastare ogni iniziativa che vada nella direzione opposta e a proporre efficaci misure per la ripresa della nostra economia in sintonia con le altre economie dei Paesi membri dell’Unione europea.
4. Ribadisce l’impegno per una riforma indifferibile della giustizia italiana, sia civile che penale, l’impegno per una riforma presidenzialista delle nostre istituzioni e l’impegno per un limpido bipolarismo, che veda un centrodestra liberale e riformatore alternativo alla sinistra italiana, come accade in tutti i Paesi dell’Occidente avanzato.
5. Ribadisce l’adesione alla grande famiglia della democrazia e della libertà in Europa, il Partito Popolare Europeo, con cui condivide la carta dei valori e di cui fa parte dal 1999.
6. Delibera la sospensione delle attività del Popolo della Libertà, per convergere verso il rilancio di “Forza Italia” già pubblicamente annunciato dal Presidente Berlusconi con un appello a tutti gli italiani che amano la libertà e vogliono restare liberi.
“Forza Italia” è il Movimento a cui tanti italiani hanno legato e legano tuttora la grande speranza di realizzare una vera rivoluzione liberale e di contrastare l’oppressione giudiziaria, l’oppressione burocratica, l’oppressione fiscale 7. Ricorda che “Forza Italia” non è una parte, ma è un’idea, un progetto nazionale che unisce tutti e difende i valori della nostra tradizione cristiana, il valore della vita, della famiglia, della solidarietà, della tolleranza verso tutti a cominciare dagli avversari.
8. Affida al Presidente Berlusconi pieno mandato politico e giuridico per attivare le necessarie procedure, anche attraverso le convocazioni degli organi statutari, per l’attuazione di questa Deliberazione Politica e gli conferisce le responsabilità connesse alla guida del Movimento per definire obiettivi, tempi e modi della nuova fase di attività secondo lo Statuto di “Forza Italia”.

SPESE PAZZE IN REGIONE, BAZZONI; “IL PDL HA SEMPRE RISPETTATO LE PRESCRIZIONI”

INDAGATI TUTTI I CAPI GRUPPO, MA IL RAVENNATE LO E’ DIVENTATO DOPO.
«Siamo sereni e fiduciosi che si chiarirà tutto nel momento in cui l’autorità inquirente entrerà nel merito dei documenti acquisiti». Gianguido Bazzoni, il ravennate attualmente capogruppo del Pdl in Regione, interviene dopo la notizia secondo cui tutti i capogruppi regionali sarebbero indagati per peculato nell'ambito dell'inchiesta sulle spese pazze aperta nei confronti dell'ente di viale Aldo Moro.
In realtà, va detto, Bazzoni diventò capogruppo dopo il periodo a cui fanno riferimento le indagini. «Preciso comunque – continua Bazzoni – che, riguardo ai fondi messi a disposizione dalla Assemblea Legislativa, il Gruppo PdL si è sempre attenuto alle prescrizioni dell’Ufficio di Presidenza così come certificato dai verbali dei sindaci revisori depositati presso lo stesso Ufficio nei termini e nelle modalità richieste. Essendo comunque in corso un’inchiesta siamo del parere che sia opportuno mantenere il più stretto riserbo»

venerdì 25 ottobre 2013

NELLA SCORSA LEGISLATURA 180 SALTI DELLA QUAGLIA………E SE LA PRENDONO CON BERLUSCONI

A proposito di cambi di casacca in corsa, a proposito del trasformismo dilagante, a proposito dei benpensanti e puritani che predicano moralismo a corrente alternata, a proposito, infine, dei giudici di Napoli che hanno optato, con una decisione perlomeno inspiegabile, per il rinvio a giudizio di Silvio Berlusconi sul caso del senatore De Gregorio, rispondiamo con la fredda oggettività dei numeri.

Nella scorsa legislatura, la XVI della Repubblica italiana, dal 29 aprile 2008 al 22 dicembre 2012, ben 180 parlamentari hanno cambiato gruppo di appartenenza. Per la precisione hanno cambiato casacca 60 senatori e 120 deputati, in tutte le direzioni, per lo più dal centrodestra, e dal Pdl in particolare, verso altri lidi. Alla Camera dei deputati, ad esempio, a fine legislatura, il Pdl aveva perso 69 parlamentari, il Partito democratico 13, così come l’Italia dei Valori. Il gruppo più premiato è stato il Misto, con un saldo positivo di 51 deputati, a seguire i gruppi nati durante il quinquennio, Futuro e libertà (+24) e Popolo e territorio (+19). Al Senato della Repubblica analogo trend. Il Popolo della liberà è il gruppo che ha perso per strada il maggior numero di senatori (-29 rispetto all’inizio della legislatura), seguito dal Partito democratico (-14). In taluni casi alcuni parlamentari si sono esibiti anche nel doppio salto della quaglia, o addirittura nel triplo. Un esempio senza fare nomi? Dal Pdl a Futuro e libertà, da Futuro e libertà al Misto, dal Misto ai Responsabili (poi diventati Popolo e territorio).

BOCASSINI NEI GUAI: I COLLEGHI LA DENUNCIANO AL CSM.

ILDA LA ROSSA DISSE CHE LE TOGHE DI PROVINCIA “NON CAPISCONO NULLA. ESPOSTO DEI “PROVINCIALI AL CONSIGLIO SUPERIORE DELLA MAGISTRATURA

"I giudici di provincia non capiscono nulla di mafia". Le considerazioni di Ilda Boccassini, espresse l'11 ottobre scorso durante un convegno su una ricerca della Bocconi dedicata alla criminalità organizzata, non sono assolutamente piaciute ai colleghi. Tanto che hanno lasciato passare due settimane e alla fine hanno deciso di intervenire con un esposto al Consiglio Superiore della Magistratura.  La rivolta - Gli autori del documento inviato al Csm sono i giudici penali del Tribunale di Busto Arsizio, giudici "di provincia" appunto, (Bossi, Bovitutti, Frattini, Guerrero, Lualdi, Novick, Zoncu) che chiedono all'organo di autogoverno delle toghe, secondo quanto rivelato dal Corsera, di valutare le affermazioni a loro avviso "gratuite", "denigratorie" e "generiche" pronunciate da Ilda la rossa. I magistrati di Busto vogliono sapere dal Csm, da un lato "se esse siano deontologicamente corrette" per un pm, e dall'altro "se non deleggittimano i giudici" proprio mentre costoro, riporta l'articolo di Luigi Ferrarella, trattano processi con detenuti di criminalità organizzata nei quali l'accusa è rappresentata dal pool milanese di Boccassini.  Colleghi ignoranti - Secondo il pm il fatto che "non siano mai stati istituiti i tribunali distrettuali rappresenta un problema serio". Boccassini, al convegno, aveva spiegato che "le indagini sono accorpate dalla Dda mentre il processo viene polverizzato". "Dobbiamo andare a fare i processi a Pavia, a Como, a Lecco, a Busto Arsizio e a Palmi - ha osservato -: non si può dare in mano un processo a giudici di provincia che, con tutto il rispetto, non sanno nulla" di questi argomenti. "Questo è un problema molto serio", aveva concluso non immaginando che quelle parole sarebbero diventate un problema molto serio. Ma per lei. 

giovedì 24 ottobre 2013

CARO LETTA, TI RICORDI LA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA?


QUATTRO RISPETTOSE DOMANDE AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO, ENRICO LETTA:
1. Come intende dar corpo al programma enunciato il 2 ottobre nel suo discorso per la fiducia. Quando indicò che, in tema di “opportune e urgenti riforme”, “sulla giustizia il nostro lavoro potrà basarsi sulle importanti indicazioni contenute nella relazione conclusiva del gruppo di lavoro nominato dal presidente Napolitano il 30 marzo 2013”? Si tratta della riforma della giustizia da attuare partendo dal testo dei “saggi”.
2. Come intende attuare il suo impegno, anch’esso contenuto nel discorso per la fiducia del 2 ottobre, per “l’adempimento degli obblighi europei (a cominciare dal rispetto delle decisioni della Corte di giustizia dell’Unione europea)”, che si connettono con l’apertura della procedura d’infrazione da parte dell’Unione Europea sulla “responsabilità civile dei magistrati”?
3. Come si pone rispetto al messaggio inviato dal presidente della Repubblica alle Camere lo scorso 8 ottobre 2013 sulla questione carceraria: messaggio con cui il capo dello Stato ha inteso richiamare l’attenzione del Parlamento su indulto e amnistia?
4. Come si pone rispetto alle questioni poste dai 6 referendum sulla giustizia promossi dai radicali e per i quali il Popolo della Libertà ha dato un contributo decisivo nella raccolta delle firme: responsabilità civile dei magistrati; incarichi extragiudiziali dei magistrati; eliminazione della custodia cautelare; abolizione dell’ergastolo; separazione delle carriere dei magistrati?



LA FINANZA IN REGIONE: I 9 CAPI GRUPPO INDAGATI: PECULATO


ACQUISITE CONSULENZE PER CENTINAIA DI MIGLIAI DI EURO, IPOTESI FINANAZIAMENTO. NEI CONTI CORRENTI DEI PARTITI ANCHE BIGIOTTERIA, PROFUMI, MEDICINE E UN FORNO A MICOONDE.
Corriere della Sera - La maxi inchiesta sulle spese dei gruppi consiliari dell'Assemblea legislativa della Regione entra finalmente nel curvone finale e dopo un anno si avvia al sospirato traguardo, con lo show down ormai dietro l'angolo e i primi nomi iscritti nel registro degli indagati per peculato. Sono i nove capigruppo di Pd, Pdl, Lega Nord, Idv, Movimento 5 stelle, Misto, Fds, Sel-Verdi e Udc, cioè coloro che hanno gestito i budget e firmato i rendiconto delle spese sostenute dai consiglieri nella legislatura in corso, rimborsi che la Procura ritiene illeciti. Si tratta del primo passaggio formale compiuto dalle pm Antonella Scandellari e Morena Plazzi che da un anno indagano sotto la supervisione del procuratore capo Roberto Alfonso e del procuratore aggiunto Valter Giovannini sull'utilizzo del denaro pubblico da parte dei gruppi. Il numero degli indagati è però destinato a salire con il coinvolgimento dei consiglieri che hanno utilizzato fondi pubblici per fini privati. Le posizioni dei capigruppo (Marco Monari Pd, Luigi Villani Pdl, Mauro Manfredini Lega Nord, Silvia Noè Udc, Gianguildo Naldi Sel, Andrea De Franceschi M5S, Liana Barbati Idv, Roberto Sconciaforni Fds e Matteo Riva del gruppo misto) sarebbero diversificate tra loro e potranno cambiare in funzione di ciò che ciascuno riuscirà o meno a giustificare. Pare infatti che all'interno dello stesso gruppo ci siano consiglieri che non hanno badato a spese e altri che hanno avuto invece comportamenti più sobri. Per esempio c'è chi si sarebbe fatto rimborsare un pasto da Mc Donald's e chi invece avrebbe pranzato a spese della Regione in ristoranti rinomati. A quanto pare tra i consiglieri emiliano-romagnoli non ci sarebbe nessun emulo di batman Fiorito, il vorace consigliere del Pdl alla Regione Lazio arrestato nel 2012, ma nelle quasi 40 mila voci di spesa analizzate in questi 12 mesi dai finanzieri non mancano spese originali fatte pagare ai contribuenti e che poco hanno a che fare col funzionamento dei gruppi. È il caso di scontrini relativi a profumi, medicine, forni a microonde, altri elettrodomestici e libri di narrativa. Che l'inchiesta sia ormai alle battute finali è un fatto confermato in ambienti investigativi e avvalorato dalla visita a sorpresa di ieri della Finanza.