martedì 8 ottobre 2013
Fiducia a Berlusconi
Tanti commenti in questi giorni difficili. Rimango convinto che i ministri non ricordino che lo sono diventati per Berlusconi, come pure il senatore emiliano Giovanardi e Pizzolante da oltre trent'anni, non abbiano memoria. Non fa nulla io ripongo la fiducia in Berlusconi e solo in Forza Italia. Attendo fiducioso Le sue decisioni e sono convinto, come sempre, che continuerà la battaglia contro questa sinistra comunista. Grazie Silvio e la massima solidarietà per quanto dovrai subire nei prossimi giorni per la magistratura rossa. Vincenzo Galassini consigliere provincia Ravenna Forza Italia.
sabato 5 ottobre 2013
Giunta: Berlusconi decada, Bondi: "E' problema governare insieme"
Brunetta: 'Pervicacia Pd grave ma il boia si illude: la testa non cadrà'
Roma, 4 ott. (TMNews) - Il Pd "defenestra" Silvio Berlusconi, è un "problema" governare insieme. Lo ha detto il coordinatore del Pdl Sandro Bondi, dopo il voto in Giunta al Senato sulla decadenza da senatore del leader Pdl. "Io pongo oggi e porrò anche in futuro, finché avrò voce, un problema morale. Il problema morale che pongo - ha spiegato Bondi - è il seguente: come possiamo assistere alla defenestrazione del presidente Silvio Berlusconi da parlamentare per mano di un partito, il Pd, con il quale collaboriamo in parlamento e al governo? Oltretutto con un comportamento che calpesta non solo ogni forma di rispetto per la nostra storia e la nostra dignità politica, ma anche uno dei principi essenziali del diritto e della giurisdizione italiana ed europea. Per me questa questione morale è fondamentale e ispirerà d'ora in avanti tutti i miei comportamenti politici".
Duro anche l'altro "falco" del Popolo delle Libertà, Renato Brunetta: "Un'offesa alla democrazia e al diritto. Tanto più grave perché perseguita con rancorosa pervicacia dal partito Democratico, nostro alleato nella maggioranza di governo. Solo il senso di responsabilità e la testimonianza di Silvio Berlusconi, che ha anteposto a tutto il bene comune, ci convince ad andare avanti nel nostro lavoro di rappresentanti degli italiani in una istituzione che sta tradendo se stessa. Diciamolo: si è rifiutata la strada del diritto e del buon senso", ha dichiarato il presidente dei deputati del Pdl.
"È stato chiaramente - ha denunciato - un atto politico, si è deciso di far fuori per via giudiziaria il leader del centrodestra italiano. Per la prima volta nella storia della nostra Repubblica un parlamentare, in questo caso il senatore Berlusconi, non ha avuto la possibilità di difendersi fino in fondo, consentendo alla Corte costituzionale di pronunciarsi. Non si illuda il boia. Sta rotolando il titolo di senatore, non la testa dell'uomo e del politico Berlusconi, che resta il leader e il riferimento di metà degli italiani. Ci sarà pure un giudice in Europa".
Roma, 4 ott. (TMNews) - Il Pd "defenestra" Silvio Berlusconi, è un "problema" governare insieme. Lo ha detto il coordinatore del Pdl Sandro Bondi, dopo il voto in Giunta al Senato sulla decadenza da senatore del leader Pdl. "Io pongo oggi e porrò anche in futuro, finché avrò voce, un problema morale. Il problema morale che pongo - ha spiegato Bondi - è il seguente: come possiamo assistere alla defenestrazione del presidente Silvio Berlusconi da parlamentare per mano di un partito, il Pd, con il quale collaboriamo in parlamento e al governo? Oltretutto con un comportamento che calpesta non solo ogni forma di rispetto per la nostra storia e la nostra dignità politica, ma anche uno dei principi essenziali del diritto e della giurisdizione italiana ed europea. Per me questa questione morale è fondamentale e ispirerà d'ora in avanti tutti i miei comportamenti politici".
Duro anche l'altro "falco" del Popolo delle Libertà, Renato Brunetta: "Un'offesa alla democrazia e al diritto. Tanto più grave perché perseguita con rancorosa pervicacia dal partito Democratico, nostro alleato nella maggioranza di governo. Solo il senso di responsabilità e la testimonianza di Silvio Berlusconi, che ha anteposto a tutto il bene comune, ci convince ad andare avanti nel nostro lavoro di rappresentanti degli italiani in una istituzione che sta tradendo se stessa. Diciamolo: si è rifiutata la strada del diritto e del buon senso", ha dichiarato il presidente dei deputati del Pdl.
"È stato chiaramente - ha denunciato - un atto politico, si è deciso di far fuori per via giudiziaria il leader del centrodestra italiano. Per la prima volta nella storia della nostra Repubblica un parlamentare, in questo caso il senatore Berlusconi, non ha avuto la possibilità di difendersi fino in fondo, consentendo alla Corte costituzionale di pronunciarsi. Non si illuda il boia. Sta rotolando il titolo di senatore, non la testa dell'uomo e del politico Berlusconi, che resta il leader e il riferimento di metà degli italiani. Ci sarà pure un giudice in Europa".
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I DEMOCRISTIANI E LA NUOVA FORZA ITALIA
Quello che sta succedendo in Italia mi riporta indietro e mi ricorda come fu per molti inquietante che una infima parte dei socialisti negli anni '90 si alleassero con quei comunisti italiani ed i loro eredi che hanno lasciato morire Craxi in esilio per cancellare la storia del socialismo democratico e far dimenticare gli errori e gli orrori dei comunisti. Chi si è potuto battere allora e può con...tinuare oggi a battersi per la giustizia e la libertà grazie a Silvio Berlusconi non può permettere che quella storia si ripeta, non si può continuare ad essere alleati con chi dopo vent'anni di persecuzione vuole eliminare l'ultimo baluardo di libertà. La storia di Forza Italia e di Berlusconi deve essere difesa da chi la vuole infangare. Le larghe intese potevano essere una occasione di pacificazione e di riconoscimento delle ragioni dei moderati italiani e l'apertura di una nuova stagione ma il Pd oggi come il PCI PDS DS ieri ha dimostrato anche in questi mesi di conoscere una sola politica: quella dell'odio e della verità che conviene al Partito. Si possono promuovere, esaltare e riciclare, a tutti i livelli, personaggi che hanno espresso solidarietà agli stalinisti che schiacciavano nel sangue chi reclamava libertà nei paesi dell'Est, ma si devono perseguitare in tutti i modi i grandi democratici che si sono battuti per un Italia migliore ed hanno realizzato cose importanti per il bene comune come Craxi e Berlusconi soprattutto se hanno impedito che la sinistra illiberale conquistasse il potere.
Per questo le misere divisioni di oggi fra coloro che hanno lavorato per l'affermazione di Forza Italia vanno, se è possibile superate, per riconsegnare a Berlusconi la effettiva guida dei moderati da parlamentare o da perseguitato. Facciano tutti un passo indietro e chiedano a Berlusconi di fare un passo avanti proprio in questo momento. Chi lavorasse per operazioni di basso profilo e di mero opportunismo convenienti solo al PD che è minoranza nel Paese, farebbe un pessimo servizio all'Italia e si renderebbe responsabile di consegnare ai conservatori della sinistra, ormai succube di egoistici poteri antipopolari e di interessi antinazionali, il futuro del nostro paese facendolo precipitare verso un regime assolutamente illiberale fatto di vessazioni fiscali e di assoluto impoverimento economico.
giovedì 3 ottobre 2013
I DEMOCRISTIANI E LA NUOVA FORZA ITALIA
di Arturo Diaconale. - Se è vero ciò che diceva
Rino Formica, che “la politica è sangue e merda”, non si può non rilevare che
negli ultimi giorni abbiamo visto solo merda. Può essere che il sangue si veda
in seguito. Ovviamente in senso metaforico. Ma, di sicuro, il tentativo
dell’asse Napolitano-Letta di eliminare una volta per tutte Silvio Berlusconi
con il sostegno della “quinta colonna” guidata da Angelino Alfano presente nel
Pdl fin dai tempi del governo Monti, non fa parte della politica fatta con il
sangue e la passione. L’operazione era diretta a spezzare il Cavaliere
aggiungendo al calvario giudiziario che lo aspetta l’umiliazione della
sconfitta sul terreno politico-parlamentare per mano del suo “delfino”.Ma
Berlusconi, per nulla disposto a fare la fine di Cesare che si avvolse nella
toga per non vedere le pugnalate dei suoi, si è piegato e non si è spezzato.
Alfano-Bruto ha inferto il suo colpo. La “quinta colonna” dei diversamente
democristiani è uscita allo scoperto. Ma Silvio-Cesare
ha capito che la sollevazione guidata dal figlioccio lo avrebbe liquidato
politicamente prima ancora della eliminazione per via giudiziaria. E ha compiuto il colpo di teatro: spiazzato
i congiurati annunciando la fiducia al governo di chi lo voleva e lo vuole
cancellare dalla scena politica. Neppure quella di Berlusconi è stata una
scelta di passione. La politica alta non c’entra nulla in questa vicenda.
È
stata una decisione dettata solo dalla esigenza di ridurre al massimo i danni.
Che gli consente di rimanere, sia pure ammaccato e claudicante, sulla scena
politica. E gli dà il tempo per avviare una strategia non tanto diretta
all’impossibile ricomposizione di un
partito ormai spaccato in maniera irreversibile, quanto di intraprendere un
percorso diretto a dare vita a un soggetto politico completamente nuovo e
diverso rispetto all’attuale Pdl.
Non
si tratta di un’operazione facile. Perché, all'indomani dello sgambetto
compiuto ai suoi danni dai cortigiani, la tendenza naturale sarebbe di
costruire il nuovo soggetto sulla base del solo criterio della fedeltà
personale. Ma serve al Cavaliere e
all’Italia un partito composto solo dai falchi non traditori? La risposta è
scontata. Così come appare fin troppo evidente, alla luce di quanto avvenuto
nelle ultime ore, che in politica la fedeltà personale è sempre relativa e mai
assoluta.
Lo
sforzo di Berlusconi, proprio perché tra
non molto avrà un’agibilità politica ridotta e una libertà personale
sicuramente compressa, dovrebbe essere quello di bilanciare la fedeltà con
la capacità. Gente nuova, espressione non solo di interessi ma anche di idee,
capace di mescolarsi con i falchi e con i fedelissimi rimanendo però
assolutamente distinta e separata dagli uni e dagli altri.
Se l’obiettivo è
contribuire con questo nuovo partito alla formazione di una forza di
centrodestra simile a quella rappresentata in Europa dal Partito Popolare, è
bene tenere presente che nei popolari europei non ci sono solo i cattolici e i
democristiani ma anche i moderati e i conservatori ispirati ai valori della
laicità e delle libertà individuali. I
“diversamente democristiani” andranno con Casini, Monti e Cesa? Berlusconi faccia il partito liberale e conservatore italiano!
mercoledì 2 ottobre 2013
MENO MALE CHE SILVIO C’E’
Come già è avvenuto nell'autunno del 2012 confermiamo la piena e convinta adesione alle decisioni
indicate dal Presidente Berlusconi di votare contro la fiducia
a Letta, che non è stato capace di togliere un euro dalla spesa corrente e non mantenere i patti Iva,
IMU, che rimane il catalizzatore della maggioranza degli italiani stanca di
subire gli interessi dei poteri forti intrecciati con la sinistra che
perseguono una politica di oppressione fiscale e umiliano la sovranità
nazionale agli interessi della Germania e delle banche.
I traditori oggi sono saltati fuori e li vediamo
in faccia anche nella nostra Regione. Non
ci dimenticheremo. Grazie Silvio.
I TRADITORI: I NUOVI “FINI” DA UN ANNO TRAMAVANO CONTRO, FARANNO LA STESSA FINE. DISPERAMENTE IN CERCA DI POLTRONE……..
Alfano ex
delfino, Lupi, Pizzolante, Cicchitto, e gli altri li vedremo domani e ce lo
ricorderemo……..
martedì 1 ottobre 2013
BERLUSCONI: VOTIAMO STABILITA’ IMU E IVA. POI ALLE URNE
Il Cavaliere
alla riunione dei gruppi: "Ho deciso io le dimissioni. Esperienza di governo
finita". Adesso si approvino provvedimenti economici e poi elezioni".
"Tutto chiarito, polemiche rientrate". Silvio Berlusconi silenzia il
dissenso nel Pdl durante il suo discorso ai gruppi parlamentari. E chiude il
sipario sul governo Letta: "E' una esperienza finita". Il Cavaliere
si assume la piena responsabilità delle dimissioni dei ministri. "Ho
deciso da solo. Forza Italia non è
una forza estremista e nessuno mi ha costretto". C'è unità d'intenti, loro
temono che le dimissioni facciano perdere consenso: hanno ragione, ma ora è superato.
Dobbiamo restare uniti, non dobbiamo dare all'esterno l'impressione che sta
dando il Pd".
Provvedimenti economici in 7 giorni, poi voto. Infine l'affondo sul governo Letta. Con l'ex premier che esclude ogni ipotesi di 'governicchi' e conferma soltanto la disponibilità a votare alcuni provvedimenti in materia di economia. In particolare "l'approvazione in 1 settimana" del decreto Iva, dell'abolizione della seconda rata Imu, con emendamento, e della legge di stabilità "senza aumento delle tasse. Poi - avrebbe aggiunto - si chiude e si va a votare". Forza Italia Ravenna, esulta, chi ci vuole male rimarrà deluso, tutti uniti con il presidente Berlusconi.
Provvedimenti economici in 7 giorni, poi voto. Infine l'affondo sul governo Letta. Con l'ex premier che esclude ogni ipotesi di 'governicchi' e conferma soltanto la disponibilità a votare alcuni provvedimenti in materia di economia. In particolare "l'approvazione in 1 settimana" del decreto Iva, dell'abolizione della seconda rata Imu, con emendamento, e della legge di stabilità "senza aumento delle tasse. Poi - avrebbe aggiunto - si chiude e si va a votare". Forza Italia Ravenna, esulta, chi ci vuole male rimarrà deluso, tutti uniti con il presidente Berlusconi.
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